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Un libro una città: Atene
“L’esattore” di Petros Markaris (Bompiani)



di Bruga

 

Il romanzo di Petros Markaris, Bompiani 2012. Comincia con un delitto scoperto in un bellissimo sito archeologico, il Ceramico, questo bel giallo del grande autore greco Petros Markaris, che negli ultimi anni ha raccontato, attraverso le indagini del suo personaggio Kostas Charitos, le drammatiche vicende della società ellenica sotto i colpi della crisi economica. In questo libro, tra l’altro, un misterioso assassino fa fuori, fra gli applausi via via più convinti dell’opinione pubblica, una serie di evasori fiscali impuniti e di fatto intoccabili. Il buon commissario Charitos, pur alle prese con i tagli allo stipendio e alla futura pensione, deve darsi da fare per assicurarlo alla giustizia, anche se con molti inconfessabili dubbi su cosa sia giusto fare …

Sfondo di tutte le sue indagini sono la capitale Atene e la sua caotica cintura suburbana, nella quale Charitos si muove con estrema lentezza, un po’ per il normale traffico un po’ per le improvvise manifestazioni di protesta che bloccano a turno interi quartieri. Per il turista, invece, Atene è meno problematica: buona parte dei siti da visitare si raggiunge a piedi, e se proprio siete stanchi, il centro storico è servito da varie fermate della nuova metropolitana costruita per le Olimpiadi del 2004. L’abbonamento giornaliero è molto economico, quello per tre giorni è altrettanto vantaggioso e per giunta copre anche il percorso dall’aeroporto al centro e viceversa, altrimenti piuttosto costoso.

Insomma, caldo permettendo, il Ceramico, l’Areòpago e l’Agorà si visitano a piedi, salendo poi, sempre a piedi, fin sull’Acropoli, lungo il percorso che nell’Antichità percorreva la processione delle Panatenaiche. Una incredibile e affascinante full immersion nella civiltà classica, che culmina appunto nella visita del Partenone, del Tempio di Atena Nike, dell’Eretteo e dei Propilei, affascinanti in sé e anche per la posizione unica. Dall’Acropoli, infatti, si domina a 360 gradi tutta l’area metropolitana, e viceversa da quasi ogni angolo della città spuntano, prima o poi, le sagome del Partenone e dell’Acropoli.

Particolare del Ceramico, necropoli della città utilizzata dal XII secolo a.C. al periodo bizantino. (foto Bruga) L'agorà situata a nord ovest dell'Acropoli. (foto Bruga) L'agorà, sullo sfondo il Tempio di Efesto. (foto Bruga)
Il Tempio di Efesto risalente al V secolo a.C. (foto Bruga) Particolare dei Propilei, ingresso monumentale dell'Acropoli. (foto Bruga) Il Tempio di Atena Nike dopo il recente restauro. (foto Bruga) L'Eretteo, tempio dedicato alla dea Atena Poliade protettrice della città. (foto Bruga) Il Teatro di Dioniso, il più importante del mondo greco nel V e IV secolo a.C. (foto Bruga) Rilievi dell'orchestra del Teatro di Dioniso. (foto Bruga) La facciata est del Partenone. (foto Bruga) Modellino di carro conservato al Museo della Stoà di Attalo. (foto Bruga) Una sala del nuovo Museo dell'Acropoli. (foto Bruga) Le metope del Partenone sistemate al terzo livello del museo. (foto Bruga) Le statue originali delle Cariatidi dell'Eretteo. (foto Bruga)

Una cosa che solo da pochi anni si può vedere dal Partenone è proprio il nuovo, spettacolare Museo dell’Acropoli, costato 130 milioni di euro alle esangui casse dello stato greco, anche se il risultato è esaltante e rende quest’opera uno dei musei più belli del mondo. Progettato dallo svizzero Bernard Tschumi, il contenitore è accogliente e sorprendente, con la luce che filtra da tutti i lati e anche dall’alto, la vastissima terrazza del bar-ristorante che si affaccia verso il Partenone e, soprattutto, l’ultimo piano leggermente ruotato rispetto a quelli inferiori, per assumere esattamente l’orientamento del Partenone, di cui contiene tutte le decorazioni riportate fedelmente nella posizione originaria. Sul tempio, adesso, ci sono delle copie, mentre gli originali rimasti in Grecia dopo la razzìa ottocentesca dell’avventuriero inglese Elgin sono nell’ultimo piano del museo, visibili ad altezza d’uomo (e non a quindici metri sopra le nostre teste). Non solo, ma i responsabili – in polemica con il British Museum che si rifiuta di restituire i marmi rubati da Elgin - hanno ricostruito il disegno originario, accostando ai marmi autentici le copie di quelli esposti a Londra, così che il visitatore abbia davvero un’idea unitaria della complessa narrazione realizzata 2500 anni fa da Fidia e altri maestri.

Nei piani inferiori, peraltro, il museo ospita tutto ciò che è stato trovato sull’Acropoli: gli originali delle Cariatidi, per esempio, ma anche molte statue “minori” uniche al mondo perché, sepolte per millenni dopo episodi di distruzione bellica, hanno conservato in tutto o in parte la loro vivace colorazione originaria. I colori, nel caso fossero sbiaditi, sono stati ricostruiti al computer e proposti al pubblico mediante alcune copie.

Una visita che richiede dunque calma e attenzione. Vi consigliamo di interromperla ogni tanto, magari con una sosta sulla terrazza del bar o con la visione di alcuni documentari proiettati nel museo; sarete ripagati con una visione totale e inedita di un’epoca storica fondamentale per la nostra civiltà. Per giunta, il biglietto è incredibilmente economico! (www.theacropolismuseum.gr)



www.visitgreece.gr

 









 

 

 

 

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