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Come sarà la grande mostra sugli Impressionisti
in preparazione a Treviso

di Eugenia Sciorilli


Quella che vi proponiamo è un’anticipazione di una mostra davvero importante che sarà allestita a Treviso, presso il Museo di Santa Caterina, a partire dal prossimo autunno. Avrà per titolo “Storie dell’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gaguin”, accoglierà 120 opere (quasi tutti dipinti, ma anche fotografie e incisioni a colori su legno) e condurrà i visitatori in un percorso eccezionale, attraverso nove sezioni. Marco Goldin, ideatore e curatore della mostra, ha spiegato che tali sezioni permetteranno “un cammino tra capolavori che hanno segnato una delle maggiori rivoluzioni nella storia dell’arte di tutti i tempi. Facendo ricorso a prestiti provenienti da alcuni tra i principali musei del mondo, ma anche da collezioni private che apriranno le loro porte. Rendendo quindi la mostra, ulteriormente, un’occasione unica di approfondimento e di scoperta di una bellezza sconosciuta”.

I capolavori prescelti per dare vita alla mostra di Treviso, che sarà inaugurata il 29 ottobre 2016 per proseguire fino al 17 aprile 2017, avranno il potere di documentare non soltanto quel mezzo secolo che va dalla metà dell’Ottocento agli inizi del Novecento, ma anche i passaggi precursori, che fanno di Ingres il principale protagonista. Non a caso, proprio con Ingres si aprirà la mostra, mentre alle opere di Cézanne è stato affidato l’ultimo spazio del percorso espositivo. Tra le altre tematiche affrontate, il paesaggio fotografato in Francia, la passione degli Impressionisti per la pittura giapponese, il caso Van Gogh e, naturalmente, l’arte di Monet “dalla realtà allo spazio interiore”. Ovvero: dall’irrinunciabilità del plein air alle soglie dell’astrazione.

Jean-Baptiste Camille Corot, Ville-d'Avray, ingresso del bosco – 1825 circa. (foto Edimburgo, Scottish National Gallery/Linea d'ombra) Pierre-Auguste Renoir, Il clown – 1868. (foto Otterloo Kroller-Muller Museum/Studio Esseci) Pierre-Auguste Renoir, Mademoiselle Irène Cahen d'Anvers – 1880. (foto Zurigo, Fondazione E.G. Buhrie/Studio Esseci) Gustave Courbet, L'onda – 1871 circa. (foto Edimburgo, Scottish National Gallery/Studio Esseci)

Claude Monet, Disgelo – 1882. (foto Linea d'ombra) Claude Monet, La scogliera a Etretat – 1885. (foto Williamstown Sterling and Francine Clark Art Institute/Studio Esseci) Claude Monet, Covoni, effetto neve – 1891. (foto Edimburgo, Scottish National Gallery/Studio Esseci)

Camille Pissarro, Castagni a Louveciennes, primavera – 1870. (foto Baden Museum Langmatt/Studio Esseci) Edouard Manet, Ritratto di Faure in costume di Amleto – 1877. (foto Hamburger Kunsthalle/Linea d'ombra) Edgar Degas, La colazione – 1885 circa. (foto Columbus Museum of Art/Studio Esseci) Paul Gauguin, Paesaggio a Pont-Aven – 1888. (foto Charlottenlund-Copenhagen, Ordrupgaard/Studio Esseci)

Vincent Van Gogh, Salici potati al tramonto – 1888. (foto Otterloo Kroller-Muller Museum/Studio Esseci) Vincent Van Gogh, Paesaggio con covoni e luna crescente – 1889. (foto Otterloo Kroller-Muller Museum/Linea d'ombra) Paul Cézanne, Natura morta con teiera – 1902-1906. (foto Cardiff National Museum Wales/Studio Esseci)

Le diverse sezioni della mostra, tuttavia, non saranno mondi a se stanti: la pittura accademica sarà spesso inserita quale contrappunto nelle sezioni stesse, così da far comprendere come il linguaggio nuovo dei giovani Impressionisti, e prima di loro dei pittori della scuola naturalistica di Barbizon, vivesse nel tempo stesso del Salon, il solo luogo che a quei tempi poteva garantire visibilità e fama. La rivoluzione artistica di quel gruppo di pittori audaci, che si trovano a dover affrontare agli esordi le beffe della critica ufficiale, si rivela così un’esperienza storica che si esprime in parallelo, e simultaneamente, nelle strade di Parigi.

In questa sorta di grande tavola sinottica di un’epoca, non sarà solo la pittura di Salon a essere messa in rapporto con l’impressionismo. Come già accennato, entreranno in gioco anche l’appena nata fotografia, soprattutto nell’ambito del paesaggio che rievoca il mare o la foresta di Fontainebleau, e le celeberrime incisioni a colori su legno di Hiroshige e Hokusai. La mostra avrà quindi anche un suo lato di stringente carattere storico, tale da collocare le figure e le opere nel contesto dell’epoca. Ma soprattutto, crediamo, sarà in grado di emozionare quanti la visiteranno, che potranno accostarsi a decine di dipinti capaci in modo mirabile di segnare una delle maggiori rivoluzioni nella storia dell’arte di tutti i tempi.

 

www.lineadombra.it