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Un’affascinante esposizione in uno spettacolare museo veneziano

di Eugenia Sciorilli


Nella magnifica cornice di Palazzo Fortuny (nel Sestiere di San Marco), la Fondazione Musei Civici di Venezia presenta al pubblico, fino al 27 marzo 2017, la mostra “La Bottega Cadorin. Una dinastia di artisti veneziani”. Come il titolo stesso della mostra suggerisce, l’epopea di una famiglia sotto l’egida dell’arte viene proposta attraverso vicende indissolubilmente intrecciate nelle varie parentele, con una Venezia tra Ottocento e Novecento a fare da sfondo.

Augusto Tivoli, Vincenzo Cadorin nel suo studio. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Augusto Tivoli, Autoscatto famiglia Tivoli. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny)

Provenienti da Pieve di Cadore e dunque conterranei di Tiziano, ma trasferiti nella città lagunare già nel sedicesimo secolo, i Cadorin sono stati architetti, scultori, ebanisti, pittori, fotografi, restauratori, animatori dei più vivaci salotti artistici e culturali veneziani. Dopo una costante presenza nelle vicende d’arte della Serenissima, l’ultima delle loro sette botteghe venne chiusa nel 1848. Si trattava, però, di una semplice parentesi: a riprendere la conduzione dell’atelier di famiglia, qualche decennio più tardi e fino al 1925, fu Vincenzo, grande scultore e intagliatore formatosi all’Accademia di Belle Arti e presto a capo di un’impresa che contava oltre 40 maestranze, chiamata a lavorare per i Savoia e per D’Annunzio, per chiese, case e palazzi, e persino partecipe alle esposizioni della Biennale fin dalla sua fondazione.

Con Vincenzo Cadorin e sua moglie Matilde, che animarono la casa-bottega di fondamenta Briati, altre tre generazioni hanno dato impulso a un’affascinante storia di famiglia, dai figli Ettore e Guido Cadorin (il primo scultore, il secondo pittore), l’architetto Brenno del Giudice, il fotografo Augusto Tivoli e la figlia pittrice Livia, i liutai Fiorini, fino a Ida Cadorin in arte Barbarigo e a Zoran Music, uniti dalla vita e dalla passione per la pittura. È proprio Ida Barbarigo a tessere il filo dei ricordi, quale ultima testimone e allo stesso tempo grande erede di questa dinastia.

Nata nel 1925 da Guido Cadorin, Ida Barbarigo ha raccolto, circondandosene negli anni, opere e testimonianze storiche della famiglia che sono in realtà uno straordinario patrimonio d’arte e conoscenza. Oltre 200 di questi lavori sono esposti per l’occasione nella casa-museo di Mariano Fortuny, vero crocevia di arti, lungamente frequentata in gioventù da Ettore e Guido Cadorin, a rievocare un lessico familiare di cui veniamo eccezionalmente resi partecipi, e che ci permette di accostarci a illustri amici che frequentavano la casa paterna, come Malipiero, Pirandello, Kokoschka.

Nata da un’idea di Daniela Ferretti, che ha curato anche il catalogo, questa affascinante esposizione è stata affidata a Jean Clair, Accademico di Francia e amico di famiglia che ha avuto il privilegio di conoscere personalmente gli ultimi protagonisti di un’irripetibile epopea artistica. È stato lui a selezionare le opere, provenienti dalla casa-studio di Ida che trova spazio in uno storico edificio affacciato su Canal Grande, Palazzo Balbi Valier. I visitatori trovano lungo il percorso espositivo disegni e dipinti, fotografie e sculture, avori e terrecotte. E trovano, soprattutto, l’atmosfera di un’epoca dedicata all’arte e alla bellezza.

Ettore Cadorin, Ritratto di Enrico Caruso. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Vincenzo Cadorin, Crepuscolo – 1903. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Vincenzo Cadorin, Fiorera –1903. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Guido Cadorin, Ritratto del padre – 1910. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Guido Cadorin, L'idolo – 1911. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny)

Guido Cadorin, Trittico: Carne, carne e sempre carne. I bevitori – 1914. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Livia Tivoli, Senza titolo (fronte) – 1911. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Livia Tivoli, Senza titolo –1911. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Zoran Music, Terre Dalmate –1958.  (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Zoran Music, Ida –1982. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny)

Zoran Music, Doppio ritratto – 1990. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Ida Barbarigo, Construction (La ville) – 1955. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Ida Barbarigo, Erma – 1984. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny) Ida Barbarigo, Terrestri – 2002. (foto Claudio Franzini/Palazzo Fortuny)

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