Tweet
A Tavola con lo Chef

 


 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| VARIAZIONI D'AUTORE | PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Scarica l'articolo in PDF

 

 

Un famoso barman fa tappa all'Abbazia di Vallombrosa (Firenze)

...Ovvero: l'uso benefico delle piante officinali

 

di Max D’Addezio

 

Le vacanze estive, che io intendo come vero momento di conclusione dell'anno, e quindi il vero momento per tirare le conclusioni di un anno passato appunto, sono state l'occasione per scegliere un luogo di "villeggiatura" ma più che altro di riflessione, d'altri tempi, in tutti i sensi.

D'altri tempi, perché il luogo scelto è Vallombrosa, meta turistica in auge dalla meta dell'ottocento circa fino alla metà del novecento, momento in cui il Trentino Alto Adige veniva annesso definitivamente all'Italia e gli amanti della montagna si spostano verso nord. Vallombrosa, a circa 20 km da Firenze, è rimasta meta di un turismo della domenica e nei mesi di luglio e agosto, meta di persone che necessitano di un estremo riposo in totale riservatezza.

Più precisamente Vallombrosa è la sede del monastero benedettino omonimo, dove solo nei mesi estivi si organizzano degli incontri (non più di quattro in una stagione) sul canto gregoriano, o più semplicemente incontri di spiritualità, per chi ha bisogno di un'immersione totale nella preghiera, o come quello che ho fatto io, un corso di erboristeria e botanica chiamato "Erbe e Salute".

Ne nascono discussioni filosofiche ovviamente, si analizzano gli aspetti scientifici in senso erboristico, ma ne scaturiscono anche tanti consigli pratici, ovviamente, che le nostre amiche piante ci danno, se sappiamo coglierli.

Veduta dall'alto del complesso abbaziale dei monaci benedettini di Vallombrosa. (foto Massimo D'Addezio) Il campanile medievale dell'Abbazia. (foto Massimo D'Addezio) La storica biblioteca dell'Abbazia. (Foto Massimo D'Addezio)

L'ingresso all'Abbazia. (foto Massimo D'Addezio) Il grande focolare con cappa esagonale della cucina dell'Abbazia. (foto Massimo D'Addezio) La Riserva Naturale Biogenetica Statale di Vallombrosa. (foto Massimo D'Addezio) Fiori e olio di iperico. (foto cure-naturali.it)

Decotto di fiori di iperico. (foto Herberia del Corso) Semi di finocchio selvatico dell'Azienda Agricola Nicolino di Camporeale. (foto Azienda  Nicolino) Fioritura di arnica. (foto cure-naturali.it)

L'armadietto erboristico altro non è se non un piccolo vademecum su come rimediare ai piccoli "fastidi" della vita quotidiana, grazie alle proprietà delle erbe officinali.

Per esempio, chi non si è mai scottato in cucina mentre pensa a Lucullo?

Bene, in questi casi avere l'"olio del ciancolino" o d'iperico a portata di mano è fondamentale per le caratteristiche dell'iperico, appunto, nel lenire le bruciature e favorire la ricrescita dell'epidermide, nel caso in cui venga una vescica, che scoppiando porta via una strato sottile di pelle.

Come agire: mettere subito la parte scottata sotto l'acqua fredda o applicare del ghiaccio o una borsa del ghiaccio, che riducono l'infiammazione, poi cominciare con le applicazione dell'olio che a sua volta si ottiene mettendo le sommità dell'iperico, raccolte mai in pieno giorno (o più semplicemente comprate in erboristeria), in vasetto fino all'orlo e poi colmarlo con dell'olio d'oliva. Lasciarlo per un mese in pieno sole e con il coperchio non completamente chiuso per permettere l'evaporazione dell'acqua. Dopo un mese, il nostro olio del ciancolino sarà pronto per essere utilizzato come unguento. E visto che ci siamo è giusto sapere che l'iperico decotto (leggasi tisana) è ottimo anche per i bronchi, o preso come tintura è un buon rimedio per la circolazione sanguigna come fluidificante.

Il bambino non dorme o è irrequieto? Un decotto di fiori di tiglio al posto della classica camomilla (di cui va approfondita la conoscenza) 2 volte al giorno, tranquillizza il pargolo e tutta la vita della famiglia. La camomilla (fiore e due centimetri di gambo essiccati ma non vecchi), in verità non andrebbe mai lasciata in fusione per più di tre o quattro minuti, per ottenere la bevanda dal classico sapore floreale, ma si sappia che l'effetto rilassante è blando rispetto al tiglio e che se lasciata troppo in infusione diventa un eccitante (effetto paradosso), provare per credere!

Con questo caldo è difficile pensare al freddo ed ai suoi malanni, ma prevenire è meglio che curare, vero credo dell'erborista e delle persone che credono nel potere taumaturgico delle piante, quindi sappiate che per prevenire i primi raffreddori o quei sintomi febbrili preinfluenzali, l'olio essenziale di timo è il toccasana da considerare amico. Nell'opera di prevenzione, con l'avvento dell'autunno inoltrato si può considerare la sua assunzione mettendone alcune gocce su di un cucchiaio di zucchero o durante il manifestarsi dei sintomi con fumetti caldi.

Vogliamo digerire meglio? Semi di finocchio prima e dopo i pasti e il nostro stomachino ci ringrazierà secernendo la quantità ideale di succhi gastrici, atti alla funzione digestiva. Nei ristoranti indiani è uso, alla fine dei pasti, offrire i semi di finocchio mischiati con delle piccole caramelline di zucchero: la saggezza dell'erboristeria è il vero globalismo.

Abbiamo sbattuto un braccio e ci è venuto un livido, un ecchimosi? Si ricorre alla tintura di arnica, che passata sulla parte emaciata, richiamando sangue, aiuta la dispersione della parte ematica pesta (funzione rubefacente).

Ovviamente, la prima cosa che serve è una buona e vera erboristeria, dove è possibile rivolgersi per le tinture, gli oli essenziali o le erbe essiccate per i decotti, ricordando che la bontà delle erbe officinali si può verificare molto semplicemente odorandole, e se non rilasciano profumi vuol dire che sono troppo vecchie. È utile anche dire che un erborista (come i farmacisti d'altronde) non possono fare diagnosi, ma solo mettersi al nostro servizio per preparare o semplicemente vendere degli ingredienti. Ultimo, ma non ultimo, è il consiglio di non trasformarsi in stregoni, lasciando la composizione di tisane o la raccolta nei boschi delle erbe a chi le conosce, per non incappare in spiacevoli incidenti come gli avvelenamenti.

Salute e prosperità!

www.monaci.org


 

 

 

 

Studio Placidi