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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

 

Una protagonista della cultura americana del XX secolo

dell’Astrologa Martina

 

Dorothy Parker fu, tra gli anni ‘20 e ’40, una delle voci più brillanti, anticonformiste e mordaci d’America; nonostante il suo successo come autrice di racconti, poesie e sceneggiature (ottenne per due volte la nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura), fu conosciuta soprattutto come commentatrice impietosa e satirica del costume e di quello stesso mondo intellettuale di cui era esponente.

Nata Dorothy Rothschild il 22 agosto del 1893 nel New Jersey da una famiglia borghese non imparentata con i ricchissimi omonimi, perse la madre quando aveva meno di cinque anni, e il suo rapporto con la seconda moglie del padre fu pessimo, tanto che la precocemente sarcastica bambina la chiamava abitualmente “la governante”. Anche la matrigna, comunque, morì prima che Dottie compisse dieci anni, e Dorothy, che aveva seguito studi piuttosto irregolari passando da una scuola all’altra, rimase sola a vent’anni dopo la morte del padre, che la lasciò in una condizione economica precaria. Nel 1917 sposò un giovane agente di borsa, Edwin Pond Parker, da cui si separò presto ma di cui mantenne il cognome anche dopo il divorzio.

Dorothy Parker al lavoro in un'immagine del 1939. (foto Dorothy Parker Society) La targa in ricordo di Dottie al 310 W. 80th Street a New York. (foto Dorothy Parker Society) L'Hotel Algonquin in una cartolina d'epoca. (foto Dorothy Parker Society) Il poster di È nata una stella, film drammatico diretto da William A. Wellman nel 1937, United Artists.  Il poster di E' nata una stella, film drammatico diretto da William A. Wellman nel 1937, United Artists.

Dorothy, che aveva cominciato a scrivere poesie già giovanissima, trovò la sua strada quando iniziò a collaborare con Vanity Fair come critica teatrale. L’ambiente giornalistico e mondano sembrava fatto apposta per lei, e rapidamente stabilì rapporti di reciproca stima e amicizia con alcuni tra i maggiori umoristi e columnist di riviste come il New Yorker o Life. La sua caustica schiettezza la rese presto una penna conosciuta e temuta, anche se nel 1920 le costò il licenziamento da Vanity Fair e il successivo approdo al New Yorker; con i suoi due colleghi piu stretti, che abbandonarono la redazione di Vanity Fair per protesta contro l'allontanamento di Dottie, fondò il nucleo del gruppo di intellettuali successivamente noto come la 'Tavola Rotonda dell'Algonquin', dal nome dell'albergo di Manhattan in cui erano soliti riunirsi. Le sue brevi poesie umoristiche e pungenti, non prive di autoironia, le valsero una vasta notorietà anche di pubblico, mentre la sua vita privata fu segnata da un altro matrimonio tormentato ma duraturo con Alan Campbell, un giovane attore che costituì con lei una brillante coppia di sceneggiatori per Hollywood, e col quale convisse tra alti e bassi incluso un divorzio e un secondo matrimonio. L’ambizione letteraria non fu comunque mai la principale priorità nella vita di Dorothy, che in una delle sue poesie satiriche prese di mira se stessa scrivendo “Se non mi piacesse tanto divertirmi, probabilmente farei grandi cose. Ma resterò come sono, perché non me ne frega niente”.

L’anticonformismo ai limiti del cinismo, la vena umoristica e la battuta sempre pronta di Dorothy si dimostrarono molto utili anche nella carriera cinematografica, nella quale il punto più alto è probabilmente costituito nel 1937 dalla sceneggiatura di È nata una stella, scritta appunto con Campbell e Roger Carson. Il mondo del cinema non mancava ovviamente di offrire spunti alla tagliente penna di Dorothy, e la vita hollywoodiana la vedeva spesso protagonista, capace di eccessi come di impegnarsi in prima fila per scopi politici e civili. Proprio questa partecipazione a una serie di iniziative di stampo socialista fecero sì che la Parker venisse inserita nella lista nera dei simpatizzanti comunisti al tempo del maccartismo, ed emarginata come diversi suoi colleghi.

Raccolta di racconti pubblicati sul New Yorker, La Tartaruga Edizioni 1995. Poesie, racconti e prose in Tanto vale vivere. La Tartaruga Edizioni 1996 Eugenio Montale eccezionale traduttore de Il mio mondo è qui, Bompiani 1993. Natalie Ascencios, A Vicious Circle, dipinto conservato nella Round Table Room dell'Algonquin Hotel. (foto sito ufficiale ascencios.com) Jennifer Jason Leigh è Dorothy nel film Mrs Parker e il circolo vizioso, regia di Alan Rudolph 1994, dvd Miramax.

La vita disordinata e l’abuso di alcool segnarono il declino dell’attività di Dorothy, che dopo il 1950 si limitò a scrivere alcune critiche letterarie per la rivista Esquire, tornando a vivere a New York. Morì di un attacco di cuore nel 1967, lasciando per testamento le sue proprietà a Martin Luther King.

Nata sotto il segno zodiacale della Vergine, Dorothy ne presentava alcuni tratti caratteriali tipici, quali l'acume, l'intelligenza analitica e intuitiva e, soprattutto, uno sviluppatissimo senso critico, che risultava a volte francamente eccessivo. Della Vergine possedeva la razionalità e il senso pratico, ma anche la propensione al dubbio e all'inquietudine, e il temperamento malinconico, incline alla depressione. Grazie all'influenza dell'ascendente Toro Dottie appariva una donna sincera, realista e concreta, capace di impegnarsi nel lavoro investendovi tutte le proprie energie. La Luna in Capricorno nel tema natale ne faceva una donna di classe, piuttosto snob e dalla femminilità sofisticata, a scapito dell'affettuosità e della tenerezza; questo aspetto astrale ne accresceva l'ambizione e la rendeva distaccata e poco tollerante nei confronti degli altri. La presenza di Marte in Vergine ne potenziava lo spirito polemico e l'attitudine all'analisi e al giudizio critico, accentuando il suo carattere irritabile ed esponendola a problemi nervosi e a dipendenze.

L'intuito, la comunicazione diretta e chiara delle idee, la sicurezza nelle proprie capacità erano caratteristiche dovute a Mercurio in Leone nel cielo di nascita; il talento letterario e il successo nella professione le derivavano da Giove in Gemelli.

Il pianeta Venere in Bilancia donava a Dorothy un aspetto fisico gradevole e attraente; inoltre le conferiva un notevole senso estetico, che ella esprimeva nell'amore per la cultura e l'arte e per le piacevolezze della vita.

La presenza di Plutone in Gemelli faceva sì che fosse estremamente vivace dal punto di vista intellettuale, ironica, socievole, curiosa di tutto e di tutti, a volte scintillante nel suo buonumore, a volte malinconica.

Vergine, segno zodiacale di Dorothy Parker.

Brillante, audace ed eclettica, capace di battute perfide e di versi malinconici, Dorothy Parker attraversò l’America tra le due guerre come una figura emblematica, di donna autosufficiente e capace di stabilire rapporti camerateschi con gli uomini, all’interno di una cerchia di intellettuali innovativi e forse autocompiaciuti, come la stessa Dorothy scrisse con la consueta autoironia negli ultimi anni trascorsi a New York: “Pensate agli scrittori di quel periodo: Lardner, Fitzgerald, Faulkner e Hemingway. Quelli erano i veri giganti. Noi non facevamo altro che inventare battute e dirci a vicenda quanto fossimo bravi”.

Singolarmente, le ceneri di Dorothy rimasero insepolte per 17 anni, per essere infine accolte nella sede dell’Associazione per la Promozione delle Persone di Colore, dove fu posta una targa che inizia “Qui riposano le ceneri di Dorothy Parker (1893-1967), umorista, scrittrice, critica. Paladina dei diritti civili. Come suo epitaffio propose si scrivesse ‘Scusate la polvere’”. In un’altra occasione, la Parker scrisse “Farebbero bene a incidere sulla mia lapide: ‘Dovunque sia andata, incluso qui, lo ha fatto pensando che fosse uno sbaglio’”.


 

 

 

 





 

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