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Un libro una città: Varsavia
“Un treno per Varsavia” di Gwen Edelman (Newton Compton)

 

di Bruga

Il romanzo di Gwen Edelman, Newton Compton Editori 2015. Anche questo bel romanzo uscito l’anno scorso in Italia si muove fra i drammatici giorni dell’invasione nazista e il periodo degli anni Ottanta che vide scricchiolare e poi crollare il regime comunista, raccontando il delicato equilibrio nel quale si è mossa la capitale nel corso degli ultimi decenni. Un equilibrio che si riflette emblematicamente in un edificio, allo stesso tempo simbolo dello stalinismo ma anche della sua fascinazione per l’Occidente, e in seguito emblema del capovolgimento politico che ne ha fatto, anche al giorno d’oggi, il monumento forse più visitato della capitale polacca. Parlo del Palazzo della cultura e della Scienza, alto 235 metri e costruito fra il 1952 e il 1955 come “regalo” di Stalin all’alleato. Si trattò, evidentemente, di un tentativo sia di emulare i grattacieli statunitensi, sia di “marcare il territorio” nel cuore di una nazione che non aveva dimenticato il massacro sovietico delle fosse di Katyn, avvenuto nel 1940 e sempre negato fino al 1990!

In ogni caso, il Palazzo lasciò un’impronta fortissima sul centro moderno della città: 40 milioni di mattoni, decine di sale per proiezioni, musica, danza e teatro, un’attività culturale enorme che continua ancor oggi e ne fa un riferimento per migliaia di spettatori, senza contare le visite guidate a pagamento che si svolgono tutti i giorni tranne il lunedì (www.pkin.pl). L’effetto, per chi ha letto il mio precedente articolo su Bucarest (lo trovate facilmente cliccando a sinistra la lista dei reportage già pubblicati), è simile a quello che si ha nel palazzo di Ceausescu, con la differenza che il mastodontico edificio voluto dal dittatore rumeno fu terminato dopo la caduta del regime e non ebbe il tempo di diventare un simbolo, mentre questo grattacielo è stato ed è ancora un vero landmark. Anche perché ormai si ritrova al centro di una downtown di tipo americano (altra ironia della Storia …), fra grattacieli d’autore e centri commerciali modernissimi, stazioni ferroviarie e del trasporto urbano. Il Palazzo è visibile da ogni punto della città, quasi come l’Acropoli ad Atene, e offre a sua volta una eccellente visione dall’alto dell’intera capitale!

Il Palazzo della Cultura e della Scienza, grandioso edificio progettato dall'architetto russo Lev Vladimirovic Rudnev nei primissimi anni Cinquanta. (foto Bruga) Rivestimenti di marmo all'interno del Palazzo della Cultura. (foto Bruga) Lo scenografico doppio scalone del Palazzo della Cultura. (foto Bruga)

Particolare del soffitto a cassettoni, dei lampadari a tronco di cono e di un rilievo in ceramica bianca e oro. (foto Bruga) Spettatori al Multimedia Fountain Park. (foto Bruga) La casa natale del compositore polacco naturalizzato francese Fryderyk Chopin. (foto Chopin Museum)

Il seicentesco Palazzo Ostrogski, sede del Museo Chopin. (foto Bruga) I murales in omaggio al musicista nel quartiere Chopin. (foto Bruga) Il modernissimi grattacieli del centro economico della città. (foto Bruga)

L'interno del ristorante Solec 44. (foto Bruga) L'antica cioccolateria e pasticceria A. Blikle. (foto Bruga) La piccola pasticceria polacca di A. Blikle. (foto Bruga)

Uno spettacolo gratuito da non perdere, a pochi passi dal Museo Chopin (il bellissimo Palazzo Ostrogski; www.chopin.museum), si svolge ogni sera d’estate lungo la riva della Vistola dal tramonto per un’oretta circa: è definito come “Multimedia fountain park”. In pratica, ci si porta un telo o una seggiolina sui quali sedersi e si assiste a un divertente show di suoni e luci, integrato dai getti d’acqua delle fontane e da fantasiosi ologrammi in movimento.

A proposito di Chopin (del quale potete visitare anche la casa natale in Zelazova Wola), a poca distanza dal Museo troverete un curioso ristorante legato a Slow Food, il Solec 44 all’indirizzo omonimo. Non facile da individuare, perché sembra più un centro sociale che un locale ufficiale, è stato aperto di recente dal giovane artista e chef Aleksander Baron (www.solec.waw.pl). È il posto giusto per mangiare qualcosa di originale in un ambiente (anche troppo) informale, se per una volta volete evitare le peraltro deliziose pasticcerie piene di dolci belli, buoni e ipercalorici.


www.polonia.travel/it/



 

 









 

 

 

 

A Tavola con lo Chef