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Un libro una città: Atene
“La cucina greca. Sapori dal cuore del Mediterraneo”
di Jean-Michel Carasso (Ponte alle Grazie)


di Bruga

Il libro dello chef Jean-Michel Carasso, Ponte delle Grazie 2013. Non è ricca come la nostra, e ad Atene non è facile trovarne versioni genuine e artigianali, ma la cucina greca è comunque un buon motivo di interesse per il turista attento a sapori e profumi diversi da quelli abituali. In questa puntata vi segnalo un locale interessante, prima di concludere questo excursus in tre parti con alcune delle zone da visitare assolutamente, anche se fuori dagli itinerari museali e dalle irrinunciabili zone archeologiche.
Per esempio, nel mercato centrale di Atene, a due passi da un hotel consigliabile come il Fresh, moderno e modaiolo (www.freshhotel.gr), c’è un ristorante di tradizione ultrasecolare e per giunta aperto 24 ore su 24, dove i clienti arrivano a ondate in base alla provenienza (aperitivo, dopoteatro e così via). Si chiama Varvakis ed è dedicato, come il mercato in cui ha sede, a un singolare personaggio a metà fra il patriota, l’avventuriero, l’uomo d’affari e il benefattore, vissuto fra il Settecento e i primi anni del secolo successivo.

Ottimi locali di cucina creativa, certamente più cari del precedente, li troverete nel “quartiere bene” di Kifissià, ampiamente citato nei gialli di Markaris come luogo di residenza di evasori fiscali, squali della finanza e altri criminali in giacca e cravatta. E’ un quartiere giardino molto bello, con negozi e ville hollywoodiani, raggiungibile in modo semplice ed economico con la nuova spettacolare linea verde della metropolitana, la 1. Poche fermate prima, la stessa linea passa per un’altra zona da vedere, quella dove sorgono, ahimè sottoutilizzati, alcuni impianti sportivi delle Olimpiadi 2004, certamente coronate dal successo ma responsabili almeno in parte dell’immenso debito pubblico della Grecia. Il colpo d’occhio degli impianti, firmati da grandi architetti come Calatrava, è comunque notevolissimo.

La terrazza del Fresh Hotel. (foto Freshotel) Particolare di uno stand del mercato centrale. (foto Bruga) La tipica insalata greca del ristorante Varvakis. (foto Bruga) Lo store Marina Rinaldi nel lussuoso distretto di Kifissià. (foto Bruga)

Un moderno edificio nella zona di Kifissià. (foto Bruga) L'avveniristica struttura degli impianti sportivi ideata dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava per le Olimpiadi 2004. (foto Bruga) L'interno delle arcate del complesso sportivo Olimpiadi 2004. (foto Bruga)

Un edificio nell'elegante zona residenziale di Kolonaki. (foto Bruga) La chiesetta ortodossa sul Monte Licabetto. (foto Bruga) La discesa dal Monte Licabetto. (foto Bruga)

La Porta  di Adriano. (foto Bruga) Il monumento dedicato a Melina Mercouri, attrice, cantante ed ex ministro della cultura. (foto Bruga) Le colonne corinzie dell' Olympeion. (foto Bruga) Il Partenone visto dall'Olympeion. (foto Bruga)

Altra zona panoramica è il monte Licabetto, alla sommità del quale si arriva dopo aver attraversato un altro quartiere “ricco” come Kolonaki; a un certo punto, per la salita conviene prendere una (ingiustificatamente) costosa funicolare, e dopo qualche minuto di ascesa fra superflui giochi luminosi vi troverete in cima, dove la scelta sarà fra sacro e profano, ovvero una chiesetta ortodossa oppure un ristorante panoramico. Dall’alto si riesce a capire meglio l’incredibile e tumultuoso sviluppo della capitale, che divenne tale nel 1834 quando era un villaggio di appena 4mila abitanti. Trent’anni dopo questa cifra era già decuplicata, e poi via via, nonostante guerre, dittature e crisi economiche, è salita fino agli oltre tre milioni attuali. Un greco su tre, di fatto, vive ad Atene o nelle immediate vicinanze.

Prima di concludere, un breve ritorno alla classicità con uno meraviglioso complesso archeologico che trovate a poche centinaia di metri dal bellissimo Nuovo museo dell’Acropoli: è il binomio Porta di Adriano - Olimpèion. La prima segnava il limite fra la città greca e quella romana, e si erge orgogliosamente da quasi duemila anni lungo una strada molto trafficata, di fronte al monumento che ricorda l’attrice ed ex-ministro della cultura Melina Mercouri. A poca distanza, il secondo sito: un gigantesco tempio iniziato nel sesto secolo AC e terminato millenovecento anni fa. Delle oltre cento altissime colonne in marmo pentelico, ben 15 sono ancora in piedi e un'altra giace … languidamente a terra in pezzi. Uno spettacolo che richiama turisti in qualsiasi ora del giorno!


www.visitgreece.gr

 









 

 

 

 

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