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Parlano tre scrittrici scelte come Ambasciatrici del Progetto "Women for Expo"

 

a cura della Redazione di Travel Carnet

 

Una rete mondiale di donne per un obiettivo di fondamentale importanza: nutrire il pianeta. Alla base dell'Expo Milano 2015, è l'idea che ha dato vita al Progetto "Women for Expo", che intende coinvolgere le donne di tutto il mondo e che riunisce decine di donne italiane e straniere nel ruolo di Ambasciatrici del progetto. Vi proponiamo le testimonianze di tre scrittrici - Simonetta Agnello Hornby, Anita Nair e Clara Sánchez - che rispondono ad alcune domande sul valore del cibo e sull'importanza che esso ha nella loro vita.


SIMONETTA AGNELLO HORNBY (Italia)

La scrittrice, avvocato e Ambassador WE-Women for Expo 2015 Simonetta Agnello Hornby. (foto Expo 2015)

Qual è la sua ricetta per la sostenibilità, uno dei temi principali di Expo Milano 2015?
"Per me è essenziale evitare lo spreco. In cucina poi è peccaminoso. Si spreca enormemente, in tutto il mondo. Le statistiche dicono che potremmo nutrire il pianeta tre, quattro volte per vari anni con tutto quello che si spreca. Non so quanto sia vero, ma so che non è giusto. Perché lo facciamo? Da un lato perché siamo stupidi e quando ci invitano ad acquistare “due cose al prezzo di una” le compriamo anche se non possiamo raddoppiare i pasti. È una forma di pigrizia, accade perché non ci soffermiamo a pensare al cibo. Io sono abituata alla Sicilia in cui si pensa cosa si cucina oggi e per oggi si pensa anche a domani. Per esempio, se si fa il riso, si dice “ne faccio di più perché domani prepariamo gli arancini”. Se si cucinano gli spinaci, si dice “ne lasciamo un po’ perché domani li mettiamo con la pasta sfoglia”. Così non si getta niente. Ora poi che siamo tutti dotati di freezer non c’è motivo di buttare nulla. Io ho imparato per esempio a tenere da parte i resti delle verdure e ogni venerdì faccio la minestra. Ogni volta è una sorpresa: è bello cucinare una minestra che non sappiamo come viene. E poi c’è sempre il pomodoro che aggiusta tutto."

C’è una cultura del nutrimento che passa attraverso le donne. Qual è un suo ricordo personale, del suo Paese, legato al cibo?
"A Palermo, dove sono nata, mangiare è una faccenda molto seria. Dovrebbe esserla per tutti perché noi siamo umani proprio perché mangiamo ciò che cuciniamo, piantiamo o uccidiamo. L’essere umano è umano perché cucina. Mangiare a Palermo è importantissimo perché noi abbiamo la cucina di strada. Palermo è la prima città europea nelle graduatorie delle cucine di strada. E che civiltà, la cucina di strada! È anche povertà, perché i poveri non avevano la legna per cucinare o l’olio e perciò mangiavano per strada. Io quando arrivo a Palermo cammino dal Politeama alla stazione e ritorno. All’andata mi prendo un pane e panelle, tornando indietro un cono gelato. Poi finalmente mi sento a casa. È la cosa più bella del mondo perché, pensiamoci, tutti i sensi sono coinvolti nel cono gelato: la vista, se fatto solo di un gusto, e la forma, se i gusti sono due o tre. È bellissimo. L’olfatto, perché i coni odorano di limone. Poi il gusto, ovviamente, e il tatto, quando lo si tiene in mano, per non parlare dell’udito. Quando si arriva alla fine il cono “scrocchia" che è una meraviglia."

San Cataldo e Martorana a Palermo, città natale di Simonetta. (foto Visit Palermo) Il bestseller Mennulara tradotto in 19 lingue, Feltrinelli 2002. Il romanzo Il pranzo di Mosè, Giunti 2011. Simonetta Agnello Hornby durante il programma televisivo del Canale Real Time Il pranzo di Mosè. (foto Giunti/Real Time) L'ultimo lavoro, il romanzo Via XX Settembre, Feltrinelli 2013.


ANITA NAIR (India)

La scrittrice anglo-indiana e Ambassador WE-Women for Expo 2015 Anita Nair.

Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. Il tema di Expo 2015 è strettamente legato al mondo femminile. In che cosa le donne possono fare la differenza?
"La donna è fonte di sostentamento fin dalla nascita dei figli, basti pensare all’allattamento al seno, il momento in cui iniziamo a ricoprire questo ruolo fondamentale. Mia madre, che per me è sempre stata un modello, mi dice sempre: “Puoi dare alle persone qualunque cosa vogliano, ma non saranno mai soddisfatte, l'unica cosa che puoi dare a una persona a sufficienza è il cibo”. Il cibo è forse una delle migliori rappresentazioni anche dal punto di vista simbolico della soddisfazione di un bisogno. E questo è qualcosa che le donne capiscono sicuramente meglio degli uomini."

Il cibo racconta molto di noi: le nostre origini, le nostre tradizioni e I nostri legami familiari. Qual è il suo piatto o cibo preferito?
"Chiunque cucini sa bene che in cucina bisogna entrare se se ne ha voglia, non se sei obbligato a preparare da mangiare. La ricetta per un grande piatto e la ricetta per una grande vita è la stessa: desiderare di fare qualcosa e non essere forzati a farla. Per quel che mi riguarda, personalmente non ho una ricetta del cuore; amo tutto il cibo e non considero una cucina migliore di un’altra. Il cibo trascende i confini e il buon cibo è buon cibo al di là della provenienza. Certo, sono nata e cresciuta in India, perciò la cucina del mio Paese è il mio comfort food."

Il Kavalappara Shiva Temple di Shornur nello stato indiano di Kerala, luogo di nascita di Anita Nair. (foto Wikimapia) La versione in lingua italiana del romanzo Cuccette per Signora, Guanda 2003. Il custode della luce, traduzione italiana di Idris, Keeper of the Light, Guanda 2014.


CLARA SÁNCHEZ (Spagna)

La scrittrice e Ambassador WE-Women for Expo 2015. (foto Expo 2015)

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Il tema di Expo 2015 è strettamente legato al mondo femminile. In che cosa le donne possono fare la differenza?
Penso che per gli esseri umani e in particolare per le donne sia importante non essere soli e non c’è nulla che come il cibo unisca le persone. Il cibo ci unisce alla terra, ci unisce agli altri e ci fa crescere, ci dà calore e ci avvicina al prossimo. Non riesco a concepire un momento con gli amici che non sia attorno a un tavolo e con un buon piatto davanti.

Qual è il piatto che più ama preparare per gli altri?
"Naturalmente la tortilla di patate è il mio cavallo di battaglia ed è anche un’istituzione in Spagna, presente dappertutto, in ogni bar e ristorante, in ogni casa. Buonissima. Mi piace questo piatto perché è come la letteratura. Gli ingredienti sono semplici ma quello che dà il pizzico in più è il modo di combinarli tra loro. Sono sempre gli stessi, uovo, patate, olio, ma è il modo di metterli insieme che fa quel qualcosa in più. Cucino anche altri piatti, però. Le lenticchie, per esempio, e anche il famoso cocido madrileño, una specie di minestrone che però ha anche a che fare con lo spezzatino. Mi piace la cucina con prodotti semplici, sani. Vorrei proprio lanciare un appello per tornare alla semplicità, a quello che noi in Spagna chiamiamo "el plato de cuchara", quei piatti che si mangino semplicemente col cucchiaio: ceci, lenticchie, fagioli e brodo. Questi cibi caldi, tipicamente invernali che sono anche qualcosa che dà una sensazione di conforto, quel che gli Americani chiamano appunto comfort food."

Il Palacio del Infantado a Guadalajara in Spagna, città natale di Clara Sanchez. (foto Ayuntamiento de Guadalajara) L'audiolibro Il profumo delle foglie di limone, Salani 2011. Le mille luci del mattino, ultima fatica di Clara Sanchez, Garzanti 2015.


www.we.expo2015.org/it



 



 



 

 

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