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Paesaggi spettacolari, tradizioni e leggende nell’arcipelago toscano


di Asiul

 

È probabile che l’isola del Giglio (www.isoladelgiglio.it) rimarrà per molto tempo associata alla tragedia della Concordia, la nave da crociera che la sera del 13 gennaio 2012 naufragò arenandosi sul basso fondale a nord di Giglio Porto. Peccato, perché è un posto tutto da scoprire, possibilmente a piedi, e non solo per il suo mare, ma anche per la sua storia e il fascino di Giglio Castello.

In effetti, il ricordo più vivido che avevo di questa isola di granito, prima di tornarci del tutto recentemente, era proprio legato a questo borgo medievale fortificato che domina il mare con la sua Rocca Aldobrandesca a più di 400 metri. In particolare, erano gli anni ’70 del secolo scorso, mi aveva colpito allora l’uso che degli asini si faceva ancora come mezzo di trasporto; sembra passato un secolo, anche se quarant’anni non sono pochi!

Veduta del porto dell'Isola del Giglio. (foto Bruga) La Chiesa della Madonna del Giglio nell'area di Giglio Porto. (foto Bruga) Le mura di cinta e l'agglomerato urbano di Giglio Castello. (foto Bruga)

Il passaggio di via degli Etruschi a Giglio Castello. (foto Bruga) La Cisterna, pozzo ottocentesco a Giglio Castello. (foto Bruga) Tipica abitazione del borgo medievale di Giglio Castello. (foto Bruga)

Se poi scendete a piedi da Castello a Campese per rinfrescarvi d’estate (evitate agosto) nel mare di questa bella baia, incorniciata da un faraglione e dall’imponente torre medicea, capirete perché questo avamposto nel Tirreno non era facile da espugnare. Eppure ci volle San Mamiliano, patrono dell’isola, a salvare gli abitanti dai Turchi nel 1799, almeno così narra la leggenda! Fatto sta che è ancora profonda la devozione a questo santo, cui è dedicata una bella festa che culmina il 15 settembre, con eventi molto caratteristici, quali il palio dei somari e la quadriglia, ballo tradizionale dal ritmo incalzante e coinvolgente.

Potrebbe essere una bella occasione per regalarsi un soggiorno al Giglio e assaggiare la sua cucina innaffiata dal vino che lì si produce: l’Ansonaco, meglio noto come Ansonica, prodotto fin dal ‘500, di origine greco/orientale, secondo una tradizione che ha anche illustri testimonianze da Petrarca a Stendhal. Tra i ristoranti consiglio “La paloma” a Giglio Porto: non è economico, ma il pesce fresco è assicurato.

Veduta del piccolo golfo di Campese. (foto Bruga) La Torre del Campese, costruzione di avvistamento risalente al XVIII secolo. (foto Bruga) Il vigneti alle spalle di Giglio Campese. (foto Bruga)

L'Osteria La Paloma a Giglio Porto. (foto Bruga) L'insegna di un punto vendita di prodotti gigliesi. (foto Bruga)

Non lontano dal Giglio vi aspetta un’altra isola, la più meridionale dell’arcipelago toscano: si tratta di Giannutri, che raccomando di esplorare evitando luglio e agosto. Giannutri è una bianca mezzaluna di calcare, la cui visita all’esterno del nucleo abitato è consentita con l’accompagnamento di guide ambientali. I fondali sono splendidi, lungo la costa vi sono soprattutto scogliere rocciose, la natura con la bassa macchia mediterranea ha il sopravvento in gran parte del suo territorio, dove si riproducono diverse specie di uccelli marini.

Insomma un posto ideale per chi ama il Mediterraneo, che riserva una chicca: i resti di una villa romana risalente al I-II secolo d.C., di proprietà di una ricca famiglia, i Domizi Enobarbi, cui apparteneva anche Nerone. Dall’anno scorso le rovine di questa villa sono visitabili e, nonostante i segni del tempo e del vandalismo, mostrano ancora l’antico splendore.

Isola di Giannutri, Punta del Capel Rosso con i grottoni. (foto Turismo Giglio) Cala Lo Spalmatoio all'Isola di Giannutri. (foto Turismo Giglio) La villa romana dei Domizi Enobarbi all'Isola di Giannutri. (foto Turismo Toscana)

Giannutri custodisce pure una leggenda: pare che nelle notti più buie si possano udire le grida del fantasma di una donna, Marietta Moschini, che piange la perdita del suo uomo, il conte Gualtiero Adami, ex garibaldino. I personaggi di questa leggenda sono reali e, nonostante la notevole differenza di età, vissero insieme sull’isola per molti anni prima della morte di lui. Magari, se pernottate a Giannutri, capiterà anche a voi di sentire il lamento di Marietta. Buona vacanza!


www.turismo.intoscana.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 





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