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Una passeggiata autunnale in un magnifico angolo dell’Umbria


di Asiul

 

Parlare di Norcia evoca in molti prelibatezze gastronomiche, in particolare, salami, prosciutti, lonzini, capocolli, salsicce e tutto ciò che ha a che fare con il maiale. D’altronde, l’arte della macellazione del maiale e della lavorazione e conservazione delle sue carni ha a Norcia antiche e consolidate tradizioni; addirittura nel XVII secolo con bolla papale fu istituita la Confraternita norcina!

Sarebbe però limitativo andare a Norcia solo per soddisfare le nostre papille gustative. Intanto, arrivare in questa città ci fa scoprire il cuore dell’Umbria, perché la strada si inoltra nella Valnerina, territorio verdissimo in cui è possibile rintracciare i resti delle marcite, antichi sistemi di canalizzazione che rendevano più fertili i terreni.

A un certo punto, nella bella valle in cui è adagiata, la vista di Norcia si impone per la sua completa cinta muraria a forma di cuore, risalente al Medioevo e più volte consolidata a seguito di numerosi terremoti. Oltrepassare una delle otto porte che si aprono lungo le mura ci conduce in un mondo a parte, tra palazzetti con bei portali a bugnato e balconcini in pregiato ferro battuto, stradine ancora dall’impianto medievale, chiese dalle facciate gotiche, fontane.

La Basilica di San Benedetto nella piazza omonima, in primo piano la statua del santo. (foto Bruga) Il rosone della basilica circondato dai simboli dei quattro evangelisti. (foto Bruga) Gruppo scultoreo della Vergine con Bambino e Angeli sopra il portale della Basilica di San Benedetto. (foto Bruga)

Il Portico delle Misure, quattrocenteschi recipienti in pietra usati come unità di misura. (foto Bruga) Il corridoio sotterraneo della fortezza La Castellina risalente agli inizi del XIV secolo. (foto Bruga) Affreschi in una sala del Museo Civico e Diocesano La Castellina. (foto Bruga)

La Vergine Annunciata attribuita a Jacopo della Quercia conservata nel Museo La Castellina. (foto Bruga) Una vicolo del centro storico. (foto Bruga) Un balcone in ferro battuto di antica lavorazione. (foto Bruga)

Il Tempietto, grande edicola in pietra realizzata da Vanni della Tuccia nel 1354. (foto Bruga) Il giardino di Palazzo Seneca. (foto Bruga) Il buffet della colazione a Palazzo Seneca. (foto Bruga)

La Piana di Castelluccio di Norcia. (foto Bruga) Allevamento di maiali nella campagna di Norcia. (foto Bruga) Lavorazione del formaggio di pecora nel caseificio artigianale di Sandra Barcaroli. (foto Bruga)

Su tutto aleggia la presenza di San Benedetto che ha dato il nome alla piazza principale di Norcia, sulla quale si affaccia la chiesa a lui dedicata dove dall’inizio degli anni 2000 si è ricostituita la comunità dei monaci benedettini (http://osbnorcia.org/it). Qui si può fare una particolare esperienza di preghiera, che consiglio caldamente: si tratta della Liturgia delle Ore scandita dai canti dei monaci. Ho avuto la fortuna di partecipare alla Compieta, l’ultimo momento di preghiera della giornata che precede il riposo notturno e che si svolge alla luce di qualche candela in un’atmosfera mistica che riconcilia con se stessi e il prossimo.

Ancora misticismo nella vicina Abbazia di Sant’Eutizio (http://abbaziasanteutizio.it), isolata e suggestiva, lungo la strada per Visso nelle Marche: un luogo magico nella cornice dei Monti Sibillini, il cui Parco Nazionale riserva moltissime possibilità di svago e attività all’aperto (www.sibillini.net). Imperdibile un salto alla Piana di Castelluccio, famosissima per la bellezza del paesaggio, soprattutto durante la fioritura di fine primavera-inizio estate, e la produzione delle sue pregiate lenticchie. Se andate, raccomando una visita al caseificio di Sandra Barcaroli per i suoi ottimi e genuini pecorini e ricotte.

Le ricchezze gastronomiche non finiscono qui: da non dimenticare il tartufo nero di Norcia, altro prezioso prodotto di questa terra, che si può anche cercare con la guida di un esperto “cavatore” e del suo inseparabile cane. Insomma, questa città di poco più di 5.000 abitanti è davvero uno scrigno di tesori naturalistici, religiosi, culturali, artistici (non perdete il Museo della Castellina), oltre che enogastronomici.

Un posto dove gustare Norcia a tutto tondo è Palazzo Seneca (www.palazzoseneca.com/it) che la famiglia Bianconi gestisce con l’antica sapienza di un’ospitalità sobria, semplice, riservata e familiare al tempo stesso: si tratta di un palazzo del 1500, oggi della catena Relais & Châteaux, dove vi sentirete sempre a casa vostra e dove consiglio di trascorrere qualche giorno di relax magari nel prossimo periodo natalizio. Sarebbe un’ottima occasione anche per assaggiare la cucina dello chef Emanuele Mazzella, ischitano di origine, che sa fondere perfettamente i sapori e i profumi di due terre, Umbria e Campania, tanto diverse quanto ricche di tradizioni e cultura.

www.turismovalnerina.it/norcia

 

 

 

 

 

 

 

 

 





A Tavola con lo Chef