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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

 

In questo numero, il ritratto astrale di uno dei più grandi attori americani della prima metà del Novecento, Buster Keaton.

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Nel mondo del vaudeville, il popolare teatro di varietà che mescolava numeri di comici, cantanti, ballerini e quasi qualunque altro genere di “esibizione” spettacolare, pochi avevano una fama paragonabile a quella del grande Harry Houdini, l’illusionista più celebre di tutti i tempi. È quindi significativo che sia stato lui, mentre era in visita a casa dei Keaton, una coppia di artisti suoi amici, a creare involontariamente il nome d’arte di un altro grande dello spettacolo; quando infatti il figlio della coppia, un irrequieto bimbo di neanche due anni di nome Joseph Frank, fece un terribile ruzzolone dalle scale restando illeso, Houdini esclamò: “That was a real buster!”, usando un termine gergale che significava una caduta pericolosa. Quel bambino poco dopo cominciò a esibirsi in teatro con i genitori, e fu per sempre conosciuto col nome di Buster Keaton.

Buster Keaton con la moglie Natalie Talmadge e il figlio Joseph. (foto sito ufficiale busterkeaton.com) Keaton e Sybil Seely in una scena del cortometraggio muto One Week (Una settimana), 1920. (foto sito ufficiale busterkeaton.com) Un primo piano di Keaton in The Goat (Il capro espiatorio), 1921. (foto sito ufficiale busterkeaton.com) Un fotogramma della commedia surreale Hard Luck (Fortuna avversa), 1921. (foto sito ufficiale busterkeaton.com)

Keaton lavorò nel vaudeville fino a ventun anni, costituendo con i genitori un popolare trio, I Tre Keaton, perfezionando le sue doti naturali di acrobata e cascatore. Quindi, nel 1917, si dedicò al cinema, prima come attore di contorno in brevi scene comiche, poi come protagonista, e infine come regista. Buster Keaton, infatti, fu uno dei grandi cineasti dell’era del muto, capace di essere autore, regista, protagonista e persino montatore dei suoi film; nel suo periodo d’oro, divideva con Charlie Chaplin e Harold Lloyd i favori del pubblico del cinema muto, e il suo viso apparentemente inespressivo anche durante le sue tipiche gag spericolate fino ai limiti della temerarietà, gli valse il soprannome di Great Stone Face, “la grande faccia di pietra”. Nel corso degli anni Venti Keaton realizzò i suoi capolavori, ricchi di incredibili scene comiche e permeati da un’atmosfera surreale che sarebbe loro valsa la riscoperta da parte della critica di molti decenni dopo. Film come Una settimana, Il Nord ghiacciato, La palla n. 13, Io e il ciclone, sono autentici classici della commedia dell’epoca del muto, mentre secondo molti critici il suo vero capolavoro è Come vinsi la guerra, un film che secondo Orson Welles «è la miglior commedia mai fatta, il più grande film sulla Guerra civile americana e, forse, il più grande film di guerra di sempre».

Buster con Virginia Fox in The Electric House, (La casa elettrica), 1922. (foto sito ufficiale busterkeaton.com) The Love Nest (Il nido d'amore), ultimo cortometraggio muto girato nel 1923. (foto sito ufficiale busterkeaton.com) The General (Come vinsi la guerra), pellicola del 1926 inserita nel National Film Registry. (foto sito ufficiale busterkeaton.com) Keaton con il suo usuale costume di scena in un'immagine del 1939. (foto Library of Congress)

Come molti capolavori della storia del cinema, però, anche Come vinsi la guerra non ebbe successo, e segnò l’inizio del declino della carriera di Keaton. Con l’avvento del cinema sonoro Buster Keaton dovette rinunciare alla sua autonomia artistica e passare a lavorare nel 1928 per la Metro Goldwin Mayer, dove realizzò alcuni film ben poco memorabili, tanto che nel 1933 venne licenziato. Nello stesso periodo il suo matrimonio con la prima moglie Natalie, dalla quale aveva avuto due figli, naufragò, e Keaton, già cattivo amministratore dei suoi guadagni, si trovò in gravi difficoltà. La sua vita personale sprofondò in un periodo nerissimo, segnato da un secondo breve matrimonio e dall’abuso di alcool dal quale si risollevò gradatamente grazie a un terzo e riuscitissimo matrimonio con la giovane ballerina Eleanor Norris, nel 1940. Abbandonati i film da protagonista, Buster Keaton negli anni successivi si dedicò a parti di contorno o a cortometraggi; alcune riuscite apparizioni televisive e la riscoperta dei suoi film muti negli anni cinquanta e sessanta lo aiutarono a trovare ingaggi che spesso consistevano in cammei, come quello celebre accanto a Charlie Chaplin in Luci della ribalta del 1952, o quelli in Viale del tramonto e Il giro del mondo in ottanta giorni. Ricevette un Oscar alla carriera nel 1960 e nel 1965 fu ospite d’onore al Festival di Venezia, occasione in cui gli fu tributata una calorosa standing ovation.

La copertina del blu-ray contenente i due mediometraggi Sherlock jr. (La palla n°13) e The Three Ages (L'amore attraverso i secoli), Kino Lorber Films. Una sala del Museo dedicato a Buster Keaton a Piqua, suo luogo di nascita. (foto Buster Keaton Museum) Mostra di locandine al Buster Keaton Museum durante le celebrazioni del 2016. (foto Buster Keaton Museum)

Buster Keaton era nato il 4 ottobre del 1895 e del segno zodiacale di appartenenza, la Bilancia, esprimeva il senso artistico, la simpatia, la capacità comunicativa, così come la tendenza alla lealtà e alla giustizia, doti che dimostrò di possedere quando, unico tra le star di Hollywood, prese pubblicamente le difese dell’amico e collega Roscoe “Fatty” Arbuckle, coinvolto in un terribile scandalo che finì per stroncarne la carriera.

L’inclinazione per l’arte, la socievolezza, la determinazione nel raggiungere gli obiettivi, erano tratti potenziati dall’ascendente Toro, come pure l’importanza attribuita alla ricerca di una vita sentimentale armoniosa e stabile. La creatività, la fantasia e l’energia, anche fisica, erano caratteristiche dovute alla presenza, nel cielo di nascita di Keaton, della Luna in Ariete; Giove in Leone favoriva il successo, la fama, la riuscita artistica e Mercurio in Scorpione rendeva pronta l’intelligenza e acuta l’ironia. Lo spirito vitale e il vigore atletico erano accresciuti da Marte in Bilancia; il modo di fare garbato e l’attitudine a prendersi cura degli altri, derivavano dalla presenza di Venere in Vergine.

Bilancia, segno zodiacale di nascita di Buster Keaton.

Il grande Buster Keaton morì nel 1966, a settant’anni, per un male incurabile ai polmoni. Per quanto legata a un periodo relativamente breve, la sua opera è rimasta al centro dell’ammirazione di critici e registi, che le riconoscono un’originalità e un’attualità che solo i classici hanno. Se come attore Keaton si affidava molto alle sue doti atletiche che gli consentirono di non usare controfigure neanche nelle scene più pericolose (soleva dire che “le controfigure non fanno ridere”), come regista era meticoloso e preciso, capace di costruire le sequenze dei suoi film con esattezza matematica, dosando con cura inquadrature e angoli di ripresa per produrre l’effetto voluto sullo spettatore. Ma, alla fine, erano il suo talento per il tempo comico e la sua “stone face” a rendere esilaranti le spericolate scene che costellavano i suoi film; come usava dire, “un comico fa cose divertenti, ma un bravo comico rende divertenti le cose che fa”.



 

 

 

 





 

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