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I capolavori di Caffi al Correr di Venezia

Una mostra rende omaggio al più grande vedutista italiano dell’Ottocento

di Eugenia Sciorilli


 

La sua vita potrebbe ispirare la trama di un romanzo, le sue splendide vedute sono opere che hanno sfidato il tempo e gli permettono di ricevere uno straordinario omaggio da un grande museo veneziano. Il museo è il Correr, che fino al 20 novembre prossimo ospita la mostra intitolata “Ippolito Caffi 1809-1866.Tra Venezia e l’Oriente”, curata da Annalisa Scarpa e allestita dalla Fondazione Muve con la collaborazione di Civita Tre Venezia e Villaggio Globale International, in coincidenza con il 150simo anniversario dalla morte del celebre artista, e anche dall’annessione di Venezia e del Veneto all’Italia.

Considerato il più innovativo vedutista dell’Ottocento, Ippolito Caffi è stato anche un convinto patriota: i suoi ultimi giorni li trascorse a bordo della nave “Re d’Italia”, sulla quale si era imbarcato per testimoniare le vicende belliche con i suoi disegni, morendo durante la battaglia di Lissa (terza guerra d’indipendenza) proprio nell’affondamento di quella nave.

Venezia: neve e nebbia, 1842. (foto Fondazione Musei Civici Venezia) Venezia: il molo al tramonto, 1864. (foto Fondazione Musei Civici Venezia) Trinità dei Monti, 1834. (foto Fondazione Musei Civici Venezia)

Roma: Monte Pincio, 1846-1855. (foto Fondazione Musei Civici Venezia) Roma: Colosseo illuminato a fuochi di bengala, 1864. (foto Fondazione Musei Civici Venezia) Napoli dalla Riviera di Chiaia, 1843. (foto Fondazione Musei Civici Venezia)

Il Partenone, 1843. (foto Fondazione Musei Civici Venezia) Atene: interno del Partenone, 1843. (foto Fondazione Musei Civici Venezia) Costantinopoli: l'ippodromo. (foto Fondazione Musei Civici Venezia)

Cairo: Isola di Rodah sul Nilo, 1843. (foto Fondazione Musei Civici Venezia) Cairo: Moschea di Hassan, 1844. (foto Fondazione Musei Civici Venezia) Il vento Simun nel deserto, 1844-1847. (foto Fondazione Musei Civici Venezia)

Istmo di Suez, 1858-1863. (foto Fondazione Musei Civici Venezia) Parigi: veduta del Palazzo del Louvre, 1855. (foto Fondazione Musei Civici Venezia)

La grande esposizione di Venezia è un tributo a quello che può essere indicato come il più moderno e originale vedutista del tempo, insuperabile nell’immortalare con la sua pittura di luce l’anima di luoghi e di popoli incontrati in tanti viaggi in Italia, in Europa e nel bacino del Mediterraneo, scavalcando i canoni del tempo. Ma soprattutto un tesoro - pressoché inesplorato e stupefacente nel suo complesso - che finalmente riemerge: un nucleo pittorico di oltre 150 opere che la vedova di Caffi, Virginia Missana, volle donare alla città lagunare nel 1889.

I dipinti di Caffi – abitualmente conservati nei depositi di Ca’ Pesaro e di cui si realizza ora il primo catalogo ragionato edito da Marsilio – danno testimonianza di tutte le città e le regioni visitate, e sono la più completa raccolta esistente del percorso artistico di un pittore dell’Ottocento che fu viaggiatore instancabile, sia per inquietudine personale che per insaziabile curiosità culturale. Dai suoi capolavori emergono istantanee di monumenti, di architetture, di spazi urbani e di vita sociale che colgono e trasmettono tanto poeticamente quanto meticolosamente il volto di gran parte dell’Ottocento.

Grazie alle sue intuizioni, Ippolito Caffi supera perfino la tradizione ereditata dal Canaletto, arricchendola con un’accentuata comprensione del dato atmosferico e un ricercato studio sugli effetti di luce, fino a traghettare il genere del vedutismo verso la contemporaneità. È una luce “emotiva” quella che rende i suoi quadri tanto poetici, affascinanti e amati; curioso il fatto che, pur essendo stato assai apprezzato in vita, ha dovuto scontare dopo la sua morte un lungo oblio prima di essere giustamente rivalutato, tanto che oggi la sua arte è un emblema della pittura italiana del XIX secolo.

 

correr.visitmuve.it