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Un libro una città: Sydney
"Looking for Alibrandi” di Melina Marchetta (Knopf)


Un ventaglio di attrazioni nell'Emisfero Australe


di Bruga

 

Il libro di Melina Marchetta in lingua originale, Knopf Books 2006. Il dvd del film tratto dal libro Looking  for Alibrandi, Fandango 1999. È ambientato nella comunità italo-australiana di Sydney questo bel romanzo di formazione di Melina Marchetta, cinquantenne ex-insegnante e ora scrittrice a tempo pieno, che nel libro (e nel film che ne è stato tratto, distribuito in italiano col titolo di “Terza generazione”) racconta la vita degli adolescenti divisi fra le varie identità, quella australiana acquisita e quella della famiglia di origine. Il libro fu anche tradotto e pubblicato in Italia dalla Mondadori, una ventina d’anni fa, ma è introvabile se non in edizione originale, che con Amazon si riceve facilmente e con poca spesa.

Abbiamo scelto questo volume e il relativo film perché, nonostante non siano recentissimi, ricorrono spesso nei discorsi degli italo-australiani, in particolare di quelli che abitano a Sydney, città nella quale le due opere sono ambientate. Molti ricordano ancora di aver partecipato in un modo o nell’altro alle riprese, che divennero un vero e proprio autoritratto della comunità, che conta alcune decine di migliaia di persone. Le troverete in tutti i settori: dal direttore del museo a quello dell’Opera House, dalle università alla ristorazione, dove la presenza dei nostri connazionali ha regalato fin dagli anni Cinquanta fantasia, amore per la cucina e tanti prodotti di qualità.

Lo storico edificio dello Shelbourne Hotel nel centro della città. (foto Bruga) Grattacieli e centri commerciali lungo la baia. (foto Bruga) Le ville che si affacciano sulla baia. (foto Bruga) L'Harbour Bridge, ponte ad arco lungo millecentocinquanta metri. (foto Bruga) L'Opera House, icona della città e Patrimonio Unesco 2007. (foto Bruga) Particolare dei gusci a sezione sferica  ideati dall'architetto danese Jorn Utzon. (foto Bruga) La Bondi Beach, paradiso dei surfisti. (foto Bruga) Il codice e le avvertenze per gli appassionati di surf alla Bondi Beach. (foto Bruga) Il frigorifero tricolore in un punto vendita di prodotti italiani. (foto Bruga) La vignetta pubblicitaria della Gelateria Messina. (foto Bruga) Babà napoletani e bignè nella Pasticceria Papa. (foto Bruga)

Al resto hanno pensato gli abitanti di Sydney nel loro insieme: per esempio, accettando la sfida di organizzare le Olimpiadi del 2000, che dettero un impulso decisivo alla conoscenza mondiale di questa città e al suo lancio come meta turistica (e anche di emigrazione). Ancor prima, Sydney aveva capito che il lancio sul mercato globale del turismo non poteva fare a meno di un’icona, un landmark, un’opera riconoscibile a prima vista da tutti gli abitanti del pianeta. Negli anni Sessanta non ce n’era traccia, così nel 1973 fu inaugurata l’Opera House dell’architetto danese Jørn Utzon. Un edificio che grazie alla sua intrinseca bellezza e alla continua messa in onda di capodanni sulla baia e di altri eventi che lo coinvolgono, è diventato un biglietto da visita capace di far sognare tutti i viaggiatori. La potrete vedere, insieme al vicino Harbour Bridge, durante una delle imperdibili crociere nella baia: ce ne sono di tutti i tipi, in barca a vela come in yacht o in traghetto, e se il tempo è bello vi consentiranno di ammirarla e fotografarla dal lato del mare. Ovviamente bisogna anche vederne il lato-terra, visitarla e, avendo il tempo, prenotarsi per uno spettacolo (www.sydneyoperahouse.com).

Quanto al ponte, se ve la sentite si può percorrere a piedi anche nelle sue parti meno accessibili: lo fanno in migliaia, grazie a un’organizzazione che garantisce la massima sicurezza anche se in cambio chiede un biglietto salato, mediamente sui duecento euro a persona (www.bridgeclimb.com).

Se siete amanti della vita sportiva e all’aria aperta, Sydney offre di tutto: meravigliose spiagge urbane come la celebre Bondi Beach, dove convivono surfisti e patiti dell’abbronzatura (attenzione ai raggi, qui particolarmente potenti), parchi per correre o per andare in bici, una natura affascinante e in armonia con grattacieli e centri commerciali. Per il resto, c’è tutto quello che vi aspettate da una grande e organizzata metropoli: musei e gallerie di arte degli aborigeni, metropolitane e bei negozi, pasticcerie e gelaterie italiane così come ristoranti di ogni gruppo nazionale e regionale proveniente da ogni angolo dell’Asia. Un vero ombelico del mondo, sia pure di un … altro mondo (www.visitnsw.com).

www.australia.com/it-it

 









 

 

 

 

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