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Un libro una città: Milano
“L’integrazione” di Luciano Bianciardi (Feltrinelli)

di Bruga

 

Il libro di Luciano Bianciardi, Bompiani 1960. Nel suo secondo romanzo, “L’integrazione”, nel 1960 lo scrittore grossetano Luciano Bianciardi racconta, in chiave parzialmente autobiografica, il tentativo di due fratelli maremmani, Marcello e Luciano, di inserirsi nell’ambiente intellettuale milanese e in particolare in una nascente casa editrice che non si fatica a individuare come la Feltrinelli. La casa editrice, dunque, e non la Fondazione, nata un po’ prima, nel 1949, come Biblioteca Feltrinelli per lo studio della storia contemporanea. Ma in quegli anni l’osmosi fra le varie attività era notevole.

Ebbene, ora la Fondazione, ben distinta dall’attività editoriale e forte dei suoi numerosi decenni di storia, si trasferisce in un nuovo grande edificio d’autore e si apre in maniera molto più evidente alla città. L’inaugurazione dell’edificio di cinque piani, firmato da Herzog e De Meuron in viale Pasubio, a pochi passi da Corso Como e da Eataly Smeraldo, è avvenuta poco prima di Natale, mentre ancora una buona parte dell’edificio e della zona antistante era da completare. Per la rimozione del cantiere occorrerà un po’ di tempo, e tuttavia anche questa apertura, con l’inizio di tante attività pubbliche della Fondazione e la possibilità di ammirare il lungo edificio “trasparente”, segna un ennesimo passaggio importante della rinascita milanese (www.fondazionefeltrinelli.it).

Bernardo Bellotto, Veduta di Verona con Castelvecchio e il ponte Scaligero da monte dell’Adige (part.) - XVIII sec.  (foto Bruga) Bernardo Bellotto, Il Castello Sforzesco, Milano (part.).  (foto Bruga) Bernardo Bellotto, Veduta del vecchio ponte sul Po a Torino (part.). (foto Bruga)

Bernardo Bellotto, Veduta di Varsavia con la Chiesa del Santissimo Sacramento (part.), 1778. (foto Bruga) Arturo Ferrari, Nella vecchia via o Via San Bernardino in Milano, 1912.  (foto Bruga)

Nello stesso modo non molto tempo fa era stata letta l’apertura del Museo Gallerie d’Italia in piazza della Scala, dentro i locali di inizio Novecento della Banca Commerciale Italiana e in quelli ancora precedenti (Sette-Ottocento) di altri palazzi collegati. Fino al 5 marzo, insieme alle collezioni permanenti che raccontano l’arte dei due secoli passati, con opere già di per sé significative che ricevono ulteriore prestigio dallo splendido “contenitore”, i visitatori possono ammirare una bellissima mostra temporanea che mette insieme due artisti, Canaletto e Bellotto, che nella vita furono zio e nipote, ma furono anche maestro e discepolo e addirittura tentarono di diventare intercambiabili per far fronte al successo travolgente delle loro opere. Nessuno come loro riuscì a precorrere la fotografia e a rendere i paesaggi con altrettanta precisione e vivacità. E se del Canaletto scopriamo altri soggetti, oltre a quelli celeberrimi di Venezia, del nipote Bernardo Bellotto possiamo seguire i tantissimi spostamenti sia in Italia che in Europa, dove frequentò le maggiori corti e dipinse le capitali più belle. Tanto che, come sanno i turisti che negli ultimi anni sono passati per Varsavia o per Dresda, le ricostruzioni postbelliche di queste due città sono state effettuate proprio sulla base dei paesaggi di Bellotto. Dalla mostra apprendiamo che ciò avvenne anche durante la sua vita, in seguito alle guerre che purtroppo anche nel Settecento non mancavano …

Palazzo Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. (foto Bruga) Palazzo Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, particolare. (foto Bruga) Veduta dall'interno del Palazzo. (foto Bruga) La libreria della Fondazione. (foto Bruga)

La mostra, molto ricca e ben organizzata, permette anche di ammirare una sede bancaria di cento anni fa: un vero gioiello dell’architetto Luca Beltrami, che grazie a questa destinazione museale è stato perfettamente conservato e dimostra ancora un grande fascino (www.gallerieditalia.com).

Particolare del soffitto di uno dei saloni. (foto Bruga) Veduta di uno dei saloni. (foto Bruga) Sculture moderne in uno dei saloni.  (foto Bruga)

Particolare del soffitto. (foto Bruga) L'allestimento della Mostra alle Gallerie d'Italia. (foto Bruga)

www.turismo.milano.it



 

 









 

 

 

 

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