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Settanta anni fa la musica faceva festa nella città di Mozart

di Eugenia Sciorilli

 

12 agosto 1945: in quel lontano giorno d'estate di settanta anni fa, estate che coincide con la sconfitta del regime nazista da parte degli Alleati e la fine di una tragica guerra, dopo una sosta forzata, dovuta proprio al nazismo e agli eventi bellici, riprende vita il Festival di Salisburgo.

Appena tre mesi prima, il 4 maggio, l'esercito americano è riuscito a prendere il controllo della città austriaca, e nelle settimane successive Otto von Pasetti, un tenore che il passato regime ha mandato in esilio e che è tornato insieme alle forze di occupazione, si impegna alacremente nell'organizzazione del festival. L'opera prescelta di Mozart per questa edizione che passerà alla storia è "Il Ratto dal Serraglio", diretta da Felix Prohaska e trasmessa alla radio persino negli Stati Uniti, mentre i cinque concerti sinfonici sono affidati perlopiù all'Orchestra del Mozarteum.

Naturalmente, i disastri del conflitto appena cessato non permettono che il festival duri più di tre settimane, ma già l'edizione dell'estate 1946 sarà programmata per l'intero mese di agosto e segnerà il ritorno dei Filarmonici di Vienna, sia per le serate d'opera che per il ciclo sinfonico.

Nei decenni successivi, il Festival di Salisburgo ha rappresentato un punto di riferimento per gli appassionati della musica in tutto il mondo, e anche l'edizione del 2015, sotto la direzione della presidente Helga Rabl-Stadler e del direttore artistico Sven-Eric Bechtolf, proporrà, com'è tradizione, rappresentazioni raffinate di capolavori operistici e concerti di musica sinfonica e da camera con la partecipazione di acclamati interpreti.

I cantanti e i musicisti dietro le quinte durante la messa in scena de Il Ratto dal Serraglio nel 1945. (foto Archivio Salzburger Festspiele) Il direttore d'orchestra viennese Felix Prohaska (a sinistra) e il drammaturgo tedesco Oscar Fritz Schuh nel 1946 durante la preparazione de Le Nozze di Figaro. (foto Archivio Salzburger Festspiele) L'architetto Clemens Holzmeister nel 1956 accanto al modello del complesso del Festspiele da lui progettato. (foto Archivio Salzburger Festspiele)

Il cast del Trovatore nell'edizione del 1962, da sinistra a destra: Franco Corelli, Giulietta Simionato, Leontyne Price ed Ettore Bastianini. (foto Archivio Salzburger Festspiele) Il regista teatrale Jean-Pierre Ponnelle e il direttore d'orchestra James Levine nel 1978 alle prove de Il Flauto Magico. (foto Archivio Salzburger Festspiele) Herbert von Karajan nel 1979 si congratula con Karl Boehm nell'ottantacinquesimo compleanno del grande direttore austriaco. (foto Archivio Salzburger Festspiele)

Un recital di Luciano Pavarotti nell'agosto del 1988. (foto Archivio Salzburger Festspiele) Un quadro della Turandot nell'allestimento del 2002. (foto Winfried E. Rabanus) Il coro di Così fan tutte nell'edizione del 2006. (foto Bernd Uhlig)

La Deutsche Kammerphilharmonie Bremen nella Sala Grande del Mozarteum per il ciclo beethoveniano del 2009. (foto Wolfgang Lienbacher) Riccardo Muti dirige la Wien Philarmonic nel 2012. (foto Silvia Lelli) Il recital del pianista viennese Till Fellner del 2013. (foto Silvia Lelli)

Il direttore Vladimir Fedoseyev e la Mozarteum Orchester nei Mozart Matinée 2014 (foto Salzburger Festspiele/Marco Borrelli/Silvia Lelli) L'attore tedesco Peter Lohmeyer nel dramma Jedermann. (foto Forster)

Prevista dal 18 luglio al 30 agosto 2015, questa nuova edizione propone 188 rappresentazioni presentate in 12 luoghi durante 44 giorni.Gli eventi di spicco in calendario saranno le recite del celebre dramma teatrale “Jedermann“ (“Ognuno“) di Hugo von Hofmannsthal, rappresentato sulla Piazza del Duomo e quasi sempre da "tutto esaurito", e dell’opera di Verdi “Il Trovatore“ con Anna Netrebko nel Grande Teatro del Festival. Sven-Eric Bechtolf completerà il ciclo dedicato a Da Ponte curando la regia di un nuovo allestimento dell’opera “Le Nozze di Figaro“ di Wolfgang Amadeus Mozart. Come sempre, i Wiener Philharmoniker saranno tra i protagonisti in senso assoluto di questo eccezionale appuntamento musicale che ogni estate si rinnova nella patria di Mozart.

Sèbastien Èrard, Arpa a doppio pedale – XIX secolo. (foto Salzburg Museum) Johannes Schorn, Viola d'amore – XVII secolo. (foto Salzburg Museum) Da sapere - Al Museo di Salisburgo-Neue Residenz (Mozartplatz) è allestita la mostra permanente sul tema "Il mito di Salisburgo". Ospitata al secondo piano nei saloni di gala, è incentrata sullo sviluppo storico, artistico e culturale di Salisburgo dall’inizio dell’età moderna ai nostri giorni. Una sezione recentemente inaugurata, che rende omaggio alla straordinaria tradizione musicale della città, s'intitola "Salisburgo città della musica" (Musikstadt Salzburg).

www.salzburgfestival.at

www.salzburg.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 


 


 


 


 


 



 

 

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