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A TAvola con lo Chef

 


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Un percorso affascinante da Marrakech al deserto, tra dune e oasi

testo e foto di Franco Martano


Quando si parla di un viaggio in Marocco si pensa a due itinerari: le città imperiali o il mare di Agadir e di Essaouria. Oggi parliamo di un altro Marocco: quello che dalla modaiola Marrakech si estende a sud-est, fino al confine con l’Algeria.

Marrakech è una città a due facce: quella moderna, piena di verde e di edifici eleganti, e quella antica, La Medina, che ne racchiude storia e tradizioni. La Medina è senz’altro la più affascinante. Place Jemaa el Fna è la sua porta d’ingresso, camaleontica e enorme. Di giorno è il regno di bancarelle, incantatori di serpenti e qualsiasi altro fenomeno da baraccone, verso le 18 inizia la metamorfosi e si trasforma in un colorato, festoso e chiassoso luogo per mangiare all’aperto qualsiasi cosa si desideri a prezzi incredibilmente bassi. E’ un’esperienza da non perdere.

Da questa piazza si apre il Suk, labirinto di vicoli in cui migliaia di negozi vendono di tutto, dal kitsch più esagerato a qualche buon pezzo di artigianato. I vicoli sono per lo più al coperto e sbucano in deliziose piazzette dove il sole ed i colori ti offrono uno spettacolo da ricordare. Nel suk ci sono anche luoghi che non ti aspetteresti mai di trovare: il più incredibile è il Caffè Letterario “Dar Cherifa”, ricavato da una elegante casa e trasformato in galleria d’arte e luogo di cultura dove è piacevole sorseggiare un thè alla menta. A pochi minuti a piedi, interessante una visita alla Medersa Ben Youssef, antica scuola coranica chiusa dal 1960. Ancora, da non perdere, il Palais La Bahia e il Dar Si Said, luoghi dove quest’anno, in occasione della Biennale d’Arte Contemporanea, sono state esposte numerose opere di artisti mondiali.

La vivace Piazza Jemaa el Fna a Marrakech. (foto Franco Martano) Venditori di spezie e legumi secchi. (foto Franco Martano) L'elegante Caffè Letterario Dar Cherifa. (foto Dar Cherifa)

Il patio interno della Medersa di Ben Youssef. (foto Historical Monuments of Marrakech) Una dei cortili dell'ottocentesco Palazzo La Bahia. (foto Historical Monuments of Marrakech)

Da Marrakech si esce e dopo pochi chilometri si è in pieno deserto. È un deserto roccioso, molto vario nella colorazione della pietra. Si attraversano piccoli villaggi e si sale verso il Passo Tizi N Tichka, a 2300 metri. La strada è ripida, tortuosa e stretta, ma ben tenuta. Scendendo, il deserto cambia faccia: finisce quello roccioso e inizia quello arido. Lungo la strada, nel nulla assoluto, ogni tanto si incontra una porta: non è il resto di qualcosa, ma segnala il cambio di provincia. Aid Ben Haddou vale una sosta prima di arrivare a Ourzazate, città importante come tappa carovaniera in passato, ora Mecca del cinema. Qui sono sorti studios internazionali, poiché la zona è frequentemente usata come location di film quali Alessandro Magno, Il Gladiatore, Lawrence d’Arabia e tanti altri.

Ancora più a sud, poco prima di arrivare a Tinghir, si incontra Imider, un villaggio all’apparenza insignificante, ma di grande impatto sociale. Qui, agli inizi del 2000, una miniera d’argento si è impadronita della già poca acqua della zona, mettendo alla fame le famiglie. Allora le donne hanno deciso di occupare il Monte Alebban, dove l’acqua era stata deviata, incatenare le condotte abusive e riprendersi la loro fonte di vita. Dal 2011 presidiano l’area e intere famiglie vivono in povere capanne senza alcun comfort.

Un tratto di deserto roccioso tra Marrakech e Ourzazate. (foto Franco Martano) Passeggiata tra le dune del Sahara. (foto Franco Martano)

L'antica qasba di Ourzazate. (foto Franco Martano) Ingresso al Festival di Musica Africana a Merzouga. (foto Franco Martano) Uno strumento musicale a corda per la musica Gnawa. (foto Franco Martano)

Rissani, antica capitale del regno, merita una visita, anche se ormai è solo una città piena di polvere, la cui unica attrattiva è il mercato dei somari e delle capre che si svolge la domenica. Se amate gli animali lasciate perdere. Ancora un po’ di deserto arido ed ecco Merzouga. È un piccolo villaggio, un’oasi, che deve la sua fama ad un semplice fatto: guardi avanti e …. Signori, ecco a voi il Sahara! Quello vero, quello con le dune di sabbia, l’Erg, insomma! Sabbia finissima, con tante sfumature di colore e il sole a picco. Tenti di salire su una duna e le scarpe servono solo a riempirsi di sabbia. Allora le togli, vai su scalzo, ma su ci vai poco: fai un passo avanti e torni indietro di mezzo passo. Però è una meraviglia. Sali e ti si apre davanti l’infinito, Altre dune a perdita d’occhio e ancora colori che cambiano con il sole che tramonta. A Merzouga si svolge un Festival Musicale di musica africana, ottima occasione per ascoltare sonorità a noi sconosciute, come la Musica Gnawa, che prende il nome dalla popolazione omonima, anticamente costituita da schiavi neri. È una musica ipnotica che viene tutt’oggi eseguita per evocare gli spiriti, curare malattie neurologiche ed altre cose che noi cataloghiamo “stregonerie”. Nel periodo del Festival si svolge anche una corsa di 10 Km nel deserto: per chi ama correre è un'esperienza indimenticabile!

È un bel viaggio, che permette di assaporare l’essenza meno turistica di un paese in rapida crescita, anche se il popolo non sembra trarne grandi vantaggi. La gente è molto cordiale, ha voglia di scambiare opinioni, di aiutarti se necessario. Andando in giro non si subisce l’attacco di chi vuol venderti di tutto. Il cibo è semplice e sano, anche se dopo qualche giorno di “Tajine” (verdure al vapore con pollo o manzo) cominci ad avere miraggi come un semplice piatto di spaghetti pomodoro e basilico.

La camera da letto del riad Al Jazira a Marrakech. (foto Al Jazira) Il patio del riad Dar Karam a Marrakech. (foto Dar Karam) Il tajine vegetariano servito nel caratteristico tegame di terracotta. (foto Franco Martano) Rivendita di spremute di agrumi in Piazza Jemaa el Fna. (foto Historical Monuments of Marrakech)

COME ARRIVARE – Voli diretti Ryanair da Roma e Milano per Marrakech

COME MUOVERSI – Le strade sono abbastanza buone, i marocchini hanno una guida tranquilla.

DOVE DORMIRE – A Marrakech si può trovare il Riad da pochi soldi e quello extra lusso, nelle altre località serve un po’ di adattamento.

DOVE MANGIARE – Non mancate le bancarelle di Place Jemaa el Fna a Marrakech!

VALUTA – Dirham marocchino. 1 Euro = 10 Dirham

www.visitmorocco.com