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L'Alta Valle del Tevere accoglie un'agronoma,
la Valle dell'Isonzo ospita una chef

 

di Inge E. Blumenthal

Un'archeologa degli alberi

L'edizione 2017 dei Premi Nonino, promossi dalla celebre azienda produttrice di grappe, ha accolto tra i suoi vincitori Isabella Dalla Ragione, agronoma e fondatrice - insieme al padre Emilio - della Fondazione Archeologia Arborea onlus. A lei, infatti, è stato consegnato il Premio Internazionale Nonino Risit d'Aur, per la sua preziosa attività ormai trentennale in difesa di antiche e ormai ignorate piante da frutto. Perché questo impegno così tenace e appassionato? Lo spiega lei stessa: "Perché abbiamo creduto che fosse necessario prendersi la responsabilità di salvare e conservare non solo il patrimonio genetico vegetale ma anche il sapere tradizionale e la cultura rurale, perché crediamo che senza le nostre radici colturali e culturali non ci sia futuro sostenibile". 

L'agronoma Isabella Dalla Ragione vincitrice del Premio Internazionale Nonino Risit d'Aur 2017. (foto Fondazione Archeologia Arborea) La sede della Fondazione a San Lorenzo di Lerchi nei pressi di Città di Castello. (foto Fondazione Archeologia Arborea)

La mela rosona, varietà di forma schiacciata adatta per il consumo fresco, per la cottura e per la realizzazione di composte. (foto Fondazione Archeologia Arborea) La pera volpina, frutto rustico usato per la cottura e la conserva. (foto Fondazione Archeologia Arborea) L'uva delle vecchie, grappolo di colore giallo chiaro, molto succoso e dolce. (foto Fondazione Archeologia Arborea) Isabella Dalla Ragione autrice del libro Frutti ritrovati – 100 varietà antiche e rare da scoprire, Mondadori Arte 2010.

Grazie alla dedizione e al talento di Isabella Dalla Ragione, che fino al 2007 ha lavorato in questa impresa a fianco del padre pittore (morto nella primavera di quell'anno), oltre cento varietà locali sono state salvate e recuperate. Tra gli obiettivi della fondazione creata nel 1989, spazio privilegiato è assegnato alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio rurale e del patrimonio culturale, artistico e storico della memoria. Nell'orto-frutteto coltivato da Isabella presso la località umbra di San Lorenzo di Lerchi, a poca distanza da Città di Castello, sono oltre 400 le piante messe a dimora, di cui molte a rischio di estinzione. Chi si iscrive alla fondazione, può adottare una pianta del frutteto, rendendosi compartecipe di un'azione di salvaguardia ambientale. Quasi superfluo aggiungere che gli ettari di terreno su cui sorge il frutteto non rappresentano soltanto un gioiello naturale dell'Alta Valle del Tevere, ma anche un eccezionale laboratorio di biodiversità.

www.archeologiaarborea.org



Una chef in Slovenia

Ana Roš, ovvero la tradizione reinventata. Il compenso? La nomina, nel gennaio scorso, a World's Best Female Chef 2017, una riconoscenza che le verrà consegnata il 5 aprile prossimo in occasione dell'evento The World's 50 Best Restaurants, in programma a Melbourne. Slovena, di famiglia colta e benestante, destinata a una carriera diplomatica dopo una laurea conseguita all'Università di Trieste, poliglotta (parla cinque lingue), Ana Roš ha visto i suoi sogni di ambasciatrice eclissarsi quando ha scelto di vivere accanto al suo Valter in un angolo della Valle dell'Isonzo, a mezz'ora di auto dal confine con l'Italia. Per la precisione, la località è Kobarid, da noi meglio nota come Caporetto (sì, proprio il luogo della fatidica disfatta). 

Un tratto della Valle dell'Isonzo. (foto Hisa Franko) Ana Ros, nominata World's Best Female Chef 2017. (foto Slovenia Info) La Casa Hisa Franko in località Caporetto. (foto Hisa Franko)

Una sala interna del ristorante Hisa Franko. (foto World's 50Best) Una creazione di Ana Ros. (foto Hisa Franko) Scelta di vini sloveni e biodinamici al ristorante Hisa Franko. (foto Hisa Franko)

Valter Kramar, suo marito, è maître e sommelier, mentre Ana governa le cucine di Hiša Franko, il ristorante che è ormai assurto a tempio della gastronomia slovena. Il segreto di tutto è la passione di Ana nel dedicarsi alla valorizzazione degli ingredienti locali, come le erbe di campo o la trota, ma con accostamenti insoliti e creativi, come c'insegna la sua ricetta più famosa: Calamari con animelle di agnello, aglio nero, noci caramellate e spuma al formaggio di fossa. Una scommessa vinta, la sua, se dopo tante protagoniste di importanti realtà urbane, come Dominique Crenn (San Francisco), Hélène Darroze (Parigi) e Helena Rizzo (San Paolo del Brasile), una prestigiosa giuria internazionale ha scelto una chef che sa inventare memorabili ricette gourmet circondata dai boschi, da un orto e un ruscello.

www.hisafranko.com


 

 

 




 



 



 

 

A Tavola con lo Chef