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La scoperta di un ex ospedale modernista in una delle città più cool d’Europa

di Asiul

Per la prima volta da quando curo questa rubrica, esco fuori dall’Italia per parlarvi di un sito che mi ha molto colpito per bellezza, memoria storica e innovazione.
Pensate un po’, si tratta di un ex ospedale di Barcellona, per la precisione l’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau (www.santpaubarcelona.org), opera modernista dell’architetto Lluis Domènech i Montaner, coevo di Gaudí, autore dell’arcinota Sagrada Familia, vicino alla quale l’ex ospedale si trova.

La scelta dell’area non fu casuale: il quartiere è infatti quell’Eixample, cioè ampliamento, che nella seconda metà dell’Ottocento segnò l’espansione della capitale catalana al di fuori delle sue mura.È qui che un’agiata borghesia consentì agli architetti modernisti di esprimere il massimo della loro genialità, sovvertendo tutti i canoni classici, nella costruzione di dimore dalle forme ardite e dai decori immaginifici. Fu proprio il lascito di un ricco banchiere, Pau Gil, a rendere possibile agli inizi del Novecento l’avvio della costruzione del nuovo complesso assistenziale dove doveva trasferirsi il glorioso vecchio Hospital de la Santa Creu situato nel Raval, quartiere del centro storico di Barcellona, la cui prima pietra fu posta nel 1401. Il progetto era grandioso con la previsione di 48 padiglioni, dei quali ne furono edificati 27; “solo” 16 sono in stile modernista e di questi 12 sono opera di Domènech.

L'ingresso dell'Ospedale della Santa Croce e di San Paolo detto Recinto Modernista, patrimonio Unesco 1997. (foto Bruga) Particolare della facciata dell'edificio principale decorata con sculture e stemmi araldici. (foto Bruga) Torretta, cupola e comignoli di uno dei sedici padiglioni in stile modernista. (foto Bruga)

Decorazione di un portale in stile neogotico con statua della Vergine,  Angeli e simbologia araldica. (foto Bruga) La facciata dell'edificio dedicato ai Santi Cosma e Damiano. (foto Bruga)

Il Padiglione Sant Rafael. (foto Bruga) Particolare del rivestimento in ceramica della cupola del Padiglione Sant Rafael. (foto Bruga) Un angolo del Padiglione Sant Jordi, attualmente punto d'informazione dell'Ospedale. (foto Bruga)

Il vestibolo dell'Edificio dell'Amministrazione. (foto Bruga) Particolare dei mosaici del vestibolo: lo stemma di Barcellona (destra) e la data di fine lavori accompagnata dalla lettera greca omega. (foto Bruga) Le vetrate policrome della volta della Scala d'Onore. (foto Bruga)

Non fermatevi davanti alla facciata esterna del padiglione dell’amministrazione che segna l’ingresso dell’ex ospedale; pur nella sua bellezza, infatti, sembra somigliare troppo a un polittico medievale, forse un po’ appesantito dalle tante statue. Entrate e vi si aprirà un mondo!

In un festival di forme, spesso simboliche, mosaici, colori, vetrate, continui richiami alla municipalità barcellonese e al suo protettore, San Giorgio, il visitatore si perde nel passaggio da un padiglione all’altro, estasiato e ammirato, anche per il perfetto restauro conservativo degli edifici. Stupisce l’attenzione ai dettagli, ma anche la scelta dei materiali ispirata alle esigenze igieniche degli spazi: si pensi che soffitti e pareti dei vecchi padiglioni di infermeria (oggi diremmo di degenza) sono rivestiti di ceramica, materiale facilmente lavabile, la cui delicatezza cromatica era stata concepita per il comfort dei pazienti (di questi tempi si parla di cromoterapia).

A me è sembrato un posto perfetto per gli aspetti architettonici, artistici e assistenziali, assolutamente da non perdere a Barcellona, anche per l’opportunità di passeggiare in piena tranquillità nei giardini annessi.

Bene ha fatto la città catalana a preservare questo tesoro: nel 2009, dopo quasi ottant’anni, le attività assistenziali sono state trasferite nel nuovo Hospital de Sant Pau e sono iniziati i lavori di restauro, durati cinque anni, che hanno portato nel febbraio 2014 alla riapertura dell’ospedale di Domènech, oggi chiamato Recinto modernista. Uno dei gioielli della Barcellona del Novecento è diventato così un centro multifunzionale, in parte aperto al pubblico e visitabile, in parte sede di istituzioni internazionali che lavorano nei campi della salute, sostenibilità ed educazione, in modo da preservare il filo rosso della mission del vecchio ospedale.

www.barcelonaturisme.com


 

 

 

 

 

 

 

 

 





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