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Villa Reale ospita un percorso espositivo dal Seicento ai nostri giorni

 

di Eugenia Sciorilli


La splendida Villa Reale di Monza, in occasione di Expo 2015, ospita fino al prossimo 6 settembre la mostra "Italia: Fascino e mito. Dal Cinquecento al contemporaneo", che rievoca la fascinazione esercitata su grandi artisti stranieri da paesaggi, monumenti e tradizioni presenti sul nostro territorio. Attraverso opere di pittura, scultura e fotografia, raccolte insieme grazie a importanti prestiti museali, è posto in risalto il ruolo dell'Italia come "maestra delle arti", che è stato all'origine di un fenomeno noto come Grand Tour. Per almeno tre secoli, dall’inizio del Seicento a tutto l’Ottocento, il nostro Paese è stato infatti la meta privilegiata degli aristocratici e degli uomini di cultura di tutta Europa e nel XIX secolo anche del Nuovo Mondo, in quanto il viaggio in Italia – il Grand Tour appunto – rappresentava una tappa ineludibile del processo di formazione delle classi colte.

A ispirare il mito dell'Italia sono le suggestioni del paesaggio, la dolcezza del clima, il temperamento cordiale della gente, la bellezza delle sue donne. Tra gli artisti di quel periodo storico accolti nelle sale della Villa Reale in occasione della mostra, ricordiamo Cranach, Rubens, Van Dyck, Lorrain, Van Wittel, Ingres, Mengs, Reynolds, per citarne solo alcuni. Non mancano opere di maestri italiani assunti a modello, come Correggio, Tiziano, Canova. Agli inizi del Novecento gli artisti stranieri, soprattutto francesi, sono attirati dal Prix de Rome, che, con il soggiorno a Roma all’Académie de France (Villa Medici), rappresenta da generazioni l’obiettivo più ambito. Anche lo scultore britannico Henry Moore compie il suo “viaggio di formazione” in Italia, che nel 1925 lo porta a Roma, Firenze, Siena, Assisi, Padova, Ravenna e Venezia. Il mito di Michelangelo continuerà a irradiarsi lungo il secolo: in mostra viene proposto con due sculture di Matisse e Rodin, due tele di Picasso e un dipinto ad olio di Salvador Dalí.

Luca Cranach il Vecchio, Eva – 1528. (foto Galleria Uffizi/Villa Reale Monza) Tiziano Vecellio, Ritratto di Ippolito de' Medici – 1532-1534. (foto Palazzo Pitti – Galleria Palatina/Villa Reale Monza) Herman Posthumus, Paesaggio con rovine romane – 1536. (foto Princely Collections Vaduz-Vienna/Villa Reale Monza) Antoon van Dyck, Autoritratto – 1622-1623. (foto Hermitage St.Petersburg/Villa Reale Monza)
Claude Lorrain, Porto con Villa Medici – 1637. (foto Galleria Uffizi/Villa Reale Monza) Gaspar van Vittel, 1697. (foto Museo Nacional del Prado/Villa Reale Monza) Pompeo Batoni, L'Onorevole Colonnello William Gordon – 1766. (foto Edimburgh The National Trust of Scotland/Villa Reale Monza) Francois Xavier Fabre, Ritratto di Antonio Canova – 1812. (foto Montpellier Musée Fabre/Villa Reale Monza)
Francois Rude, Giovane pescatore che gioca con una tartaruga – 1831-1833. (foto Paris Louvre/Villa Reale Monza) Jean Léon Gérome, Due contadine italiane e un bambino – 1849. (foto Musée d'Orsay/Villa Reale Monza) Frederic Leighton, La Nanna (Povonia) – 1859. (foto London Leighton House Museum/ Villa Reale Monza) André Derain, Arlecchino con la chitarra – 1924. (foto Paris Orangerie/Villa Reale Monza)

Dalla nascita delle Avanguardie in poi numerosi artisti, anche i più anticonformisti e radicali, non hanno omesso di compiere il loro "pellegrinaggio" in Italia, favoriti anche da personalità come la gallerista americana Ileana Sonnabend che, nata in una ricchissima famiglia ebraica di Bucarest, era stata abituata sin dall’infanzia a trascorrere le vacanze in Italia. Inevitabile che i “suoi” artisti, come ad esempio Gilbert & George e Robert Rauschenberg creassero opere ispirate alla nostra storia dell’arte, sedotti come lei dall’Italia e dalla sua tradizione, anche se il loro approccio appare più elaborato e concettuale.

Altri importanti artisti del secondo Novecento che hanno guardato all’Italia per il loro lavoro e l’hanno visitata più volte sono Yves Klein, Andy Warhol, Anselm Kiefer, William Kentridge, Marina Abramović, Christo+Jeanne Claude, i fotografi della scuola di Düsserldorf come Axel Hütte, Thomas Struth, Candida Höfer o americani come Lawrence Beck. Il percorso espositivo si chiude con il video "Viaggio in Italia" realizzato nel 2006 da Victor Burgin.

Da sapere - Promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la mostra offre l'opportunità di visitare la neoclassica Villa Reale - riaperta al pubblico dopo lunghi restauri che ne hanno restituito l’aspetto originale - e immersa in un grande parco, che ne costituisce parte integrante.

www.skiragrandimostre.it/fascinoemito/