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Vent’anni fa l’Unesco inseriva
i Trulli di Alberobello nel Patrimonio dell’Umanità

di Eugenia Sciorilli

Orgoglio del paesaggio italiano, il centro storico di Alberobello è contrassegnato dalla magica presenza dei trulli, antiche costruzioni a forma conica che l’Unesco, nel 1996, inseriva nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità. Da allora, una delle località più belle della Valle d’Itria, in Puglia, ha visto aumentare in misura esponenziale il numero dei turisti da ogni parte del mondo. Nella motivazione scritta dagli esperti dell’Unesco, che ha condotto a una scelta così lusinghiera, si legge che i trulli di Alberobello rappresentano un “eccezionale valore universale, essendo uno straordinario esempio di forma di costruzione derivante da tecniche preistoriche, che si è conservata integra e funzionale fino ai nostri giorni”.

Alla base di tutto c’è una legge del Regno di Napoli risalente a diversi secoli fa, che imponeva il pagamento di un tributo per ogni nuova costruzione. A quel punto, i contadini appena giunti nella zona decisero di edificare le proprie dimore senza fondamenta, utilizzando le pietre calcaree del luogo, e sufficientemente basse da essere nascoste dagli alberi circostanti. Sebbene appaiano edifici precari, i trulli hanno rivelato nel corso del tempo un’impressionante capacità statica, oltre a un equilibrio termico che protegge dal freddo invernale e dalla calura estiva. Un’opera d’ingegno ha così trasformato un angolo di Puglia in un museo a cielo aperto dove però non sono sparite le ordinarie abitudini di residenza e quotidianità, anche se alle abitazioni si sono affiancati, sempre più numerosi, bed and breakfast, case vacanza, caffè, ristoranti e negozi.

Via Giuseppe Verdi in una cartolina d'epoca. (foto Pro Loco Alberobello) Veduta aerea dell'area monumentale est. (foto Assessorato Cultura Alberobello) Allineamento di trulli nel nucleo antico del borgo. (foto Yvon Fruneau/unesco Photobank)

Particolare del comignolo e del cono con pinnacolo a scodella. (foto Fratelli Annese/Federica Mancini/Pro Loco Alberobello) Un cono con il classico simbolo disegnato a mano libera con l'uso della calce. (foto Fratelli Annese/Federica Mancini/Pro Loco Alberobello) Il Trullo Siamese formato da due coni e costruito su una roccia sporgente. (foto (foto Fratelli Annese/Federica Mancini/Pro Loco Alberobello)

Il settecentesco Trullo Sovrano, il più grande e l'unico concepito con piano sopraelevato. (foto Assessorato Cultura Alberobello) La facciata del Trullo Sovrano. (foto Fratelli Annese/Federica Mancini/Pro Loco Alberobello) Interno del Trullo I Diospiri situato in Piazza Sacramento. (foto I Diospiri)

La cucina del b&b in via Giovanni Bovio. (foto B&B Trulli da Sogno) La zona pranzo del Trullo Tuo nel Rione Aia Piccola. (foto B&B Trulli Nostri) La camera matrimoniale del Trullo Mio nel Rione Monti. (foto B&B Trulli Nostri)

Non a caso un grande scrittore italiano del Novecento, Pier Paolo Pasolini, in un suo articolo di giornale non esitò a dichiarare che “forse il capolavoro delle Puglie è proprio Alberobello”. E volle raccontare ai lettori il suo ingresso in paese con queste frasi: “L’ammasso dei trulli nel terreno a saliscendi si profila sereno e puro, venato dalle strette strade pulitissime che fendono la sua architettura grottesca e squisita. I colori sono rigidamente il bianco – un bianco ovattato e freddo, con qualche striscia azzurrina – e il nerofumo. Ma ogni tanto nell’infrangibile ordito di questa architettura degna di una fantasia, maniaca e rigorosa – un Paolo Uccello, un Kafka – si apre una frattura dove furoreggia tranquillo il verde smeraldo e l’arancione di un orto”.

Poche righe oltre, Pasolini aggiunge: “I tetti a punta, di un nero cilestrino, si staccano improvvisi da questa base contorta e armoniosa, per riempire il cielo di magiche punte. Non c’è traccia di miseria o di sporcizia. I trulli più poveri, allineati per i vicoli scoscesi, da paese montano, vaporosi e candidi, sono pieni di nitore, anche negli interni, dietro i vani neri delle porte ricoperte da tende penzolanti come reti”.

L’incanto di un luogo come Alberobello può essere anche una preziosa occasione per scoprire il territorio che lo circonda, su cui sorgono centri abitati di grande valore paesaggistico e di notevole richiamo turistico, come Cisternino, Locorotondo, Martina Franca e Ostuni.

 

www.prolocoalberobello.it

 

 

 

 

 

 

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