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In difesa del giardino

Madre di Italo Calvino, Eva Mameli Calvino
fu biologa e botanica di eccezionale talento

 

di Inge E. Roiss

Terra generosa e forte, la Sardegna ha accolto tra fine Ottocento e inizio Novecento due donne di eccezionale spessore: la scrittrice Grazia Deledda, Premio Nobel per la Letteratura, e la scienziata Eva Mameli. Tuttavia, mentre alla Deledda fu impedito di continuare negli studi superiori (fu affidata a precettori e poi proseguì come autodidatta), Eva Mameli riuscì in un’impresa davvero ardua a quell’epoca: iscriversi a un liceo pubblico e, successivamente, all’università.

Ritratto giovanile di Eva Mameli Calvino. (foto La donna sarda) Sassari, luogo di nascita di Eva, incisione fine Ottocento del Castello aragonese (ora distrutto). (foto Sassari mannu) Eva e Mario Calvino sul balcone della loro casa a Cuba. (foto La donna sarda) Eva Mameli Calvino con il piccolo Italo nato a Santiago de Las Vegas presso L'Avana. (foto La donna sarda)

Eva (in basso a sinistra) con il marito sul luogo della futura Villa Meridiana, Stazione Sperimentale di Floricoltura a Sanremo. (foto Crea-Fso) Un angolo del giardino di Villa Meridiana  a Sanremo. (foto Sanremo Promotion)

Nata il 12 febbraio 1886 a Sassari da una famiglia alto-borghese – il padre era colonnello dei carabinieri, imparentato con Goffredo Mameli – Giuliana Luigia Evelina Mameli detta Eva avverte molto presto una vocazione verso gli studi scientifici. Il suo percorso universitario, dopo aver frequentato il liceo di Cagliari, la vede dapprima studentessa di matematica all’università del capoluogo sardo e poi, dopo la morte del padre e il trasferimento della famiglia a Pavia, di un corso di laurea in scienze naturali, che conclude con successo nel 1907, ad appena 21 anni. Seguiranno, negli anni immediatamente successivi, l’abilitazione per la docenza e due borse di studio per perfezionare la materia, fino al raggiungimento nel 1915 di un traguardo particolarmente significativo: la libera docenza in botanica. Subito dopo, la prima guerra mondiale la spinge a farsi crocerossina, e anche in quell’evento tragico la sua dedizione viene premiata con una medaglia d’argento della Croce Rossa e una medaglia di bronzo del Regno d’Italia.

Nell’aprile 1920, Eva Mameli ha 34 anni, e il destino ha in serbo per lei l‘incontro con Mario Calvino, un agronomo di 45 anni dal carattere introverso e molto apprezzato a livello internazionale, che ha conosciuto anni prima grazie a uno scambio epistolare legato ad argomenti scientifici. L’affinità intellettuale sfocia nel matrimonio, e nello stesso anno Eva accompagna nel suo viaggio verso l’isola di Cuba Mario Calvino, che dal 1917 dirige una stazione agronomica a Santiago de Las Vegas. Eva diventa così sua assistente in Genetica Vegetale, e dopo pochi anni, il 15 ottobre 1923, nasce in terra cubana il loro primogenito, Italo, che sarebbe diventato uno degli scrittori italiani più letti e più amati del Novecento.

Il numero  del gennaio 1935 della rivista Il Giardino fiorito, fondata dalla coppia Calvino nel 1931. (foto Il Giardino fiorito) Il libro illustrato di Elena Maceri dedicato a Eva Mameli Calvino, ali&no editrice 2010. I consigli di giardinaggio dei Calvino nel volume 250 Quesiti di giardinaggio risolti, Donzelli 2011. Fiori in famiglia, Elena Accati racconta Eva Mameli Calvino, Editoriale Scienza 2011.

Nel 1925, la coppia di scienziati fa ritorno in Italia, e si stabilisce a Sanremo, città d’origine di Mario Calvino. Eva dà alla luce nel 1927 il secondogenito, Floriano (che sarebbe diventato geologo), ma la presenza di due figli in tenera età non le impediscono di accettare l’incarico di direttrice dell’Orto Botanico di Cagliari e il conseguente pendolarismo per due anni tra Sardegna e Liguria, dove sua madre accudisce ai bambini. Intanto, la residenza sanremese della famiglia, Villa Meridiana, si arricchisce di un orto e di un giardino sempre più rigogliosi e spettacolari, in cui Eva e Mario piantano i frutti portati da Cuba: kiwi, pompelmi, avocado. Negli anni Trenta, la crescita dei figli non ostacola l’intenso e appassionato impegno di Eva Mameli Calvino alla ricerca scientifica dedicata alle specie vegetali, da cui scaturisce la fondazione della rivista “Il Giardino fiorito”, che dirige insieme al marito dal 1931 al 1947.

Contemporaneamente, Eva collabora con Mario Calvino nella gestione della Stazione Sperimentale di Floricoltura, che le viene affidata dopo la morte di quest’ultimo, nel 1951. La scienziata sarebbe rimasta attiva fino alla tarda età: risale al 1972 il suo “Dizionario etimologico dei nomi generici e specifici delle piante da fiore e ornamentali”. La maga buona che coltiva gli iris, come la definisce il figlio Italo, muore a Sanremo il 31 marzo 1978, lasciando un eccezionale patrimonio di studi a tutela dei giardini.


 

 

 




 



 



 

 

A Tavola con lo Chef