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A Matera, tra fascino del paesaggio e retaggio di civiltà


di Luisa Sodano

Non si può non iniziare un tour di Matera dal dipinto di quasi 20 metri che Carlo Levi dedicò alla Basilicata in occasione della mostra “Italia 61”, organizzata dal comitato per le celebrazioni del centenario dell’unità d’Italia: si tratta del commovente “Lucania 61” esposto in modo molto efficace nel secentesco Palazzo Lanfranchi, sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna. Il dipinto è un omaggio al poeta contadino lucano Rocco Scotellaro e illustra con toccante vicinanza la difficile quotidianità lucana con un riferimento anche ai famosi Sassi, che Levi nel suo celeberrimo romanzo “Cristo si è fermato a Eboli” aveva descritto, denunciandone le inumane condizioni di vita.

Il settecentesco Palazzo Lanfranchi, sede del Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna. (foto Bruga) Lucania 61, dipinto di Carlo Levi dedicato a Rocco Scotellaro. (foto Bruga) Particolare dell'opera Lucania 61. (foto Bruga)

Una sala degli ambienti ipogei del Musma, Museo della Scultura Contemporanea. (foto Bruga) Il cortile di Palazzo Pomarici, sede del Museo della Scultura Contemporanea. (foto Bruga) Veduta del Sasso Caveoso da Palazzo Pomarici. (foto Bruga)

Una sala del Complesso rupestre della Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. (foto Bruga) Opere dello scultore Pietro Guida, a destra, il palmento dell'antico monastero medievale. (foto Bruga)

Un trio musicale opera del maestro Guida. (foto Bruga) La cripta di San Nicola dei Greci. (foto Bruga) Ritorno alla verità, scultura di Pietro Guida. (foto Bruga)

Oggi molto è cambiato in questa città proiettata verso il 2019, quando sarà Capitale Europea della Cultura (www.matera-basilicata2019.it). Per rendersene conto consiglio la visita del MUSMA (www.musma.it), Museo della Scultura Contemporanea, allestito nell’antico Palazzo Pomarici sul versante del promontorio roccioso della Civita che guarda il Sasso Caveoso. L’assoluta originalità di questo museo si deve soprattutto all’allestimento “ipogeo” di molte opere: in sette grotte che si allungano nelle viscere della terra è possibile ammirare la perfetta integrazione delle sculture i cui materiali sottolineano il contenitore rupestre.

È un suggestivo percorso artistico - e per una non esperta come me, soprattutto emozionale - forse unico al mondo. Interessante anche la storia di questo museo, che reca il segno del riscatto di Matera da “Vergogna d’Italia”, come fu definita negli anni ’50, al riconoscimento nel 1993 di Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco. Infatti il MUSMA nasce dalle mostre nei Sassi di Matera avviate nel 1978 dal benemerito circolo culturale “La Scaletta” (www.lascaletta.net); è stato così possibile dare degna collocazione alle tante opere degli artisti che hanno contribuito a tenere alta l’attenzione sulla città e nello stesso tempo restaurare il Palazzo Pomarici abbandonato al degrado per più di trent’anni, dall’inizio degli anni ’50 al 1988.

Oltre al MUSMA, fino al 6 novembre si può ammirare la mostra “Racconto di un popolo di statue” dello scultore Pietro Guida, organizzata da “La Scaletta” in un altro contesto sorprendente: il complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. Qui non è possibile sottrarsi alla magia della roccia modellata in colonne e ambienti di culto e di preghiera, dove ancora si scorgono pregevoli affreschi. Imperdibile è il monastero risalente al IX secolo, scavato al di sotto della chiesa di Madonna delle Virtù, che inizialmente ospitò una comunità di suore della Palestina e successivamente fu usato per la produzione e la conservazione del vino, come dimostra la presenza di un palmento, vasca in cui avveniva la pigiatura dell’uva. Basterebbe solo questo per programmare un weekend a Matera!

www.aptbasilicata.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 





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