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A Tavola con lo Chef

 

 



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A Roma e Padova due mostre in eleganti cornici espositive

 

di Eugenia Sciorilli


JAMES TISSOT
Roma, Chiostro del Bramante

Il manifesto della mostra al Chiostro del Bramante a Roma. The Gallery of HSM Calcutta, 1876 circa. (foto Tate London/Arthemisia Group) Portrait, 1876. (foto Tate London/Arthemisia Group) Portsmouth Dockyard, 1877 circa. (foto Tate London/Arthemisia Group) La Dame ò l'ombrelle (Mrs Newton), 1878-1880. (foto Musée Baron Martin/Arthemisia Group)

Il cinquecentesco Chiostro di S.Maria della Pace, opera di Donato Bramante. (foto dal sito chiostrodelbramante.it)

Dal 26 settembre 2015 al 21 febbraio 2016 sarà possibile visitare a Roma, presso il magnifico Chiostro del Bramante, una mostra particolarmente attesa: quella che rende omaggio al grande pittore James Tissot, e che è stata realizzata da Dart - Chiostro del Bramante e Arthemisia Group.

Raffinato protagonista dell’élite del suo tempo, invidiato e amato in pari misura, James Tissot (Nantes, 1836 - Chenecey-Bouillon, 1902) è un pittore la cui arte è ancora oggi quasi un enigma, tra influenze impressioniste e istanze preraffaellite, e il cui stile rivela un chiaro influsso di Édouard Manet. Francese di nascita ma britannico di adozione, vissuto a suo agio tra conservatori e liberali, Tissot celebra nei suoi quadri la vita dell’alta borghesia (il ceto sociale privilegiato da rivoluzione industriale e colonialismo nell'era vittoriana), trasformando la vita quotidiana in imprese celebrative.

Verranno esposte 80 opere provenienti da musei internazionali quali la Tate di Londra, il Petit Palais e il Museo d’Orsay di Parigi, in grado di illustrare l’intero percorso artistico del pittore e l’influenza che su di lui ebbe l’ambiente parigino e la realtà londinese, e dando conto della sua vena sentimentale e mistica, del suo non comune talento di colorista e del suo spiccato interesse per la moda.

Merita attenzione anche la cornice espositiva, quel Chiostro del Bramante che fu la prima opera realizzata a Roma da Donato Bramante, nei primi anni del Cinquecento. Situata all'interno della Chiesa di S. Maria della Pace, a pochi passi da Piazza Navona, questa meravigliosa testimonianza dell'arte rinascimentale si presenta come un edificio dalle forme raffinate quanto semplici, caratterizzato da un portico ad arcate e da un loggiato. Gli spazi espositivi, in seguito al restauro completato nel 1997, si estendono su tre piani coprendo una superficie di 1.300 metri quadri.

www.chiostrodelbramante.it

 

GIOVANNI FATTORI
Padova, Palazzo Zabarella

Autoritratto, 1854. (foto Galleria Arte Moderna Palazzo Pitti Firenze/Fondazione Palazzo Zabarella) Garibaldi a Palermo, 1860-1861. (foto Società Belle Arti Viareggio/Fondazione Palazzo Zabarella) Ritratto della cugina Argia, 1861. (foto Galleria Arte Moderna Palazzo Pitti Firenze/Fondazione Palazzo Zabarella)

La Punta del Romito con barca di pescatori, 1866 circa. (foto Istituto Matteucci Viareggio/Fondazione Palazzo Zabarella) Cavalli al pascolo, 1872 circa. (foto Istituto Matteucci Viareggio/Fondazione Palazzo Zabarella)

Autoritratto, 1894. (foto Istituto Matteucci Viareggio/Fondazione Palazzo Zabarella) Ritratto della terza moglie, 1905. (foto Museo Civico Livorno/Fondazione Palazzo Zabarella) Maremma, Conduttori di mandrie, 1907. (foto Collezione privata/Fondazione Palazzo Zabarella) Lo Scalone d'accesso al piano nord di Palazzo Zabarella. (foto Fondazione Palazzo Zabarella)

Un'altra prestigiosa esposizione monografica è attesa in uno dei più storici e suggestivi edifici di Padova, Palazzo Zabarella, dove il 24 ottobre prossimo verrà inaugurato un omaggio di grande rilievo a Giovanni Fattori, che resterà nelle sale fino al 28 marzo 2016. Fattori (Livorno, 1825 - Firenze, 1908) è stato portavoce di una pittura potente, capace di interpretare, lungo tutta la seconda metà del diciannovesimo secolo, le trasformazioni della visione moderna.

A questo straordinario interprete, la Fondazione Bano, nel suo progetto decennale sulla pittura dell’Ottocento italiano, dedica un’antologica che - presentando oltre cento dipinti - si rivela capace di ricostruire interamente (attraverso un avvincente taglio cronologico e insieme tematico) la sua feconda attività artistica, a partire dalla rivoluzione dei Macchiaioli, in cui ha avuto un ruolo di primo piano. Tuttavia, a differenza di altri pittori che hanno fatto parte del movimento dei Macchiaioli, Fattori si è subito manifestato per la sua forte e indipendente personalità, capace delle scelte più coraggiose. La sua ultima meta è stata la Maremma toscana, una terra aspra e selvaggia che, grazie ai capolavori dei suoi ultimi anni, è entrata nel mito, come la Provenza di Cézanne o la Polinesia di Gauguin.

Anche in questo caso, vale spendere qualche parola su Palazzo Zabarella, poiché si tratta di uno degli esempi architettonici più importanti dell'epoca medievale che siano sopraggiunti fino ai nostri giorni, per quanto riguarda la città veneta. Il palazzo deve il suo nome alla famiglia Zabarella, che ne mantenne la proprietà per più di quattro secoli. Nel Cinquecento vennero inseriti finestre e poggioli di gusto rinascimentale mantenendo, però, la costruzione feudale con la torre e le merlature guelfe. L'assetto della facciata in chiave neoclassica avvenne invece agli albori dell'Ottocento, grazie al noto architetto Daniele Danieletti, e la metamorfosi si completò intorno al 1818-19, con la raffinata decorazione delle pareti realizzata da tre famosi artisti: Francesco Hayez, Giuseppe Borsato e Giovanni Carlo Bevilacqua.

www.zabarella.it