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La straordinaria opera d’ingegneria fluviale
è anche una delle principali attrazioni turistiche nel sud della Francia


a cura della Redazione di Travel Carnet

La statua del Barone Pierre-Paul Riquet a Béziers. (foto Canal du Midi) Il ponte-canale sul fiume Orb a Béziers. (foto Philippe Calas/Canal du Midi) La scala di chiuse di Fonsérannes. (foto Compagnie des Bateaux du Midi)

La chiatta-hotel Clair de Lune della Compagnie des Bateaux du Midi. (foto Compagnie des Bateaux du Midi) Passeggiata in bicicletta lungo il Canal du Midi. (foto Canal du Midi) Les Ouvrages sur le Libron a Vias nell'Hérault Mediterranée, particolare chiusa con copertura a portico. (foto Canal du Midi)

Il tunnel di Malpas scavato sotto la collina d'Ensérune nell'Hérault. (foto Canal du Midi) La foce di Argentdouble nel Minervois. (foto Canal du Midi) La chiusa di Trèbes nel dipartimento dell'Aude. (foto Canal du Midi) Il porticciolo di Homps. (foto Tourisme Haut Minervois)

Un tratto del Canal du Midi a Ventenac-en-Minervois. (foto Ville de Ventenac) Il Pont de Pigasse a Capestang. (foto Hérault Tourisme)

La Cattedrale Saint Just et Saint Pasteur a Narbonne. (foto Tourisme Narbonne) La cittadella medievale di Carcassonne e i vigneti circostanti. (foto Tourisme Carcassonne).

Nel 1996, l’Unesco inseriva il Canal du Midi nel prestigioso elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, spiegando che “con i suoi 360 km di vie navigabili che collegano il Mediterraneo e l'Atlantico attraverso 328 strutture (chiuse, acquedotti, ponti, gallerie, etc.) il Canal du Midi, realizzato tra il 1667 e il 1694, rappresenta una delle opere di ingegneria più straordinarie dell'era moderna, che ha aperto la strada alla rivoluzione industriale”. Merito soprattutto del suo geniale ideatore, Pierre-Paul Riquet, il cui impegno sia per il lato estetico degli elementi architettonici sia per l’estetica del paesaggio ha permesso che quel suo capolavoro si rivelasse non soltanto un prodigio tecnico, ma anche un’opera d’arte.

Concepito come via fluviale per il trasporto di merci, soprattutto di frumento, da alcuni decenni il Canal du Midi si è trasformato in un fiore all’occhiello del turismo fluviale. È il corso d’acqua artificiale navigabile più lungo di Francia: 241 chilometri, da Tolosa all’Etang de Thau, nei pressi di Sète. Ai tempi della sua costruzione, Riquet riuscì a determinare il punto esatto della linea spartiacque tra i versanti dell'Atlantico e il bacino del Mediterraneo e poi deviò i corsi d'acqua circostanti facendoli confluire in un lago artificiale appositamente creato. Tra i siti più spettacolari, le nove chiuse di Fonsérannes: una meravigliosa “scalinata” d’acqua che permette di attraversare quasi 25 metri di dislivello, su poco più di 300 metri di percorso.

Da tre secoli e mezzo ai nostri giorni, il Canal du Midi scorre calmo e maestoso, permettendo oggi non soltanto la navigazione in house boat, ma anche lo spunto ideale per passeggiate a piedi, in bici e a cavallo, sotto l’ombra di pini e platani. Non solo: facendo brevi deviazioni, ci s’imbatte in villaggi con tutto il fascino del sud della Francia, in trattorie e cantine dove la sosta può essere anche di parecchie ore, all’insegna del dolce far niente…

Se si sceglie una vacanza in battello, oltre a poter ormeggiare nelle cittadine portuali di Trèbes, Homps, Ventenac e Capestang, si ha l’occasione di ammirare alcune tra le più belle opere d’arte attualmente conservate in Francia, come la roccaforte medievale di Carcassonne o la cattedrale gotica di Narbonne, senza dimenticare i vigneti che si estendono a profusione e danno vita a vini pregiati.

Una piccola curiosità storica: quando venne inaugurato ufficialmente il 15 maggio 1681 con il nome di Canal Royal de Languedoc (che venne poi cambiato in Canal du Midi all’epoca della Rivoluzione francese), Pierre-Paul Riquet era già morto, dopo essere finito in bancarotta per gli ingenti costi da lui sostenuti in prima persona: le casse di Luigi XIV, infatti, da molto tempo non erano più riuscite a finanziare l’eccezionale, ma costosissima opera.

www.canalmidi.com

 

 

 

 

 

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