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di Luisa Sodano

 

Verona, l'Arena. (foto Bruga) La chiesa di San Fermo. (foto Bruga) L'altare della chiesa di San Fermo. (foto Bruga)

La navata centrale. (foto Bruga) La chiesa di Sant'Anastasia. (foto Bruga) Un'acquasantiera sorretta da un gobbo. (foto Bruga)

Un'acquasantiera sorretta da un gobbo. (foto Bruga) Affreschi all'interno della chiesa. (foto Bruga) Chiesa San Giovanni in Fonte. (foto Bruga) Complesso della Cattedrale. (foto Bruga)

Nuoce un po’ a Verona essere ingabbiata nella storia dei due amanti shakespeariani (i celeberrimi Romeo e Giulietta) che sarebbe un clamoroso falso storico. Molti turisti vengono nella città scaligera solo per vedere e scattare foto delle case dei due sfortunati giovani e della tomba di Giulietta; al massimo danno un’occhiata distratta alla magnifica Arena, terzo anfiteatro italiano per dimensioni dopo il Colosseo e quello di Capua, per poi raggiungere altre mete.

Verona riserva invece scorci incantevoli, come quello che si gode dal colle di San Pietro nella zona detta di Veronetta alla sinistra dell’Adige, o anche tranquille passeggiate quali il percorso, da fare rigorosamente a piedi, che si snoda da Castelvecchio, sede del Museo d’Arte (http://museodicastelvecchio.comune. verona.it), fino alla basilica di San Zeno Maggiore (www.basilicasanzeno.it), che si affaccia sull’omonima piazza con le sue sobrie linee romaniche. Di San Zeno ricordavo soprattutto la pala Correr, splendida opera del Mantegna, ma sono da ammirare anche la facciata con il grande rosone figurato, gli eccezionali portali di bronzo e le decorazioni scultoree, nonché il chiostro, anch’esso romanico, e un antico luogo molto suggestivo, chiamato chiesa di San Benedetto.

La basilica dedicata al vescovo Zeno, di origine africana, non è l’unica chiesa storica che consiglio di visitare a Verona. Da non perdere il complesso della Cattedrale, vicino al ponte Pietra di epoca romana, che custodisce un’”Assunta” del Tiziano e una marmorea vasca battesimale ottagonale mirabilmente scolpita, e la chiesa gotica di Sant’Anastasia, dove mi sono rimasti impressi i singolari gobbi acquasantiera e il delicato affresco “San Giorgio e la Principessa” di Pisanello, che incontriamo ancora nella chiesa di San Fermo, con il particolare fascino esercitato dalle quattro navate della chiesa inferiore.

Piazza delle Erbe. (foto Bruga) Panorama dal Colle di San Pietro. (foto Bruga) Piazza delle Erbe colonna del mercato. (foto Bruga)

Piazza delle Erbe colonna di San Marco. (foto Bruga) Piazza delle Erbe fontana di Madonna Verona.  (foto Bruga) Salumeria Albertini. (foto Bruga)

Ovviamente non si può trascurare a Verona un passaggio a Piazza delle Erbe, da sempre cuore pulsante della città, dominata dalla fontana di Madonna Verona e arricchita da vari simboli di aggregazione sociale e politica: dalle colonne del Mercato e di San Marco al cinquecentesco baldacchino per le investiture pubbliche (la “berlina”). Da sempre vocata ad attività artigianali e commerciali, Verona offre pure il gusto di varie botteghe storiche; solo per citarne alcune, ricordiamo la coltelleria Calcagni, in Largo Pescheria Vecchia 3, con la sua caratteristica vetrina semovente, l’antica salumeria G. Albertini, in Corso Sant’Anastasia 41/A, la drogheria Emaldi, in Via San Paolo 6 (www.drogheriaemaldi.it), impregnata dei tanti e diversi odori delle sue spezie, o ancora la settecentesca tipografia alle Arche, in Via Santa Maria in Chiavica 3 (www.tipoarche.com). Altre ne potrete scoprire da soli, grazie anche a un opuscolo-guida messo a disposizione dal Comune (per informazioni telefonare al numero 045-8077873).

www.turismoverona.eu



 

 

 

 

 

 

 

 

 





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