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La città lombarda è stata eletta Capitale italiana della Cultura per il 2016

di Asiul

In una piacevole domenica primaverile sono tornata di recente a Mantova e il flashback è scattato subito, non appena sono arrivata alla stazione ferroviaria: dicembre di più di venti anni fa, serata fredda e nebbiosa, quasi dispersa in una città bellissima e congelata nel tempo, mi aggiravo con una collega alla ricerca di un ristorante ai tempi portabandiera di Slow Food, “L’ochina bianca” (www.ochinabianca.it), esistente ancora oggi.

Dopo di allora più volte sono tornata in questo gioiello urbanistico adagiato sulle rive del Mincio, che qui si allarga a formare veri e propri laghi. Quest’anno c’è un motivo in più per andare a Mantova: la città dei Gonzaga è la capitale italiana della cultura (www.mantova2016.it) e la fortuna ha voluto che vi sono capitata proprio nella giornata inaugurale.

Sono stata perciò travolta dai tanti eventi proposti, con la possibilità di visitare gratuitamente luoghi un po’ meno famosi del Palazzo Ducale e del Palazzo Te, comunque imperdibili. E così, saltellando da una piazza all’altra del centro storico, sono approdata in un luogo davvero immaginifico: il teatro Bibiena. Nato nella seconda metà del Settecento per accogliere soprattutto riunioni scientifiche, questo teatro mi ha colpito per la forma a campana e la vivacità barocca dei palchetti in legno impreziositi da figurazioni monocrome, in un insieme armonico e raccolto. Il teatro ha avuto una rara fortuna: a poco più di un mese dalla sua inaugurazione, nel gennaio del 1770, ospitò un giovanissimo Mozart, appena quattordicenne!

Veduta aerea della città. (foto Comune di Mantova) Interno del Teatro Bibiena. (foto Comune di Mantova) La Sala I della Biblioteca Teresiana. (foto Teresiana)

Il corridoio del deposito fondi speciale della Biblioteca Teresiana. (foto Teresiana) L'ingresso della Casa del Mantegna. (foto Casa Mantegna) La facciata orientale di Palazzo Te e il Peschiere. (foto Comune di Mantova)

Particolare del mosaico nel cortile cilindrico della Casa del Mantegna. (foto Casa Mantegna) Particolare degli affreschi del lato sud della Loggia di Palazzo Te. (foto Palazzo Te)

Particolare degli affreschi della parete est della Sala dei Cavalli di Palazzo Te. (foto Palazzo Te) Particolare della Camera degli Sposi di Palazzo Ducale. (foto Palazzo Ducale Mantova) La Torre dell'Orologio e il Palazzo della Ragione. (foto Comune di Mantova)

L'ingresso del ristorante L'Ochina Bianca. (foto Ochina Bianca) Un angolo della sala interna dell'Ochina Bianca. (foto Ochina Bianca) L'Orchestra da Camera di Mantova. (foto Mantova Chamber)

Vicina al teatro c’è un’altra chicca: la biblioteca Teresiana (www.bibliotecateresiana.it), voluta dall’imperatrice Maria Teresa nel lontano 1780, ancora oggi aperta al pubblico e importante centro culturale di riferimento; da non perdere le sale monumentali, dette appunto teresiane, con i caldi arredi lignei a custodire preziosi libri antichi. Non lontano, sulla piazza delle Erbe, cuore pulsante della città, mi sono imbattuta nel più antico monumento di Mantova: la Rotonda di San Lorenzo, piccola chiesa circolare con un bel matroneo, ispirata alla chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, in cui si respirano suggestioni medievali.

Facendo un salto di qualche secolo mi sono poi ritrovata nella Casa del Mantegna (www.casadelmantegna.it), bell’edificio del Quattrocento con un cortile interno cilindrico, in un gioco di forme e proporzioni a sottolineare la genialità di questo artista che proprio a Mantova trovò la sua massima espressione. Oggi questa casa è una bella sede espositiva, un po’ distante dal centro storico, lungo la strada che conduce a Palazzo Te. Qui un altro grande ha forse dato il meglio di se stesso, quel Giulio Romano, allievo di Raffaello, che a Mantova ha lasciato anche opere civili, come le Pescherie, sotto le quali scorre il Rio, canale di collegamento tra i laghi Superiore e Inferiore, da poco riaperto, anche se solo in parte.

Fino al prossimo mese di giugno il Rio è infatti navigabile con una breve gita in barca da fare col naso all’insù: si scoprirà così una Mantova insolita e antica, assolutamente inedita, a ricordarci il suo imprinting di fascinosa città d’acqua.

Da sapere – Tra gli eventi di spicco per l’Anno di Mantova Capitale italiana della Cultura, c’è un festival musicale di rilievo internazionale: il Chamber Music Festival. Dal 1° al 5 giugno, riproporrà una formula che ha ottenuto nelle passate edizioni un grande successo, offrendo circa 180 eventi musicali e concerti ospitati negli storici palazzi e monumenti cittadini. Prevista la partecipazione di molti famosi interpreti, tra cui Alexander Lonquich, come artista residente, e Alfred Brendel, come ospite d'onore. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.mantovachamber.com

www.turismo.mantova.it/


 

 

 

 

 

 

 

 

 





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