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Una mostra alla GAM con 40 capolavori dell'artista
si propone come evento di eccellenza per l'autunno-inverno

 

di Eugenia Sciorilli


"Perché amiamo Monet?", si chiede Xavier Rey, uno dei due curatori della mostra "Monet. Dalle collezioni del Musée d'Orsay" allestita alla GAM di Torino e visitabile fino al 31 gennaio 2016. Trova egli stesso la risposta: "Perché la sua arte tocca l'intimo di ognuno di noi, ed è una pittura fuori dal tempo, ma soprattutto trasmette la felicità, un senso di gioia della vita che riempie l'animo di chiunque si accosti ai suoi quadri". Gli fa eco l'altra curatrice della magnifica esposizione torinese, Virginia Bertone: "È una mostra godibilissima per il grande pubblico, ma anche raffinata. È un'occasione meravigliosa per affrontare la questione del plein air, così fondamentale nella pittura di Monet".

Colazione sull'erba (particolare), 1865-66. (foto RMN-Grand Palais-Musée d’Orsay/ Benoît Tou La Gazza, 1868-69. (foto RMN-Grand Palais-Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski) Regate ad Argenteuil, 1872. (foto RMN-Grand Palais-Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski)

Argenteuil, 1875. (foto Photo RMN-Orangerie/J.G. Berizzi) Un angolo di casa, 1875. (foto RMN-Grand Palais-Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski) I tacchini, 1877. (foto RMN-Musée d’Orsay) La rue Montorgueil, 1878. (foto RMN-Grand Palais-Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski)

Le ville a Bordighera, 1884. (foto RMN-Musée d’Orsay) Un campo di tulipani in Olanda, 1886. (foto RMN-Musée d’Orsay) Donna con il parasole, 1886. (foto RMN-Musée d’Orsay)

La barca a Giverny, 1887. (foto RMN-Musée d’Orsay) La Cattedrale di Rouen (sole), 1893. (foto RMN-Musée d’Orsay) La Cattedrale di Rouen (giornata grigia), 1894. (foto RMN-Musée d’Orsay) Londra: il Parlamento, effetto di sole nella nebbia,1904. (foto RMN-Musée d’Orsay)


Significativo anche un commento di Guy Cogeval, presidente del Musée d'Orsay e del Musée de l'Orangerie, che a proposito del prestito delle 40 opere esposte dice: "Questa mostra è fatta di soli capolavori. Ho deciso di far viaggiare le nostre collezioni, perché desidero che un pubblico ampio, che probabilmente non potrebbe mai ammirare a Parigi alcune pietre miliari della storia dell'arte, riesca a vederle nei luoghi dove risiede". Secondo Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Torino Musei, l'esposizione dedicata a Monet si preannuncia già un successo di proporzioni eccezionali: ancor prima dell'inaugurazione (avvenuta il 2 ottobre), già diverse centinaia i gruppi prenotati (20-25 persone ciascuno) e alcune migliaia le prenotazioni di laboratori didattici.

Ma veniamo a lui, Claude Monet, e a questa sua presenza a Torino. La mostra della GAM ha un taglio cronologico, le tappe esistenziali del grande protagonista dell'Impressionismo sono abbinate ai dipinti che si avvicendano nelle sale collocate al primo piano del museo torinese. Agli occhi dei visitatori si manifesta in modo chiaro l'evoluzione dal realismo alle sfumature romantiche, fino alle opere della maturità artistica.

Quel che colpisce l'occhio, oltre alle tele, sono alcune frasi di Monet proposte a corollario delle sue stesse opere, come quella che appare nella sala in cui è ospitato lo splendido pannello centrale di Déjeuner sur l'herbe: "Ho sempre avuto orrore delle teorie... ho il solo merito di aver dipinto direttamente, di fronte alla natura, cercando di rappresentare le mie impressioni davanti agli effetti più fuggevoli".

Nell'ultima sala, sempre su una parete, una folgorante considerazione di Monet che è la quintessenza di come egli si sia relazionato alla propria vena creativa: "Voglio dipingere l'aria in cui esistono il ponte, la casa, la barca, dipingere la bellezza dell'aria in cui si trovano, e questo è semplicemente impossibile".

La copertina del magnifico catalogo della mostra "Monet. Dalle collezioni del Musée d'Orsay" pubblicato da Skira Edizioni. Il catalogo, oltre alle immagini dei capolavori presenti nella mostra della GAM di Torino, contiene diversi saggi critici di particolare interesse.Da sapere - La mostra su Monet è organizzata da Skira Grandi Mostre, mentre di Skira Edizioni è il magnifico catalogo, che presenta le opere esposte alla GAM di Torino e diversi saggi critici di particolare interesse anche per i semplici appassionati d'arte, come il saggio di apertura, intitolato "Una passeggiata con Claude Monet: le sorprese della Normandia" e firmato da Guy Cogeval. Aperta da martedì a domenica, con orario dalle 10 alle 19.30, questa straordinaria rassegna antologica ha in programma una serie costante di visite guidate e numerosi eventi collaterali, dedicati soprattutto alle scuole. Infoline: 011-0881178

www.mostramonet.it

www.gamtorino.it