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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina


Dapprima modella, poi amante e infine compagna di vita del celebre pittore Pierre Auguste Renoir: è affascinante il ritratto astrale di Aline Charigot Renoir (segno dei Gemelli).

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Nel 1879, nell'ambiente artistico francese, un piccolo nucleo di pittori cercava di sovvertire la tradizione classica, introducendo lo stile che un loro detrattore aveva battezzato Impressionismo. Uno dei fondatori di questo movimento pittorico però, in quell'anno si distaccò dai compagni, scoraggiato dalle critiche sfavorevoli e ansioso di trovare acquirenti per le sue opere in modo da potersi affrancare dalle ristrettezze in cui si trovava fin dall'infanzia. Rinunciò a partecipare per la quarta volta all'annuale Esposizione impressionista e presentò una sua opera al più convenzionale e accademico Salon de peinture et de sculpture. Si trattava di un ritratto di famiglia borghese, che raffigurava la moglie del noto editore Charpentier con i due figli, dipinto con un gusto innovativo e tutto impressionista per il colore e la luce oltre che con l'attenzione alla figura umana e in particolare femminile che distingueva il suo autore dai colleghi più interessati ai paesaggi o alle scene cittadine en plein air.

Aline Charigot futura Madame Renoir in un ritratto di Auguste Renoir del 1885 conservato al Philadelphia Museum of Art. (foto Philadelphia Museum of Art) Aline in un particolare de La colazione dei canottieri, copertina del volume Renoir, il pittore della felicità, Taschen 2003. Pierre-Auguste Renoir in un ritratto fotografico del 1875. (foto Archivio Musée d'Orsay) Un tratto del fiume Ource nella cittadina di Essoyes. (foto Ville d'Essoyes)

Aline ritratta su un murale di Essoyes. (foto Ville d'Essoyes) La Maison Renoir ad Essoyes, attualmente in corso di restauro. (foto Du Coté des Renoir) Il Centro Culturale Du Coté des Renoir a Essoyes. (foto Tourisme Chaumont-Champagne)

Una sala del Centro Culturale interamente dedicato alla famiglia Renoir. (foto Tourisme Chaumont-Champagne) Renoir in un ritratto del fotografo Dornac,1910. (foto Archivio Jebulon-Bibliothèque Nationale) Il grande regista Jean Renoir raccoglie i ricordi di famiglia nel libro Renoir, mio padre, Adelphi 2015.

Il quadro ebbe un grande successo, e costituì l'inizio del successo anche economico per il suo autore, che divenne presto uno dei pittori più noti di Francia: Auguste Renoir. Uno dei suoi amici impressionisti, Camille Pissarro, osservò: "Renoir sta ottenendo un grande successo al Salon, penso che ormai sia lanciato. Tanto meglio, è così dura la miseria!".

Rinfrancato, Renoir l'anno successivo si dedicò a quello che sarebbe stato uno dei suoi quadri più celebri, La colazione dei canottieri, nel quale, in primo piano, appare una bella ragazza che gioca con un cagnolino disinteressandosi del resto della compagnia e la cui naturale grazia attira l'occhio. La modella raffigurata in quella ragazza era Aline Charigot, di tredici anni più giovane del pittore, che, appena la conobbe, restò incantato dalla sua bellezza fresca e sensuale e dalla sua spontaneità.

Aline proveniva da una famiglia contadina di Essoyes, un paesino della Borgogna, e non era sofisticata come molte altre donne che circondavano Renoir; eppure, una volta legatasi al pittore, da semplice modella ne diventò la musa e poi la moglie e madre di tre figli, e i due rimasero insieme fino alla morte di lei. Era una ragazza florida e solare, rossa di capelli, che lavorava come sarta e aveva una naturale eleganza che si combinava bene con gli abiti semplici che usava indossare. Il pittore Edgar Degas, vedendola partecipare a una serata mondana confidò all’amico Auguste che Aline “sembrava una regina vera tra quelle false”.

Aline compare in diversi tra i più famosi dipinti del marito: oltre a La colazione dei canottieri, la si trova in Canottieri a Chatou, Ballo in campagna, Grandi bagnanti, Dopo il bagno, e in diversi ritratti che ne evidenziano a volte la sensualità e altre la vocazione materna. Per Renoir la figura femminile, e quella della moglie in particolare, con la sua freschezza e carnalità, rappresentava una fonte d’ispirazione fondamentale, tanto che ebbe a dire “se Dio non avesse creato la gola delle donne non sarei mai diventato pittore”.

Sempre meno amante della mondanità, Aline si dedicò ai tre figli, che avrebbero tutti intrapreso carriere legate al cinema e tra i quali spicca Jean Renoir, uno dei maggiori registi francesi di ogni tempo. Col tempo, la salute di Auguste si deteriora, principalmente a causa di una grave forma di artrite che progressivamente ne limiterà la mobilità e lo costringerà a dipingere con sempre maggior fatica e a modificare la sua tecnica, e Aline si preoccupa di allestire nel modo migliore la casa dove si ritirano nel Midi francese, dove il clima più mite giovava alla malattia del marito.

Gemelli, segno zodiacale di Aline Charigot Renoir. Pesci, segno zodiacale di Pierre-Auguste Renoir.

Nata il 23 maggio 1854 sotto il segno dei Gemelli, Aline rispecchiava del suo segno la leggerezza e l’affascinante mutevolezza, la capacità di apparire sempre sotto una nuova luce, un po’ come Renoir nelle sue tele cercava di raffigurarla in momenti sempre diversi. Il suo rapporto con il pittore, nato sotto il segno dei Pesci, si fondava su una felice complementarità di caratteri, che consentì loro un matrimonio riuscito e duraturo. Renoir, ricco della sensibilità e dell’amore per la bellezza tipici del suo segno, non era certo una natura costante, eppure il rapporto con Aline, nato dal fascino inconsapevole ed effimero della genuina bellezza della gioventù, seppe resistere agli anni, rappresentando per il pittore la stabilità che a lui sarebbe mancata. Aline, con Venere in Ariete, era naturalmente sensuale e spontanea, perfetta per mantenere viva l’attrazione di Auguste, mentre Marte in Vergine e Mercurio in Toro la dotavano di pazienza, costanza e buon senso. L’influenza di Giove in Capricorno, che spesso manifesta il suo influsso nella seconda parte della vita, contribuì allo sviluppo della concretezza e delle qualità organizzative necessarie per governare il focolare domestico e offrire al più irrequieto marito la tranquillità di un rifugio dove trascorrere insieme la maturità.

Tra i due non mancò mai la comprensione reciproca e l’appagamento che sono caratteristici dell’abbinamento tra i segni, entrambi capaci di rispettare la libertà dell’altro e di essere tolleranti, adattabili e sempre comprensivi delle esigenze del partner.

Aline morì nel 1915, e a questo lutto per Auguste si aggiungerà l’angoscia per i due figli partiti per la guerra e feriti in battaglia. Sebbene sempre più afflitto dalla sua invalidità, continuerà a dipingere fino alla fine, avvenuta nel 1919 per le complicazioni di una polmonite. Sul letto di morte, forse colto da un’ultima visione, Renoir ebbe il tempo di gridare “Presto! Portatemi la mia tavolozza!”. Dopo aver dipinto oltre quattromila quadri, l’artista voleva forse catturare anche il momento estremo della sua vita.

 

www.renoir-essoyes.fr

 

 

 

 

 





 

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