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Itinerari dedicati alla degustazione enologica,
tra nuove cantine e tenute storiche

a cura della Redazione di Travel Carnet

 

Chi non conosce la grande scrittrice inglese Virginia Woolf? Ebbene, questa tormentata e per alcuni versi austera protagonista della letteratura anglosassone del Novecento ha lasciato scritta una frase sorprendente: "Il mio spirito è avido soltanto di verdi campi, di sole, di vino". Le ha fatto eco, diversi anni più tardi, uno dei più celebri poeti dell'America Latina, Pablo Neruda: "Amo sulla tavola, quando si conversa, la luce di una bottiglia di intelligente vino". Questo per dire che percorrere le strade del vino significa seguire un percorso che si snoda fino alle radici della civiltà umana.

In Lombardia, il Circuito delle Città d'Arte della Pianura Padana ha studiato una serie di itinerari per vivere, appena fuori dai centri urbani, esperienze a contatto con la natura e la storia, per scoprire antiche cantine di degustazione, visitare vigneti su colli punteggiati di rocche e monasteri, o "perdersi" in borghi medievali e trovare un'osteria tipica.

Le botti della Cantina Sociale Bergamasca. (foto Cantina Bergamasca) Le cantine d'invecchiamento del Garda Classico DOC dell'antica Azienda Agraria Redaelli de Zinis. (foto Redaelli de Zinis) Uva nera dei vigneti Cadore, azienda produttrice di vini Garda e Lugana. (foto Cadore)

Un sentiero della Strada del Franciacorta. (foto Associazione Strada del Franciacorta) Vigneti a terrazza della Cascina Casarigo di Montevecchia. (foto Agriturismo Cascina Casarigo)

Il Castello medievale di San Colombano al Lambro. (foto Turismo San Colombano) Facciata ovest della Torre Maestra del Castello d'Inverno di Monteleone. (foto Lombardia Beni Culturali) Vini Franciacorta al Festival che si terrà il 19 e il 20 settembre. (foto Consorzio Tutela Franciacorta)

Valcalepio rosso dei vigneti di Cascina del Bosco a Petrosino di Sorisole. (foto Cascina del Bosco) Valcalepio bianco 2013 prodotto nelle cantine medievali del Castello di Grumello del Monte. (foto Castello di Grumello) Moscato di Scanzo DOCG dell'Azienda Agricola Celinate a Scanzorosciate. (foto Celinate Pezzoli) Lugana Brut DOC Metodo Charmat delle Cantine Avanzi di Manerba del Garda. (foto Avanzi Agricola) San Martino della Battaglia prodotto dall'Azienda Cadore. (foto Cadore) Buttafuoco DOC dell'Oltrepò Pavese prodotto da Poderi Fiamberti di Canneto Pavese. (foto Fiamberti Vini)

Nella provincia di Bergamo spicca la Val Calepio, il cui nome parrebbe arrivare dal greco Kalos-Epias, che significa "terra buona, terra dolce". In effetti, il terreno fertile, dal clima particolarmente mite grazie alla vicinanza del lago, regala il Valcalepio, che ha rappresentato la rinascita della produzione vinicola bergamasca. Nella fascia collinare del Comune di Scanzorosciate, da un vitigno autoctono e di tradizione antichissima, è invece prodotto il Moscato di Scanzo, riconosciuto come D.O.C.G nell'aprile 2009. Di colore rosso rubino carico, questo vino è ideale se abbinato con pasticceria secca e formaggi piccanti.

Nelle terre di Brescia, sono da ricordare le cantine della Strada dei vini e sapori del Garda, che producono Lugana, Garda Classico e San Martino della Battaglia, e la Strada intitolata "Vino dei colli dei Longobardi", che include anche vigne nel territorio della città di Brescia. È la Pusterla, il vigneto urbano produttivo più grande al mondo. Ma è in questo territorio che spicca, per fascino e fama, la Strada del Franciacorta, la quale, toccando angoli suggestivi e borghi incantati, offre ai visitatori uno dei vini più apprezzati al mondo.

Non è presente, invece, una strada del vino in provincia di Monza, ma la produzione più rilevante è sui piacevoli pendii di Montevecchia, dove da alcuni anni si è ricominciato a vinificare nel solco di una tradizione secolare, combinata però a tecniche moderne.

Nelle terre che circondano Lodi, la Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani - 60 chilometri che partono da Milano e arrivano a lambire le province di Cremona e Piacenza - molto ruota intorno al Colombano. Per la produzione di questo vino, premiato nel 1984 con la DOC, vengono usate uve coltivate esclusivamente nella zona collinare che comprende i comuni di San Colombano al Lambro in provincia di Milano, Graffignana e Sant'Angelo, in provincia di Lodi, e Miradolo Terme e Monteleone, in provincia di Pavia. Tuttavia, in questo angolo di territorio lombardo è la Strada dei vini e dei sapori dell'Oltrepò pavese l'itinerario più interessante. Si tratta di un percorso che parte dalla pianura e si arrampica sulle prime pendici fino a raggiungere le più alte colline appenniniche.

Le colline dell'Oltrepò pavese rappresentano la terza zona italiana per numero di ettari a vite e il primo bacino vitivinicolo della Lombardia, dove si produce il 55% del vino dell'intera regione. La Strada percorre colli bordati da vigneti centenari, e in cui sono disseminate antiche pievi e castelli maestosi.


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