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Un’iniziativa di grande valore dietro la nascita del vino DiVento

 

di Inge E. Blumenthal

Valeria Fasoli, Presidente dell'Associazione Donne della Vite. (foto Donne della Vite) Clementina Palese,  agronoma e giornalista. (foto Donne della Vite) La livornese Alessandra Biondi Bartolini, agronoma e divulgatrice scientifica. (foto Donne della Vite)

L'uva per la produzione del nuovo vino DiVento. (foto Donne della Vite) La vendemmia 2016 che ha portato alla produzione di  oltre1200 bottiglie di bianco aromatico. (foto Donne della Vite) L'etichetta del DiVento, bianco sostenibile e solidale. (foto Donne della Vite)

Le ragazze ospitate alla Casa Anita a Ngong nei pressi di Nairobi in Kenya. (foto Donne della Vite) Il comitato direttivo di Donne della Vite al Castello di Monsanto, da sinistra: Costanza Fregoni, Valeria Fasoli, Giulia Tamai, Alessandra Biondi Bartolini, Laura Passera, Clementina Palese, Lorena Troccoli e la padrona di casa Laura Bianchi di Castello di Monsanto. (foto Donne della Vite) Le Donne della Vite a Vinitaly 2016 con il pluripremiato agronomo Mario Fregoni. (foto Donne della Vite)

L’Associazione Donne della Vite compie un anno di vita e con la vendemmia 2016 crea il vino DiVento, che si contraddistingue per un’attenzione particolare alla sostenibilità, dalla scelta delle uve, ottenute con metodi di coltivazione a basso impatto ambientale, alla vinificazione e al packaging, realizzato con materiali provenienti da materie prime rinnovabili e riciclabili. Il nuovo vino ha il grande pregio di essere anche solidale, perché l’associazione ha deciso che con i proventi delle vendite sarà finanziata la “Casa di Anita” (intitolata alla memoria di Anita Pavesi, giudice onorario del Tribunale dei Minori di Milano, scomparsa nel 1998 dopo venti anni di straordinario impegno sociale), un progetto della onlus Amani, che in Kenya offre ospitalità alle bambine di strada.

Alessandra Biondi Bartolini, una delle socie fondatrici delle Donne della Vite, non ha esitato a illustrarne le caratteristiche: “DiVento annata 2016 sarà un bianco aromatico, ottenuto dalla vinificazione di uve prodotte con tecniche agronomiche a basso impatto ambientale e con l’applicazione delle migliori tecniche di vinificazione e di controllo disponibili in campo enologico. Assaggiando il mosto che diventava vino e sentendone i profumi, ho capito che per aiutare le bambine africane a recuperare la leggerezza dell’infanzia, DiVento non poteva essere che così: fresco, intenso e profumato”.

L’Associazione Donne della Vite è stata fondata nel gennaio 2016, senza fini di lucro. Tra i suoi intenti fondamentali, come si legge nello statuto che le ha dato vita, quello di diffondere e valorizzare la cultura viticola ed enologica attraverso il coinvolgimento del mondo femminile di operatrici del settore vitivinicolo; di promuovere, valorizzare e tutelare la professionalità femminile del settore vitivinicolo, in un'ottica di pari opportunità; di evidenziare e valorizzare gli aspetti di etica, estetica e bellezza legati al mondo della vite; di favorire l'incontro fra produttrici vitivinicole, operatrici del settore viticolo ed enologico e il pubblico finale.

La presidente dell’associazione, Valeria Fasoli, ha tenuto a precisare che “il filo conduttore è il desiderio di creare lo spazio e la cultura per un sistema di valori nei quali crediamo sia possibile collocare agricoltura e vitivinicoltura in particolare. È questo il nuovo luogo, in cui principi e regole sono diversi, nel quale invitiamo donne e uomini ad entrare”. Da parte sua, la vicepresidente Clementina Palese ha osservato che “il paesaggio viticolo nel suo valore e significato ampio di conservazione dell’ecosistema si inscrive perfettamente nel perimetro di principi che ci siamo date”, e ha aggiunto: “Un paesaggio viticolo bello da guardare evoca emozioni che si trasmettono inconsciamente fino alla qualità percepita del vino”.

Le donne che l’associazione intende coinvolgere sono agronome, enologhe, giornaliste, comunicatrici, ricercatrici, analiste, ristoratrici, sommelier, ma anche creative. Il loro denominatore comune è la vite e tutto il mondo che gira intorno ad essa, in un’ottica “di condivisione e reciproco riconoscimento, di creatività e innovazione, di comunicazione e anche di capacità di fare”. Tra gli iscritti all’associazione risultano, tuttavia, già parecchi uomini, segno evidente che la bellezza del paesaggio incentrato sulla vite è un valore da condividere senza esclusione di genere.


www.donnedellavite.com


 

 

 




 



 



 

 

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