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160 anni fa si spegneva (in preda alla follia) il grande compositore tedesco



di Eugenia Sciorilli

Un artista di sublime livello, protagonista del periodo romantico nella storia della musica, ma anche un uomo tormentato e disperato, che oscillava tra momenti di lucidità e di straordinario talento creativo e momenti di follia e cupezza emotiva. Robert Schumann si spegneva 160 anni fa in un manicomio nei pressi di Bonn, dopo aver riempito innumerevoli pagine di pentagramma con note musicali talmente belle da regalargli un destino d’immortalità, come l’eccelso Concerto per pianoforte.

Nato l’8 giugno 1810 a Zwickau in Sassonia, Robert Schumann cresce in una famiglia agiata (il padre era editore) e si dedica a studi di poesia, letteratura e musica, ma dopo la morte del padre si trasferisce nel 1828 a Lipsia, dove intraprende senza convinzione gli studi di giurisprudenza preferendo lo studio del pianoforte. Il suo maestro di piano è Friedrich Wieck, dal carattere dispotico, che non riuscirà a tollerare parecchi anni dopo la decisione del suo allievo di sposare la figlia Clara, anche lei pianista dalle straordinarie doti interpretative. È legata al decennio 1830-1840 la copiosa produzione per pianoforte di Schumann, che si dedica anche all’interpretazione, drammaticamente interrotta da una grave distorsione alla mano destra.

Ritratto di Robert Alexander Schumann. (foto Gesellschaft Dusseldorf) Casa natale di Schumann a Zwickau. (foto Lipsia Schumannhaus) Friedrich Wieck, insegnante di pianoforte di Robert e suo futuro suocero. (foto Lipsia Scumannhaus) La moglie Clara Wiek Schumann, grande pianista e compositrice. (foto Lipsia Schumannhaus)

La facciata della casa in cui abitarono Robert e Clara oggi sede del museo a loro dedicato. (foto Lipsia Schumannhaus) La sala concerti di Casa Schumann. (foto Lipsia Schumannhaus) Musiche di Clara e Robert Schumann, cd Novalis 2012.

Cofanetto in tre cd delle opere per pianoforte e orchestra, Rca etichetta Red Seal. I preziosi ricordi di Clara Wieck Schumann raccolti da Claudio Bolzan, Zecchini Editore 2015. Una scena del film Geliebte Clara (Adorata Clara) diretto da Helma Sanders-Brahms nel 2008. (foto Bodega Films)

Malgrado la furiosa opposizione di Wieck, Robert e Clara (che ha nove anni meno di lui) si sposano nel settembre 1840, innamorati più che mai, e vanno a vivere in un elegante palazzo sulla Inselstrasse a Lipsia, edificato in stile neoclassico e oggi museo dedicato alla memoria del compositore (www.schumannhaus.de). Non potendo più suonare, Schumann si orienta anche all’attività di critico musicale, fondando una rivista specializzata in musicologia, la “Neue Zeitschrift für Musik”. I primi anni di matrimonio sono fonte di successi e di preziose frequentazioni (Mendelssohn è spesso suo ospite, come lo sono i più apprezzati intellettuali e artisti residenti a Lipsia), ma i disturbi mentali che lo hanno aggredito ostacolano in modo minaccioso lo scorrere tranquillo della vita artistica e familiare.

Sempre più irrequieto, Robert Schumann lascia nel 1845 la città di Lipsia per trasferirsi a Dresda, che lo ospita per appena cinque anni: la sua nuova tappa, dal settembre 1850, è infatti Düsseldorf, che lo vede arrivare con Clara e i cinque figli (saranno sette in tutto). Pur circondato da un clima cordiale, il musicista non fa altro che precipitare in uno stato sempre più evidente di squilibrio psichico, che non impedisce tuttavia a un Brahms appena ventenne di rendergli omaggio nel 1853. Appena un anno dopo, Schumann tenta il suicidio e viene internato in una clinica psichiatrica di Endenich, allora sobborgo e oggi quartiere di Bonn, dove trascorrerà gli ultimi due anni della sua drammatica esistenza, che si chiude il 29 luglio 1856.

Il patrimonio artistico di Robert Schumann giunto fino a noi è fatto di pietre miliari nel panorama musicale: un’opera, quattro sinfonie, ouverture orchestrali, concerti (per pianoforte, per violino, per violoncello), composizioni per ensemble da camera, sonate e brevi brani pianistici, oltre 250 Lieder. Al suo genio creativo sono legati i trionfi di grandi interpreti di ieri e di oggi. Un’ultima annotazione: dal 10 al 18 settembre 2016 è in programma a Lipsia la nuova edizione del Festival Schumann (www.schumann-verein.de).


www.schumann-portal.de

 

 

 

 

 

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