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Un libro una città: Roma
“Regina di quadri – Vita e passioni di Palma Bucarelli”
di Rachele Ferrario (Mondadori)

Un esaltante percorso tra capolavori artistici in un nuovo allestimento museale

di Bruga

La biografia di Palma Bucarelli firmata Rachele Ferrario, Mondadori 2010.

Ci porta nella Roma migliore, quella della cultura e dell’arte, ben lontana dal disastro attuale, questa bella biografia della donna che, dopo aver aiutato la Resistenza e messo in salvo le opere della Galleria nazionale di arte moderna (per gli amici … GNAM), diresse per oltre 30 anni il grande museo di Valle Giulia, al quale poi lasciò in eredità la sua collezione privata, dopo averlo reso un punto di riferimento fondamentale per l’astrattismo e le altre avanguardie del dopoguerra.

Ogni soprintendente, anche dopo di lei, ha voluto dare la propria impronta alla Galleria, ed ora tocca a Cristiana Collu, direttrice esattamente da un anno, rivoluzionare il criterio espositivo per attirare di nuovo anche coloro che l’hanno vista in passato, e per interessare soprattutto i nuovi visitatori, i giovani e i turisti al loro primo passaggio nella capitale. Ne abbiamo visti molti, qualche domenica fa, aggirarsi affascinati intorno all’opera forse più spettacolare, anche grazie alla sistemazione attuale: “32 metri quadri di mare circa”, realizzata nel 1967 da Pino Pascali.

L'esterno della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. (foto Bruga) L'atrio d'ingresso, la biglietteria e il bookshop. (foto Bruga)

La grande sala nella quale sono collocate adesso le 30 vasche quadrate di alluminio zincato, piene di acqua colorata in varie tonalità di blu e azzurro, esprime alla perfezione il nuovo criterio espositivo, che viene presentato sotto forma di esposizione temporanea sia pur a medio termine. “Time is out of joint” – questo il titolo dell’allestimento, tratto da un verso di Shakespeare – durerà infatti fino al 15 aprile del 2018. Obiettivo principale, il superamento del criterio cronologico, in favore di associazioni libere o tematiche (si pensi alla sala delle Ninfee).

Pino Pascali, 32 mq di mare circa – 1967. Ercole e Lica di Antonio Canova, alle spalle  Giuseppe Penone. Spoglia d'oro su spine d'acacia –2002. (foto Bruga) Arturo Martini, Sorelle (particolare) , sullo sfondo Solitudine di Mario Sironi. (foto Bruga)

Mimmo Paladino, Tana – 1993. (foto Bruga) Angiolo Tommasi, Emigranti – 1895. (foto Bruga) Antonietta Raphael Mafai, La Sognatrice –1946. (foto Bruga)

Pjno Pascali, Bachi da setola e Michelangelo Pistoletto, I visitatori. (foto Bruga) Giove di Pietro Galli e Falce e martello di Andy Warhol. (foto Bruga) Mercurio di Bienaimé, a destra Sandro Chia, Boy and dog. (foto Bruga)

Il risultato è affascinante, almeno per il visitatore comune, al quale sembra effettivamente di vedere per la prima volta, grazie al contesto completamente rinnovato, un museo che magari ha già visitato spesso. Via quella affascinante patina di primo Novecento legata inevitabilmente all’edificio, ed ecco che in una bella giornata di sole gli spazi si ampliano e si illuminano in maniera incredibile, ed ogni sala diventa una sorpresa da scoprire poco a poco. Un Ercole di Canova convive con Pascali e Penone, le “Sorelle” di Arturo Martini si confrontano con la quasi coeva “Solitudine” di Sironi, mentre la “Tana” di Mimmo Paladino occupa da sola una sala di passaggio. Il bel dipinto di fine Ottocento dedicato da Angiolo Tommasi ai nostri “Emigranti” convive invece con le foto attualissime dell’artista albanese Adrian Paci (“Centro di permanenza temporanea” del 2007), la scultura della “Sognatrice” di Antonietta Raphael Mafai è affiancata al dipinto “Testa di bambola” del marito Mario Mafai, i colorati “Bachi da setola” sempre di Pascali si specchiano, così come i visitatori, in un classico di Pistoletto. Ma non è tutto: il “Giove” scolpito da Pietro Galli nel 1838 si scontra con la “Falce e martello” pop dipinta nel 1977 da Andy Warhol, e la coppia “Boy and dog” di Sandro Chia risalente al 1983… osserva perplessa il “Mercurio” di Bienaimé (1844).

Anche lo shop e la libreria si presentano rinnovati e “ringiovaniti”, dando alla visita un ulteriore tocco di piacevole contemporaneità, così come i lockers (con chiave) per depositare borse e altri oggetti, tanto diffusi all’estero quanto rari in Italia.

Una visita consigliatissima, insomma, magari approfittando della prima domenica di ogni mese, giornata nella quale il biglietto è tradizionalmente gratuito. In ogni caso, la nuova GNAM i soldi del biglietto li vale tutti!


www.lagallerianazionale.com



 

 









 

 

 

 

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