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Nell'autunno 1830 il compositore Felix Mendelssohn Bartholdy
trasforma in realtà il sogno della sua vita: visitare la nostra penisola

di Eugenia Sciorilli

 

Felicità allo stato puro: questo lo stato d'animo di Felix Mendelssohn Bartholdy il 10 ottobre 1830, come egli stesso rivela ai suoi genitori in una lettera da Venezia. Il motivo di questa sua gioia inebriante? L'arrivo in Italia. "Finalmente l'Italia!", sono infatti le prime due parole di quella lettera.

I sentimenti di piacere e appagamento, mescolati a un acuto spirito di osservazione e a una dose considerevole di curiosità intellettuale e anche di senso dell'umorismo, che esprime uno dei più grandi compositori dell'Ottocento durante la sua permanenza nella nostra penisola, proseguiranno per più di un mese, grazie a un lungo soggiorno autunnale che lo avrebbe portato a fare tappa, dopo Venezia, anche a Firenze e a Roma.

Ritratto di Felix Mendelsshon in un acquarello di James Warren Childe del 1839. La casa della famiglia Mendelsshon al numero 3 della Leipzigerstrasse a Berlino.  Un acquarello di Mendelsshon del 1836 della Gewandhaus, sede dell'Orchestra Sinfonica di Lipsia. (foto Archivio Mendelsshon Haus) Mendelsshon disegnatore e pittore, Veduta di Lucerna 1847. (foto Archivio Mendelsshon Haus)

Fanny Mendelsshon, pianista e compositrice, fotoincisione dal volume di Gustave Kobbé The Loves of Great Composers, 1905. Cécile Charlotte Sophie Jeanrenaud, corista francese e moglie di Mendelssohn, fotoincisione dal volume di Gustave Kobbé The Loves of Great Composers, 1905. La Basilica di San Marco a Venezia, prima tappa del viaggio di Mendelsshon in Italia, incisione XIX secolo. Veduta di Firenze,  acquarello di Mendelsshon  del 1830. (foto Archivio Mendelsshon Haus)

Roma, tappa fondamentale del viaggio di Mendelsshon anche per l'incontro con Berlioz; incisione acquarellata di Piazza Colonna, XIX secolo. La Mendelssohn Haus a Lipsia. (foto Benjamin Ealovega/ Archivio Mendelsshon Haus) Lo studio di Mendelsshon. (foto Archivio Mendelssohn Haus)

In quelle settimane così importanti nel suo tragitto di uomo e di artista, Felix Mendelssohn non si sarebbe limitato a descrivere monumenti e paesaggi, ma avrebbe saputo raccontare personaggi e momenti di vita quotidiana, proponendosi come cronista autorevole dell'Italia del tempo.

Il godibilissimo epistolario di Felix Mendelssohn Bartholdy, che egli volle intrattenere soprattutto con i genitori e con l'adorata sorella Fanny, contiene una cospicua serie di pagine dedicate a questa esperienza estremamente significativa che viene vissuta dall'artista ad appena 21 anni di età (era nato ad Amburgo nel 1809), e che - nelle dichiarazioni del musicista stesso - era attesa da lunghissimo tempo. Il soggiorno in Italia come un percorso iniziatico: questo sarebbe stato per un artista colto e raffinato come Mendelssohn il viaggio tra laguna sull'Adriatico, splendori rinascimentali e antiche rovine di un passato glorioso.

Le sue cronache così ricche di dettagli, che a volte si distinguono per l'abbondanza di riferimenti colti, e altre volte sono invece ironiche e persino umoristiche, si rivelano - a distanza di quasi due secoli - come una delle più belle, interessanti e preziose testimonianze di quel Grand Tour che ha attirato in Italia, per qualche secolo, un numero eccezionale di artisti, scrittori e intellettuali da ogni parte del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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