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Un libro una città: Barcellona
“Il segreto di Gaudì” di Daniel Sanchez Pardos (Corbaccio)

di Bruga

Il romanzo di Daniel Sanchez Pardos, Corbaccio Editore 2016. Il romanzo dal quale prendo spunto è abbastanza interessante per la ricostruzione storica della Barcellona e della Spagna di fine Ottocento, ma anche per alcune scene nelle quali l’immaginario giovane Gaudì e anche altri personaggi studiano modellini e plastici della capitale catalana dall’alto …

Una visione della quale possono godere anche i visitatori, in vari modi tutti più o meno piacevoli. Cominciamo da quello più costoso e problematico, ma di sicuro interesse nelle giornate di massima visibilità: la funivia del Porto di Barcellona, inaugurata per l’Esposizione internazionale del 1929. Detta anche Aeri del Port, vi porta dalla torre di partenza, a Barceloneta, fino al Belvedere Miramar sul Montjuic (www.telefericodebarcelona.com). Costa tanto e richiede code lunghissime, ma offre una visione dall’alto della zona portuale che, al contrario di quanto si potrebbe pensare, a Barcellona è bellissima, dopo il radicale rifacimento in occasione delle Olimpiadi del 1992. Infatti il consiglio è di vedere bene tutta la zona sia dall’alto che dal basso, girando a piedi nella vasta area pedonalizzata.

Ovviamente sul Montjuic si può salire anche a piedi, per godere della vista sulla città oltre che per visitare i musei che lì hanno sede, quasi tutti in seguito alla già citata Expo del 1929: quello Militare all’interno del Castello , quello Catalano dell’Arte (www.museunacional.cat) , la Fondazione Joan Mirò (www.fmirobcn.org), il padiglione costruito dal grande architetto del Bauhaus Mies Van Der Rohe (www.miesbcn.com), il Poble Espanyol (che riproduce i vari stili architettonici della Spagna in un unico luogo; www.poble-espanyol.com), oltre a vari impianti sportivi d’autore che risalgono all’Expo o ai più recenti Giochi Olimpici. E non dimenticate di dare un’occhiata al Centro culturale Caixaforum, la risposta catalana al Beaubourg parigino o all’Auditorium di Roma, realizzato all’interno di un edificio industriale di stile modernista.

Aeri del Port, la teleferica che unisce Barceloneta  e il Belvedere Miramar sul versante del Montjuic. (foto Bruga) Il quartiere marinaro di Barceloneta visto dalla torre di Aeri del Port. (foto Bruga) L'antica facciata dell'Hotel Miramar sul Montjuic e le sue recenti strutture ricettive. (foto Bruga)

Scorcio di un edifico del complesso culturale CaixaForum. (foto Bruga) I padiglioni d'ingresso del Parco Guell, Patrimonio Unesco 1984. (foto Bruga) Coronamento della torre posta a sinistra dell'entrata del Parco Guell. (foto Bruga)

Le terrazze e il Tempio Dorico del Parco Guell. (foto Bruga) Particolare del colonnato obliquo all'interno del Parco Guell. (foto Bruga) Il caratteristico piccolo tram blu in marcia verso il Tibidabo. (foto Bruga)

Gli edifici lungo la salita alla collina del Tibidabo. (foto Bruga) Il Tempio Expiatorio del Sagrado Corazòn alle spalle del parco di divertimenti. (foto Bruga) Panorama dalla collina del Tibidabo. (foto Bruga)

L'Osservatorio Astronomico visto dal Tibidabo. (foto Bruga)

Sempre per avere una visione della città dall’alto, ci sono almeno altri due posti di grande interesse: uno è il meraviglioso Parco Guell (www.parkguell.cat), che ci riporta all’architetto catalano protagonista del libro citato. Ma se nel libro si parla di Gaudì giovane e bohémien, il Parco è un’opera della sua maturità, perché fu realizzato fra il 1900 e il 1914. Capolavoro assoluto di per sé, il parco è anche bellissimo da percorrere in cerca di fresco e di visioni panoramiche dall’alto, come infatti facevano alcuni protagonisti del celebre film “L’appartamento spagnolo” del 2002.

Il secondo itinerario ci porta invece sul Tibidabo: è una collina che ospita un secolare parco dei divertimenti, ma anche una coeva chiesa neogotica. Ci si arriva con un doppio percorso insolito, prima su un tram storico di inizio Novecento e poi su una funicolare, entrambi piuttosto costosi ma simpatici. Se poi la visibilità è buona, dopo aver dato un’occhiata dal belvedere potreste anche prendere il terzo mezzo, un ascensore, e salire in cima alla chiesa, per vedere la città da un’altezza di quasi seicento metri!


www.barcelonaturisme.com



 

 









 

 

 

 

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