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Un film una città: Jaipur
“Marigold hotel” di John Madden (2012)

La città indiana custodisce alcuni
siti inseriti dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità

di Bruga

 

Il film di John Madden Marigold Hotel, dvd 20th Century Fox. Se il libro “Mio suocero, il gin e il succo di mango” era ambientato a Bangalore, in fase di sceneggiatura si è pensato bene di trasferire le vicende dei simpatici pensionati britannici in trasferta indiana nella più… fotogenica città di Jaipur, nello stato del Rajastan, a qualche ora di distanza da Delhi. Ottima idea, perché Jaipur merita davvero di essere conosciuta e apprezzata per almeno 4 monumenti.

Il più celebre e iconico, anche se si vede in genere un po’ di fretta e solo dal marciapiede opposto, è il Palazzo dei vènti (Hawa mahal), una sorta di quinta teatrale al riparo della quale le donne della corte del Maharaja potevano osservare il brulicante centro della città senza essere viste. E’ il primo biglietto da visita del centro storico, tutto dipinto in rosa e giustamente inserito nella lista Unesco. Se potete, tornate a vedere l’Hawa Mahal in orari diversi della giornata, per ammirare l’effetto cromatico cangiante della “pietra del deserto”, l’arenaria con cui è costruito.

La seconda fermata obbligatoria e, in questo caso, lunga almeno qualche ora, è al cinquecentesco Forte Amber, a una decina di chilometri dal centro. Già l’avvicinamento è spettacolare, fra laghi e scorci di una sorta di “grande muraglia” che lo proteggeva esternamente. Arrivati alla base della collina, potete decidere se salire a piedi oppure in groppa a un elefante, naturalmente guidato dal suo padrone. L’esperienza è divertente e non troppo traumatica… Arrivati al Forte, visiterete una infinita serie di cortili, tutti magnificamente decorati e, per giunta, con materiali, colori e stili tutti diversi: uno spettacolo superbo, al quale si aggiunge la vista dall’alto sulla valle, sulla muraglia e sui deliziosi giardini a bordo del lago. Insieme ad altri forti del Rajastan, Amber è nella lista Unesco.

Dopo aver visto questa magnificenza, il pur interessante settecentesco Palazzo del Maharaja al centro di Jaipur, poco distante dal Palazzo dei vènti, non potrà stupirvi più di tanto, benché anche lì non abbiano risparmiato negli effetti speciali, come nel magnifico Portale dei pavoni.

La facciata in arenaria rosa del Palazzo dei Venti. (foto Bruga) Particolare delle finestre intarsiate del Palazzo dei Venti. (foto Bruga) La massiccia cinta muraria del Forte Amber. (foto Bruga)

Conduttori di elefanti per il giro turistico del Forte. (foto Bruga) Il Suray Pol Gate (Porta del Sole), ingresso principale al Forte. (foto Bruga) Particolare della decorazione di una sala del Jay Mandir, splendido palazzo all'interno del Forte. (foto Bruga)

Il muro di cinta dipinto in rosa del Palazzo del Maharaja. (foto Bruga) Particolare della Porta dei Pavoni del Palazzo del Maharaja rappresentante l'autunno e dedicata al dio Vishnu. (foto Bruga) Diwan-i-Khas, sala privata per le udienze del maharaja. (foto Bruga) I giganteschi strumenti astronomici dell'Osservatorio Jantar Mantar. (foto Bruga)

Un incantatore di serpenti con il tradizionale pungi, clarinetto a due canne inserite in una zucca. (foto Bruga) Artigiani di turbanti. (foto Bruga) Streetfood secondo ricette tradizionali. (foto Bruga)

Venditori di offerte agli dei. (foto Bruga) Mucche e capre per le strade della città. (foto Bruga)

 

Molto più affascinante e unico nel suo genere (anche se nello stesso periodo ne furono costruiti altri quattro, in serie, fra l’altro a Delhi e Varanasi!) è l’osservatorio astronomico Jantar Mantar, costruito dal Maharaja Jai Singh II intorno al 1730. Anch’esso è Patrimonio Unesco e merita una visita anche se foste completamente disinteressanti a stelle e pianeti. È un luogo magico, testimonianza di un “illuministico” tentativo di creare, trecento anni fa, una sorta di parco scientifico a cielo aperto, dove mettere a disposizione del principe e dei suoi scienziati il meglio della tecnologia esistente all’epoca. Purtroppo il Maharaja scelse consulenti un po’ arretrati, forse per motivi ideologici, rispetto alle teorie di Galileo e Copernico, e i cinque osservatori nacquero già vecchi dal punto di vista astronomico. Ma aggirarsi fra le installazioni alte anche decine di metri è ancor oggi emozionante!

Per il resto, Jaipur è una “cittadina” di qualche milione di abitanti, con parchi, università, zone periferiche degradate o ultramoderne, e un centro storico dove il degrado si mescola all’affascinante e frenetica attività di commercianti, venditori di streetfood, mucche al pascolo, ciclisti e conducenti di risciò … Se a un certo punto avrete bisogno di staccare un attimo, sappiate che a duecento metri dal Palazzo dei vènti c’è un piccolo tempio indù in cima a una breve scalinata, che vi offrirà un’inaspettata pausa di quiete e misticismo, come se i clacson e gli altri rumori stradali non esistessero. Effetto Marigold Hotel?

www.indiatourismmilan.com

 

 









 

 

 

 

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