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Parchi e musei, non solo, c’è anche Anita Garibaldi

di Asiul


Purtroppo l’ultima volta che sono stata a Nervi era una fredda giornata di febbraio!

Vicino al centro di Genova (ci si arriva comodamente con gli autobus urbani), del cui territorio comunale fa parte, il quartiere di Nervi è una meta da non perdere anche d’inverno, figuriamoci nella bella stagione. Nonostante una notevole densità di costruzioni, Nervi (www.parcoculturalenervi.it) continua a esercitare il fascino di un luogo residenziale ricco di belle dimore, giardini, parchi e, soprattutto, di una piacevolissima passeggiata lungo il mare, intitolata alla sfortunata moglie di Giuseppe Garibaldi, quell’Anita che condivise con l’Eroe dei due Mondi ideali ed avventure.

Un altro elemento di attrazione è la collezione Wolfsoniana, dal nome dell’uomo d’affari e collezionista Mitchell Wolfson, Jr (www.wolfsoniana.it); per chi ama l’arte della prima metà del Novecento è un must. Qui, dopo essere stati accolti dai padri della patria (Giuseppe Mazzini, il solito Garibaldi, il Conte Cavour e Vittorio Emanuele II), ci si può immergere nelle atmosfere eleganti e raffinate dell’art déco, ma anche ammirare lo stile razionalista che ha segnato tante espressioni artistiche della prima metà del secolo scorso, o ancora rimanere travolti dalle accelerazioni vitaliste del futurismo. C’è poi una bella sorpresa che è anche una curiosità: al primo piano si trova una stanza da letto per bambini allestita quasi un secolo fa, nel 1924, da Antonio Rubino, artista déco, fondatore tra l’altro de “Il Corriere dei Piccoli”, rivista che ha accompagnato gli anni della mia infanzia.

La passeggiata Anita Garibaldi. (foto Parchi di Nervi) Un angolo del Roseto. (foto Parchi di Nervi) La spiaggia Quinto. (foto Passeggiata di Nervi)

Il vaso in ceramica blu Art Deco detto La Salamandra. (foto Wolfsoniana) La seggiolina antropomorfa di Antonio Rubino. (foto Wolfsoniana) Il Lungomare di Boccadasse. (foto Visit Genoa) La pasticceria Marescotti di Alessandro Cavo. (foto Bruga)

La confetteria Romanengo. (foto Bruga) La torta di Mazzini di Alessandro Cavo. (foto Bruga) Frutta mista candita. (foto Bruga)

La torta Zena della pasticceria Klainguti. (foto Bruga) La torta Zena della pasticceria Klainguti. (foto Bruga)

La Wolfsoniana è inserita nel circuito dei Musei e Parchi di Nervi, un insieme artistico-naturalistico da godere appieno col bel tempo; Nervi è infatti un sito ideale per l’ampiezza dei suoi parchi ricchi di piante mediterranee ed esotiche, un vero polmone verde per Genova, il cui municipio ha acquisito questi magnifici giardini appartenuti un tempo a ville private. Gli scorci panoramici sono suggestivi e il relax è assicurato, soprattutto se evitate domeniche e giorni festivi.

Facendo ritorno al centro di Genova, non dimenticate di fare due fermate: Boccadasse e l’Abbazia di San Giuliano; in tutti e due questi siti non pensereste di essere in città. Nel borgo di Boccadasse, pur un po’ soffocato dal contesto metropolitano, si respira ancora l’atmosfera di un porticciolo di pescatori, defilato e appartato dal traffico cittadino. L’Abbazia di San Giuliano, nonostante il lungo periodo di abbandono, conserva le tracce del suo grande passato ed è una sosta interessante percorrendo il lungomare di Genova, quel Corso Italia paragonato a volte alla Promenade des Anglais di Nizza.

Non potete lasciare Genova senza avere provato le sue pasticcerie storiche che meritano un altro salto nel centro: qui, tra il Pandolce, la torta di Mazzini, la Zena (dal nome in dialetto di Genova), i canditi, i confetti, le gelatine di frutta, tanto per citare solo alcune dolcezze che potete assaggiare, è impossibile non commettere peccati di gola e non ingurgitare calorie. Comunque, ne vale la pena, credeteci!

 

www.visitgenoa.it





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