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La prestigiosa istituzione musicale di New York
festeggia una storica ricorrenza

di Eugenia Sciorilli

Costruita nel 1891 a New York per volontà del magnate e filantropo americano Andrew Carnegie, che condivise la sua decisione con la moglie Louise durante la loro luna di miele in Scozia, la Carnegie Hall festeggia quest’anno i suoi 125 anni di vita. In omaggio alla ricorrenza, è stato organizzato per il 5 maggio 2016 un concerto di gala, proprio in coincidenza con la data che segnò l’inaugurazione dell’auditorium musicale; numerosi gli interpreti di fama internazionale chiamati a partecipare, tra cui Emanuel Ax, Renée Fleming, Marilyn Horne, Lang Lang, Yo-Yo Ma, Itzhak Perlman, l’Orchestra di St. Luke’s.

Quel lontano 5 maggio 1891, l’edificio progettato dall’architetto William Burnet Tuthill – che si affaccia sulla Settima Avenue tra la 56sima Strada e la 57sima Strada, e dista appena due isolati da Central Park – era considerata una zona suburbana di Manhattan, ma il concerto inaugurale segnò il tutto esaurito, tanto che le carrozze a cavalli degli spettatori occuparono uno spazio che si estendeva per un quarto di miglio, come riferiscono le cronache del tempo. Non c’è da stupirsene, del resto: venne chiamato dall’Europa, come artista ospite, uno dei più grandi compositori dell’epoca, Pyotr Tchaikovsky.

Da allora, la Carnegie Hall ha segnato fino ai nostri giorni la storia artistica della Grande Mela, grazie alle sue tre sale da concerto (la più grande, l’Isaac Stern Auditorium / Perelman Stage, offre 2800 posti a sedere) e a una programmazione che non si è limitata alla sola musica classica, ma con il passare dei decenni ha spaziato anche tra il jazz e il rock. Tra le prime mondiali che sono state proposte al pubblico della Carnegie Hall, da segnalare a puro titolo di esempio la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Antonin Dvořák, nel 1893, “Un americano a Parigi” di George Gershwin, nel 1928, il Concerto per violino di Benjamin Britten, nel 1940, la Sinfonia in tre movimenti di Igor Stravinsky diretta dal compositore stesso, nel 1946, le Danze sinfoniche di “West Side Story” di Leonard Bernstein, nel 1961.

Eppure, a metà degli anni Cinquanta la Carnegie Hall corse il serio pericolo di una chiusura, quando la New York Philharmonic decise di lasciare quello spazio ormai iconico per spostarsi al Lincoln Center, allora in fase di progetto. A salvarla, una massiccia mobilitazione di popolazione e artisti, con il grande violinista Isaac Stern a fare da capofila. Il risultato? Venne approvata una speciale legge che permise alla città di New York, il 16 maggio 1960, l’acquisto della Carnegie Hall per cinque milioni di dollari e l’istituzione di un’organizzazione non profit presieduta dallo stesso Stern, la Carnegie Hall Corporation.

Per immergersi nell’affascinante atmosfera della Carnegie Hall, non occorre comunque acquistare il biglietto di un concerto: è sufficiente prenotare una visita guidata direttamente al box office, da lunedì a sabato e al prezzo di 17 dollari per adulti e di 12 dollari per studenti, bambini e over 62. Per quanti invece non intendono lasciarsi sfuggire l’occasione di vivere l’esperienza di un concerto dal vivo, può essere interessante sapere che la stagione in corso è prodiga di eventi di straordinario richiamo, con decine di appuntamenti al mese fino a metà luglio.

www.carnegiehall.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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