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dell’Astrologa Martina


Un segno di Terra, il Toro, è il segno zodiacale della più celebre scienziata italiana: Rita Levi-Montalcini.

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Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel 1986 per la Medicina. (foto Nobel Prize official site) Nel 1938, il governo di Benito Mussolini emanò, con quello che rimase tra gli atti più detestabili del periodo fascista, le Leggi Razziali, che imponevano agli ebrei una serie di gravose restrizioni e vessazioni, tra cui il divieto di lavorare all'interno di organismi pubblici o parastatali. Ne risultarono gravemente decimati, tra gli altri, gli organici degli istituti pubblici di ricerca, nei quali operavano numerosi scienziati ebrei, che per proseguire i propri studi dovettero lasciare l'Italia, oppure dedicarvisi da privati cittadini, con in più i rischi implicati dalle persecuzioni razziali.

Questa sorte coinvolse anche una giovane ricercatrice laureatasi brillantemente in Medicina a Torino da soli due anni. Dapprima emigrata in Belgio, rientrò in Italia dopo l'invasione di quel paese all'inizio della guerra. Non potendo più accedere alle strutture universitarie, si dedicò a svolgere i suoi esperimenti sugli embrioni di pollo in casa, con mezzi di fortuna, e poi a riallestire faticosamente laboratori artigianali durante i molti spostamenti cui la sua famiglia fu costretta per evitare l'arresto. Certamente allora nessuno avrebbe immaginato che da quelle ricerche così fortunose sarebbero derivate scoperte destinate a garantire nel 1986 il Premio Nobel per la Medicina alla loro autrice, Rita Levi-Montalcini.

La scienziata, in occasione del suo novantanovesimo compleanno, ricordando le difficoltà di quel periodo e forse ironizzando un po' sulla propria ostinazione osservò che «Senza Mussolini e Hitler oggi sarei soltanto una vecchia signora a un passo dal centenario. Grazie a quei due, invece, sono arrivata a Stoccolma». In effetti, una delle principali risorse della Levi-Montalcini furono la tenacia e l'ottimismo, che le consentirono di perseguire tenacemente la sua passione per la ricerca nonostante le circostanze avverse, e prima ancora di imboccare la carriera di scienziata superando la contrarietà dell'autorevole padre, a sua volta matematico e ingegnere, che avrebbe voluto che lei e le sorelle si adeguassero al ruolo femminile tradizionale. "I bambini non esercitano alcuna attrazione su di me", affermava per spiegare la propria rinuncia a formarsi una famiglia, "ed ero completamente priva di quell'istinto materno tanto accentuato nelle ragazze giovani. La mia vita è stata ricca di relazioni umane, lavoro e interessi; non mi sono mai sentita sola".

La professoressa Levi-Montalcini nel 1959 al lavoro nel suo laboratorio. (foto Becker Medical Library Washington University School of Medicine/Nobel Prize official site) Il re Gustavo di Svezia consegna a Stoccolma il Premio Nobel 1986. (foto Accademia Telematica Europea/Associazione Levi-Montalcini Ricerca Scientifica e Promozione Sociale) La Senatrice e Presidente Onorario di Green Cross Italia con il Presidente Giorgio Napolitano al Quirinale durante l'incontro con i vincitori del Concorso Immagini per la Terra 2007. (foto Presidenza della Repubblica)

La ricerca sul fattore di crescita nervoso (NGF) ripubblicato dalla Chelsea House Pub nel 2009. L'autobiografia di Rita-Levi Montalcini, Baldini Castoldi 1987.

Una classe per l'istruzione secondaria di cento donne in Mozambico, iniziativa della Fondazione Rita Levi-Montalcini (foto Fondazione Onlus Rita Levi-Montalcini) Corso di formazione di ostetriche e infermiere all'Ospedale di Oromiya in Etiopia. (foto Fondazione Onlus Rita Levi-Montalcini)

Solo due anni dopo la fine della guerra, Rita Levi-Montalcini fu chiamata a insegnare alla Washington University, dove mantenne la cattedra per trent'anni e dove poté condurre a compimento le sue ricerche giungendo alla scoperta del Nerve Growth Factor, la proteina coinvolta nell'accrescimento del sistema nervoso dei vertebrati che le valse appunto il Premio Nobel. La ricerca sul fattore di crescita nervoso si rivelò di fondamentale importanza per trovare la cura di alcune delle più gravi malattie degenerative a carico del sistema nervoso come la SLA, la malattia di Alzheimer, il Parkinson. La grande scienziata continuò comunque a collaborare con i centri di ricerca italiani, e rivestì importanti incarichi nel CNR. Rientrata definitivamente in Italia, fu poi insignita nel 2001 della carica di Senatore a Vita. Fu membro delle più prestigiose Accademie scientifiche nazionali e internazionali, quali l'Accademia dei Lincei, la Pontificia Accademia delle Scienze, l'Accademia Nazionale delle Scienze, la Royal Society e ricevette numerosissimi premi e riconoscimenti tra cui ben dodici Lauree honoris causa.

Toro, segno zodiacale della Senatrice Levi-Montalcini. L'appartenenza al segno del Toro (era nata a Torino il 22 aprile del 1909), conferiva a Rita Levi-Montalcini tratti caratteriali tipici del segno quali la coerenza di pensiero e ideali, l'estrema tenacia, la determinazione nel raggiungere gli obiettivi prefissati canalizzando verso la loro realizzazione ogni energia. È emblematico quanto disse di sé parlando alla Bicocca durante il conferimento della laurea honoris causa in biotecnologie: "La mia intelligenza? Più che mediocre. I miei unici meriti sono stati impegno e ottimismo". La curiosità, l'acuto spirito di osservazione e una spiccata capacità logica le derivavano dalla presenza di Luna in Gemelli ed erano potenziate da Mercurio in Toro nel cielo di nascita. L'alto senso morale e la riservatezza, uniti all'ottimismo e all'approccio positivo alla vita, erano invece caratteristiche dovute all'ascendente Sagittario.

Marte in Acquario nel tema natale di Rita Levi-Montalcini ne accentuava l'indipendenza, la forza di volontà, l'entusiasmo per lo studio e la ricerca scientifica; la grande produttività professionale, la riuscita e il successo erano determinate dalla presenza di Giove in Vergine nel tema natale, la fiducia in sé e l'atteggiamento risoluto da Saturno in Ariete, la grande attenzione per le relazioni, per gli altri e per il loro benessere dalla Venere in Toro.

La Levi-Montalcini fu sempre molto attiva anche in ambito sociale, sostenendo campagne per i diritti delle donne e partecipando a diverse iniziative internazionali. "L'umanità è fatta da uomini e donne e deve essere rappresentata da entrambi i sessi... abbiamo uguali possibilità e differente approccio", affermò. Da senatrice non mancò di partecipare a molte votazioni cruciali nonostante le precarie condizioni fisiche dovute all'età, e rimase attiva fin quasi alla morte avvenuta nel 2012, a 103 anni; due anni prima, si era spenta a Roma l'amatissima gemella Paola, che aveva seguito le orme materne divenendo una nota pittrice.

Nella sua autobiografia Elogio dell'imperfezione, pubblicata nel 1987, scrisse: "L'imperfezione ha da sempre consentito continue mutazioni di quel meraviglioso e quanto mai imperfetto meccanismo che è il cervello dell'uomo. Ritengo che l'imperfezione sia più consona alla natura umana che non la perfezione". Forse proprio la consapevolezza della fecondità dell'imperfezione le consentì di tramutare ogni ostacolo in un trampolino di lancio: "Soprattutto, non abbiate paura dei momenti difficili. È da quelli che vengono le cose migliori".

www.ritalevimontalcini.org

 

 





 

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