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I due movimenti artistici sono stati abbinati nella Alte Nationalgalerie

 

di Eugenia Sciorilli


Non antitesi, ma sintesi. È questo il filo conduttore della mostra "Impressionismo - Espressionismo" che la Alte Nationalgalerie di Berlino ospita fino al prossimo 20 settembre. Più che in contrapposizione, i due movimenti pittorici sono presentati in abbinamento, come punto di svolta che segna la nascita dell'arte moderna. Facciamo un passo indietro nel tempo: è il 1896, e Hugo von Tschudi, direttore all'epoca della Nationalgalerie, acquisisce alcuni dipinti di pittori impressionisti. È la prima volta che opere di quella corrente artistica entrano a far parte di una collezione museale, prima ancora che a Parigi.

Nel 1908, lo stesso Tschudi verrà estromesso dal suo incarico per volere dell'imperatore Guglielmo II, che lo accusa di "gusti artistici sovversivi". Il suo successore, Ludwig Justi, è invece passato alla storia per aver creato, dopo la fine della prima guerra mondiale, la collezione di arte contemporanea nel Kronprinzenpalais, grazie all'acquisizione di importanti opere firmate da autori espressionisti. Anche lui, nel 1933, cadrà in disgrazia per motivi politici, proprio mentre il regime nazista soffoca le espressioni creative in Germania. Torniamo alla mostra: sono presenti circa 160 opere di celebri artisti, tra cui Monet, Degas, Renoir, Liebermann, Kirchner, Nolde, Marc. Per agevolare un confronto tra i due stili, le opere sono assemblate in base a tematiche, come la città, la vita all'aria aperta, i caffè, i luoghi di svago, la vita in famiglia.

Berthe Morisot, Le Psyché - 1876. (Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid © Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid ) Edouard Manet, Giardino d'inverno – 1878/79. (© bpk / Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / Jörg P. Anders)  Edouard Manet, Chez Père Lathuille -  1879. (Collection du Musée des Beaux-Arts de la Ville de Tournai, Belgium © KIK-IRPA)

Pierre-Auguste Renoir, Castagno in fiore – 1881. (© Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / Jörg P. Anders )  Pierre-Auguste Renoir, Bagnante bionda - circa 1903. (Österreichische Galerie Belvedere, Wien © Belvedere, Wien )  Camille Pissarro, Boulevard Montmartre in una mattina invernale – 1897. (© The Metropolitan Museum of Art. Image source: Art Resource, NY)

Max Pechstein, Ragazza seduta (Moritzburg), 1910. (Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie Photo: bpk / Roman März © 2015 Pechstein Hamburg/Tökendorf) Max Pechstein, Doppio ritratto – 1910. (Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie © 2015 Pechstein Hamburg/Tökendorf. Photo: bpk / Jörg P. Anders ) Franz Marc, Mucche gialle, rosse, verdi – 1912. (© Städtische Galerie im Lenbachhaus und Kunstbau, München)

August Macke, Passeggiata tra i fiori – 1912. (© bpk / Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / Jörg P. Anders) Karl Schmidt-Rottluff, Tre nudi – 1913. (Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie Photo: bpk / Jörg P. Anders © VG Bild-Kunst, Bonn 2015) Ernst Ludwig Kirchner, Potsdamer Platz – 1914. (© bpk / Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / Jörg P. Anders)

È l'approccio all'arte in modo spontaneo e anti-accademico, infatti, a porre in risalto i punti in comune tra Impressionismo ed Espressionismo, generalmente considerati come antitetici. Naturalmente, anche in questa esposizione emergono le differenze, come la joie de vivre degli autori francesi e l'inquietudine esistenziale di quelli tedeschi. Eppure, malgrado ciò, sia gli uni che gli altri condividevano l'amore degli spazi en plein air, della luce diretta, dell'espressione degli stati d'animo attraverso il colore, dell'uso della pennellata in modo anticonvenzionale. Una rivoluzione vera e propria, per quel periodo storico.

Da sapere - Una volta a Berlino, gli amanti dell'arte non devono farsi sfuggire l'occasione di visitare un museo davvero particolare, tutto dedicato allo Stile Liberty e all'Art Déco. Si tratta del Bröhan-Museum (www.broehan-museum.de), che ospita oggetti di artigianato artistico, opere di arte figurativa, mobili, ceramiche, sculture e tappeti, sistemati in modo tale da rendere l'idea di spazi abitati. Una residenza di altri tempi, anziché un museo.

www.imexinberlin.de