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I gioielli del capoluogo ligure incastonati nel più grande centro storico d’Europa

(seconda parte)

di Asiul


Nei musei italiani cosiddetti minori capita spesso di trovare straordinarie opere d’arte, peraltro inattese. Una di queste è il monumento funebre a Margherita di Brabante, capolavoro trecentesco nato dalle mani dello scultore Giovanni Pisano, custodito nel Museo di Scultura della Liguria presso il complesso di Sant’Agostino a Genova. Purtroppo, ciò che oggi si vede sono solo i resti di un’opera grandiosa; sono comunque sufficienti per apprezzare l’intensità e l’espressività del momento in cui Margherita, moglie dell’imperatore Enrico VII, volge lo sguardo al cielo, sorretta da due angeli. Sembra quasi una scultura modernista ed eravamo soltanto nel Trecento!

Non è l’unica sorpresa che riserva Genova agli occhi del turista curioso e non frettoloso. Andate al Museo Diocesano (www.museodiocesanogenova.it): troverete non solo candelabri e altri oggetti sacri che caratterizzano in genere questo tipo di museo. La maggiore sorpresa arriva dal Blu di Genova, antenato dei jeans; in un allestimento fascinoso e un po’ misterioso si possono ammirare i Teli della Passione, realizzati in fibra di lino tinta con il blu indaco, alcuni dei quali risalenti alla prima metà del Cinquecento. Un vero spettacolo che ripercorre le scene della Passione di Gesù tra arte e devozione popolare, da non perdere insieme a quelli che stanno diventando sempre più la principale attrazione della città doriana; parlo dei Palazzi dei Rolli, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, cui sono dedicati i Rolli Days (http://www.comune.genova.it/content/rolli-days-2015), organizzati quest’anno dal 30 maggio al 2 giugno. È un’occasione speciale per visitare queste magnifiche e sorprendenti residenze, molte delle quali quasi sempre chiuse al pubblico, che sono la massima espressione della ricchezza e potenza della Repubblica Genovese tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento.

Il chiostro del Museo Diocesano. (foto Bruga) Le antiche mura del Museo Diocesano. (foto Bruga) Un suggestivo passaggio di Palazzo Rosso. (foto Bruga) Una sala di Palazzo Rosso. (foto Bruga) La volta affrescata della loggia di Palazzo Rosso. (foto Bruga) Lo scalone d'ingresso di Palazzo Bianco. (foto Palazzi dei Rolli) Particolare della facciata di Palazzo Agostino Pallavicini. (foto Palazzi dei Rolli) Stucchi e affreschi a Palazzo Tobia Pallavicini. (foto Bruga) Il gruppo scultoreo della Cappella Carrega di Palazzo Tobia Pallavicini. (foto Bruga) La loggia di Palazzo Tursi. (foto Bruga) Particolare della facciata decorata a stucco di Palazzo Lomellini. (foto Bruga) Il cortile di Palazzo Nicolosio Lomellini. (foto Bruga) La chitarra di Fabrizio De André al Museo della Canzone d'Autore. (foto Via del Campo 29 Rosso) L'antica trattoria Sà Pesta. (foto Sà Pesta)

I Palazzi dei Rolli costituiscono il primo esempio in Europa di realizzazione di un progetto urbanistico avviato dall’autorità pubblica secondo un Master Plan, diremmo oggi, caratterizzato da un vincolo di ospitalità molto particolare: i proprietari dei Palazzi erano infatti obbligati ad accogliere i personaggi illustri in visita a Genova, che così mostrava il meglio di sé. Quest’anno il valore aggiunto dei Rolli Days è dato dalla valorizzazione dei giardini storici, abbelliti e impreziositi grazie alla collaborazione dei floricoltori liguri. Insomma un bel modo per trascorrere qualche giorno di svago e relax …..

E se davvero decidete di andare a Genova, dedicate un po' del vostro tempo a un grande artista del Novecento prematuramente scomparso; si tratta di Fabrizio De André, cantore della Genova popolare, che ancora esiste, pur se sempre più mescolata ai tanti stranieri che la popolano. Un modo per onorare la memoria del graffiante cantautore genovese potrebbe essere un passaggio a Via del Campo e, in particolare, al Museo della Canzone d’Autore (www.viadelcampo29rosso.com), che organizza visite guidate alla Città Vecchia di Faber.

Infine una segnalazione golosa, nel segno della tradizione e del centro storico di Genova che dicono essere il più grande d’Europa: Sà Pesta in Via dei Giustiniani 16R (www.sapesta.it); qui vi aspetta una farinata strepitosa da gustare insieme ad altre squisite tipicità genovesi.

(2 - fine)


www.visitgenoa.it





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