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dell’Astrologa Martina

Nato sotto il segno del Leone, Stanley Kubrick è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi registi della storia del cinema.

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Nel 1960, Kirk Douglas era una delle stelle di Hollywood in maggiore ascesa: attore vigoroso e già esperto, aveva al suo attivo film importanti e tre nomination all’Oscar come miglior attore (che non avrebbe mai vinto). Il suo aspetto volitivo e la sua energia lo avevano reso adatto a molti ruoli in film di guerra e western, ma Douglas era ambizioso, e aveva fondato una sua casa di produzione con l’obiettivo di finanziare lui stesso i progetti di cui era più convinto.

Stanley Kubrick nel 1949 già fotografo affermato all'età di 21 anni. (foto Library of Congress) Kirk Douglas nel film Orizzonti di gloria diretto da Kubrick nel 1957, dvd MGM 2002. Kubrick e Douglas concordano una scena di Spartacus, 1960. (foto Archivio Kubrick) James Mason e Sue Lyon in Lolita, film del 1962. (foto Archivio Kubrick)

Non avendo ottenuto la parte di protagonista nel fortunato Ben Hur, decise di produrre Spartacus, un colossal ambientato nell’antica Roma, e pensò di rivolgersi al regista Anthony Mann, autore di numerosi western di successo, ma ben presto si rese conto di aver commesso un errore e licenziò il regista dopo appena una settimana di riprese. Al suo posto, decise di chiamare un giovane e brillante regista con cui aveva già collaborato tre anni prima in Orizzonti di gloria: Stanley Kubrick.

Peter Sellers sul set de Il Dottor Stranamore, film satirico-grottesco del 1964. (foto Archivio Kubrick) Un fotogramma di 2001 Odissea nello spazio esposto alla mostra itinerante Stanley Kubrick Exhibition. (foto Deutsches Filmuseum) Il poster del film fantapolitico Arancia Meccanica, sceneggiato e diretto da Kubrick nel 1971. (foto Archivio Kubrick)

Kubrick, per temperamento e formazione, era molto diverso da Douglas: nato a New York il 26 luglio del 1928, figlio di un medico e dotato di una brillante intelligenza, era insofferente ai metodi scolastici e non frequentò mai l’università, dedicandosi alla propria passione per la letteratura, la fotografia e il gioco degli scacchi, che aveva appreso dal padre. Dopo alcune opere giovanili, Stanley aveva diretto Rapina a mano armata, che aveva attirato l’attenzione dei critici ma non ebbe successo commerciale. Il successivo Orizzonti di gloria, un film di guerra antimilitarista, rese definitivamente chiaro agli addetti ai lavori il talento del regista e gli valse l’attenzione di Hollywood.

Ryan O'Neal è Barry Lyndon dell'omonimo film del 1975. (foto Archivio Kubrick) I costumi di Barry Lyndon in mostra a Mexico City. (foto Cineteca Nacional Mexico City) La locandina del thriller-horror Shining, 1980. (foto Archivio Kubrick)

Spartacus, i cui costi finirono per lievitare anche grazie all’intervento nella produzione della Universal, fu un grande successo al botteghino e vinse quattro Oscar, fruttando al regista la consacrazione e una nomination ai Golden Globe. Per Kubrick, però, fu anche l’occasione per convincersi che lavorare nelle produzioni di Hollywood non gli avrebbe consentito la libertà artistica di cui sentiva di aver bisogno: si sarebbe trasferito in Inghilterra già a partire dal film successivo, Lolita, un film dal tema “scandaloso” con James Mason, nel quale recitava anche Peter Sellers, che fu poi protagonista assoluto nel 1964 dello straordinario Il dottor Stranamore.

Full Metal Jacket, film di guerra ambientato in Vietnam sceneggiato e diretto da Kubrich nel 1987. (foto Archivio Kubrick) Eyes Wide Shut, ultimo lavoro di Kubrick nel 1999, anno della sua scomparsa, dvd Warner Bross. Emilio D'Alessandro racconta il suo rapporto umano e professionale con Kubrick nel libro Stanley Kubrick e me, Il Saggiatore 2012.

Da allora, ciascuna opera di Kubrick è stata un capolavoro, sempre frutto di una lunga preparazione e di un perfezionismo implacabile che lo conduceva a esercitare un controllo totale su ogni aspetto artistico dei suoi film. 2001 Odissea nello spazio, Arancia meccanica, Barry Lyndon, Shining, Full Metal Jacket sono capisaldi spesso irripetibili ciascuno in un diverso genere, e complessivamente i pur relativamente pochi film girati da Stanley Kubrick costituiscono un’opera senza uguali, che per molti critici pone l’autore al vertice assoluto della storia del cinema. Una costante del suo lavoro fu basare i suoi film su opere letterarie, in grado di offrirgli una struttura narrativa solida su cui appoggiare la sua inimitabile abilità filmica. «Creare una grande storia è una specie di miracolo. Io non ne ho mai scritta una, ed è probabilmente per questo che ne ho così tanto rispetto», dichiarò a questo proposito il regista.

Leone, segno zodiacale di Stanley Kubrick.

Nella vita privata, Kubrick fu un uomo riservato, estremamente dedito al lavoro e lontano dallo star system. Si sposò e divorziò due volte prima dei trent’anni, poi nel 1958 sposò l’attrice Christiane Harlan con la quale restò per tutta la vita e dalla quale ebbe due figlie. Mentre la sua cultura e la sua opera conservarono sempre un’impronta statunitense, la vita in Inghilterra si adattava perfettamente alla sua vocazione per la privacy, che spingeva ai limiti della stravaganza, evitando apparizioni pubbliche e anche interviste («Non amo le interviste. Capita sempre che le tue parole siano riportate male, o, peggio ancora, che siano riportate esattamente», disse una volta). A un giornalista, facendo riferimento all’amore del marito per gli strumenti tecnici del mestiere, la moglie confidò: «Stanley sarebbe felice di possedere otto registratori e un solo paio di pantaloni».

Nato sotto il segno del Leone con ascendente Scorpione, di questa combinazione zodiacale Kubrick presentava la tenacia, il senso del dovere, la forza e l’ambizione. Alla sua tendenza a non apparire e a tenersi nascosto, tipica dello Scorpione, abbinava il coraggio e l’autorevolezza del Leone. Luna in Scorpione nel tema natale potenziava la sua forza di volontà, e gli conferiva profondità di analisi e un potente fascino magnetico, come pure una scarsa attenzione all’esteriorità. La presenza di Marte in Toro ne rafforzava la determinazione, la perseveranza e l’estrema attenzione ai dettagli, così come l’attitudine alla riflessione e all’interesse per i misteri dell’animo umano, tratti, questi ultimi, amplificati da Saturno in Sagittario.

La grande inventiva, l’immaginazione fervida e aperta alle suggestioni, la straordinaria capacità di suscitare emozioni coinvolgenti espressa nella sua opera artistica, erano dovute a Mercurio in Cancro; l’inclinazione all’arte e all’indagine introspettiva erano consolidate da Nettuno in Leone. Giove in Toro conferiva a Kubrick fermezza di principi e di idee e ne garantiva la riuscita professionale e il successo.
L’autonomia, l’indipendenza e il bisogno di avere assicurata la libertà di azione gli derivavano da Urano in Ariete, la creatività da Plutone in Cancro; Venere in Leone, infine, influiva positivamente sulla sua dedizione appassionata al lavoro.

Stanley Kubrick morì d’infarto nel 1999, appena terminato il suo ultimo, discusso film Eyes Wide Shut, con Tom Cruise e Nicole Kidman. Le esequie ebbero luogo con una cerimonia privata, senza la partecipazione della stampa, e fu sepolto nella sua proprietà, accanto al suo albero preferito. La sua opera rimane un punto di riferimento per tutti gli autori cinematografici ed è ormai leggendaria; secondo Steven Spielberg, «nessuno ha mai saputo girare film meglio di lui».



 

 

 

 





 

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