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A Tavola con lo Chef

 

 



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 Una grande mostra è lo spunto per uno splendido percorso

 

di Eugenia Sciorilli


Henri Rousseau, detto il Doganiere, è il protagonista - dal 6 marzo al 5 luglio - di una mostra organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia che riunisce nelle sale dell'Appartamento del Doge a Palazzo Ducale oltre cento opere provenienti dalle più importanti istituzioni internazionali (quaranta capolavori dell’artista e sessanta opere di confronto). L'eccezionale rassegna antologica può essere l'occasione per percorrere una delle strade di maggior fascino dell'Italia settentrionale: la Via Romea, che da Venezia conduce fino a Ravenna.

Autoritratto, 1889-1990. (foto Narodni Galerie Praga/Palazzo Ducale) La guerra o La cavalcata della discordia, 1894. (foto Musée d'Orsay/Palazzo Ducale) Zingara addormentata, 1897. (foto MOMA/Palazzo Ducale)

L'incantatrice di serpenti, 1907. (foto Musée d'Orsay/Palazzo Ducale) Il sogno, 1910. (foto MOMA/Palazzo Ducale) Cavallo assalito da un giaguaro, 1910. (foto Museo Pushkin/Palazzo Ducale)

L'esposizione, intitolata "Rousseau. Il candore arcaico", rappresenta un evento mai realizzato prima d’ora in Italia, che attraverso una vivace sequenza di sezioni tematiche consente di ammirare alcuni dei più celebri capolavori del pittore francese, come l’Autoritratto (1889-90) che l’artista considerava il primo “ritratto-paesaggio” della storia dell’arte, Il cortile (1896-98) acquistato personalmente da Kandinsky ed esposto nella prima mostra del Blaue Reiter a Monaco, La guerra o la cavalcata della discordia (1894) dipinta da Rousseau con quello sguardo innocente che Ardengo Soffici, suo grande estimatore, definiva ricco di “ingenuità da bambino”. Un “candore arcaico” che emerge anche nelle opere dedicate alla natura selvaggia e nelle famosissime giungle, di cui ben sei sono in mostra – dalla bellissima Incantatrice di serpenti (1907) al Cavallo assalito da un giaguaro (1910) – come pure nei più bucolici paesaggi di campagna e di città. Quindi, le nature morte e la serie sorprendente dei ritratti maschili e femminili (spesso di amici o familiari), che mostrano anche la capacità di Rousseau di cogliere la vita della piccola borghesia, e la forza identitaria di un artista assolutamente unico e originale.

Barche da pesca nella laguna di Chioggia. (foto Turismo Venezia) Veduta esterna dell'Abbazia di Pomposa. (foto Mario Rebeschini/Emilia Romagna Turismo) Bacini salanti della Salina di Comacchio. (foto SIC Valli di Comacchio)

Un angolo del Parco Regionale del Delta del Po. (foto Daniele Soncin/Parco Delta del Po) Un tratto della Pineta di San Vitale. (foto Ravenna  Turismo)

La Strada Statale 309 Romea regala paesaggi di estrema suggestione quando, a poche decine di chilometri da Venezia, percorre la striscia di terra compresa tra il corso del fiume Brenta e la laguna e si dirige verso sud-est raggiungendo Chioggia. È proprio a sud di Chioggia che la Via Romea esce dalla provincia di Venezia, scavalca l'Adige ed entra nell'area del delta del Po, in provincia di Rovigo.

Ancora qualche decina di chilometri, e si entra in Emilia Romagna, per l'esattezza in provincia di Ferrara, dove si può ammirare il Parco Regionale del Delta del Po. Il percorso conduce quindi a Pomposa, località famosa per una stupenda abbazia medievale, per poi accostarsi al litorale adriatico.

Infine, in località Bellocchio, la Via Romea supera il confine con la provincia di Ravenna. È qui che si può, se si vuole, ammirare in tutta la sua bellezza la zona delle Valli di Comacchio. Dopo aver scavalcato il fiume Reno in prossimità della sua foce, l'itinerario giunge a una superba conclusione, immergendosi nel magico scenario della pineta di San Vitale e dei suoi alberi secolari.

www.palazzoducale.visitmuve.it

www.mostrarousseau.it