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Una grande mostra al Vittoriano di Roma
rende omaggio al geniale artista

di Eugenia Sciorilli

Ritratto del padre Antonio Boldini, 1867. (foto Collezione privata/Complesso del Vittoriano Roma) L'amico fedele, 1872 circa. (foto Collezione privata/Complesso del Vittoriano Roma) Coppia in abito spagnolo con due pappagalli, 1873 circa. (foto Collezione Arte Banca Carige/Complesso del Vittoriano Roma) Signora con ombrellino, 1876 circa. (foto Palazzo Foresti, Carpi/Complesso del Vittoriano Roma)

L'amazzone, 1878. (foto Galleria Arte Moderna Milano/Complesso del Vittoriano Roma) Due marinai, 1880 circa. (foto Collezione privata/Complesso del Vittoriano Roma) Ritratto di signora, 1880. (foto Galleria Arte Moderna Ricci Oddi/Complesso del Vittoriano Roma) Ritratto di danzatrice spagnola Anita De La Feria, 1901. (foto Collezione privata/Complesso del Vittoriano Roma) Il vestito da ballo, 1904 circa. (foto Fondazione Cariparma/Complesso del Vittoriano Roma)

Castiglioncello, 1910. (foto Collezione privata/Complesso del Vittoriano Roma) Ritratto di Donna Franca Florio, 1901-1924. (foto AMT Real Estate/Complesso del Vittoriano)

Oli, pastelli, disegni, incisioni: la magnifica produzione artistica di Giovanni Boldini, e di altri artisti suoi contemporanei, si presenta nella cornice del Vittoriano (Ala Brasini) a Roma dal 4 marzo al 16 luglio 2017, rivelandosi - grazie alle oltre 150 opere presenti - una delle più spettacolari esposizioni antologiche degli ultimi decenni.

Giovanni Boldini nacque a Ferrara nel 1842 da padre pittore e restauratore, e studiò arte a Firenze, entrando in contatto con i Macchiaioli. A 29 anni si trasferì a Parigi, e i biografi indicano nell'influenza di Degas la svolta del suo percorso artistico, che tuttavia con il passare degli anni non impedisce l'affinamento di una tecnica sempre più personale e originale nell'uso di tavolozza e pennelli. Il fascino femminile, gli abiti sontuosi e fruscianti, la Belle Époque, i salotti, l’attimo fuggente: è il travolgente mondo di Giovanni Boldini, genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca irripetibile e affascinante. Esistenza longeva, la sua: morì infatti a Parigi nel 1931, dopo aver vissuto in diverse città e acquisito grande successo.

Le opere presenti in questa grande retrospettiva - tra cui le celebri La tenda rossa (1904), Signora che legge (1875), Ritratto di signora in bianco (1889), Signora bruna in abito da sera (1892 ca.), Ritratto di Madame G. Blumenthal (1896) - provengono dai principali musei internazionali quali il Musée d’Orsay di Parigi, l’Alte Nationalgalerie di Berlino, il Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, gli Uffizi di Firenze, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e da prestigiose collezioni private, difficilmente accessibili. Sessanta diversi prestatori, sapientemente coordinati in quattro anni di lavoro (questo il tempo di preparazione della mostra) da Tiziano Panconi – autore del catalogo ragionato di Boldini del 2002 – con la collaborazione di Sergio Gaddi.

Antonio de La Gandara, Ritratto di Madame Remy Salvator. (foto Museo Belle Arti Marsiglia/Complesso del Vittoriano Roma) Telemaco Signorini, Rendez-vous nel bosco, 1873. (foto Palazzo Foresti Carpi/Complesso del Vittoriano Roma) Joaquin Arujo Ruano, Scena in cortile  1878. (foto Arcuti Fine Art Roma/Complesso del Vittoriano Roma) Francesco Vinea, Colpo di vento  1882 circa. (foto Palazzo Foresti Carpi/Complesso del Vittoriano Roma)

In mostra anche 30 opere di artisti contemporanei a Boldini, quali Cristiano Banti, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe De Nittis, Antonio de La Gandara, Paul-César Helleu, Telemaco Signorini, James Tissot, Ettore Tito, Federigo Zandomeneghi.

Ospite d’eccezione al Vittoriano anche il capolavoro simbolo della Belle Époque: la grande tela dedicata a Donna Franca Florio, realizzata tra il 1901 ed il 1924. Nel 1901 Ignazio Florio, erede di una delle più importanti famiglie imprenditoriali siciliane, affida a Boldini il compito di ritrarre sua moglie Franca, donna di singolare fascino e bellezza. L'artista si reca a Palermo ed esegue il ritratto, che però non piace a Ignazio: lo giudica troppo sensuale e provocatorio e decide quindi di non pagare il lavoro. Boldini si rimette all’opera eseguendo una seconda versione del dipinto, che questa volta piace a Don Ignazio. L’opera è presentata alla Biennale di Venezia nel 1903, ma nel tempo se ne perdono le tracce.

A distanza di anni Boldini, su richiesta della stessa Donna Franca, riprende la prima versione del ritratto, conservata da sempre nel suo atelier, realizzando il dipinto nella sua forma definitiva, quella nota a tutti. Tra il 1927 e il 1928, il quadro, in seguito alla rovina finanziaria della famiglia Florio, viene comprato dal Barone Maurice de Rothschild; dal 2006 fu esposto a Villa Igiea a Palermo. Attualmente il dipinto è coinvolto in una procedura giudiziaria, ed è eccezionalmente prestato alla mostra.

Oltre al celebre ritratto di Franca Florio, decine di altre tele straordinarie si possono ammirare nelle sale della mostra, che è stata organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio.

www.ilvittoriano.com