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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

 

Virginia Woolf in un ritratto fotografico del 1927. (foto Harvard Theater Collection, Harvard University) Vanessa Bell, pittrice, membro del Bloomsbury Group e sorella di Virginia. (foto GC Beresford) Virginia e Leonard Woolf nel 1912 all'epoca del loro fidanzamento. (foto National Trust/Monk's House) Virginia nel giardino di Monk's House. (foto Adam Nicolson/Monk's House) Il faro di Godrevy, fonte d'ispirazione del romanzo Gita al faro. (foto University of North Carolina)

La prima edizione di Onde pubblicata dalla Hogarth Press, casa editrice fondata da Leonard e Virginia. (foto (foto National Trust/Monk's House) Un ambiente interno della Monk's House nell'East Sussex. (foto National Trust/Monk's House) La versione italiana edita da Longanesi nel 1951 del romanzo The Voyage out. Il film drammatico Mrs. Dalloway tratto dall'omonimo romanzo di Virginia Woolf, dvd 01 Distribution.

L'attrice britannica Tilda Swinton è Orlando, trasposizione cinematografica del romanzo dedicato alla poetessa Vita Sackville-West, dvd Mikado Films. Oscar 2003 a Nicole Kidman per la sua interpretazione di Virginia Woolf nel film The Hours diretto da Stefen Daldry, dvd Miramax. Il saggio Una stanza tutta per sé, Feltrinelli 2013. Acquario, segno zodiacale di nascita di Virginia Woolf.

«Una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé per poter scrivere». In questa rivendicazione, famosa nella sua semplice radicalità, e sviluppata con passione femminista nel saggio Una stanza tutta per sé, è forse riconoscibile molto della personalità sfaccettata, inafferrabile, vulnerabile eppure indipendente e tenace di una scrittrice universalmente annoverata tra i grandi della letteratura inglese del Novecento: Virginia Woolf.

Nata il 25 gennaio 1882 a Londra, Adeline Virginia Stephen era figlia di genitori pienamente inseriti nella vita culturale inglese: il padre, Sir Leslie Stephen, era un importante storico e critico letterario, mentre la madre, Julia Prinsep, aveva relazioni nel mondo delle arti figurative, essendo stata modella di diversi pittori della scuola preraffaellita. Entrambi avevano alle spalle un precedente matrimonio e oltre ai quattro figli nati dal loro matrimonio la famiglia era costituita dai figli di primo letto dei due. Virginia nel corso della sua vita mantenne un legame molto forte con il fratello Adrian e soprattutto con la sorella Vanessa.

L’ambiente familiare consentì quindi a Virginia di sviluppare la sua curiosità intellettuale, e di studiare fin da piccola i classici e la letteratura inglese grazie alla ricchissima biblioteca paterna. Sebbene rimpiangesse per tutta la vita di non aver potuto, a differenza dei fratelli maschi, laurearsi in un corso universitario formale, Virginia fu una lettrice appassionata e, anche frequentando i corsi del King’s Ladies Department del King’s College, si formò una cultura che non aveva niente da invidiare a quella di un laureato. Contemporaneamente alla sua formazione intellettuale, il suo temperamento naturale e alcuni eventi tragici, come la morte della madre e quella della sorellastra Stella, fecero maturare in lei una forma di disturbo bipolare che, dopo la morte anche del padre nel 1904, sfociò in una crisi depressiva e un tentativo di suicidio a seguito del quale fu ricoverata in una casa di cura. Ripresasi, e dopo alcuni approcci sentimentali non concretizzatisi in una relazione stabile, Virginia nel 1912 sposò lo scrittore Leonard Woolf, un “ebreo squattrinato” come lei stessa lo definì in una lettera, e con lui fondò la casa editrice Hogarth Press, che avrebbe pubblicato la maggior parte delle sue opere.

In realtà, il maturare della sua vocazione letteraria, a partire dal primo romanzo La crociera, iniziato nel 1910 e pubblicato nel 1915, consentì alla Woolf di incanalare la sua sottile sensibilità psicologica e la sua ricchezza emotiva nella sua arte, adottando uno stile letterario originale e innovativo, che si inseriva nel filone modernista e aderiva alla tecnica del flusso di coscienza, ma con una personale capacità di intrecciare punti di vista e voci dei singoli personaggi, fondendone le identità in un coro. Questa caratteristica fluida dell’identità personale, di cui la Woolf fece esperienza in se stessa, e in particolare di quella sessuale, è esplicitata in Orlando, il romanzo il cui protagonista, oltre ad avere una vita lunga tre secoli, sperimenta la trasformazione da uomo a donna, scegliendo infine di dedicarsi alle lettere e alla poesia. A questa ricerca della spiritualità umana come superiore agli accidenti dell’individualità personale, inclusi i tratti sessuali, in Virginia Woolf coesisteva una sensibilità per la fisicità e la sensorialità che è testimoniata al meglio dai suoi diari e dalle lettere, e che era coerente con la reazione al vittorianesimo di cui i modernisti erano alfieri. Anche nella vita della Woolf, come nella sua opera, le oscillazioni e la fluidità prevalgono sulla struttura di stampo ottocentesco: la vita accanto a un marito non le impedì di essere una paladina dell’emancipazione femminile, né di coltivare un sodalizio intimo e duraturo con la scrittrice Vita Sackville-West (cui Orlando era dedicato), così come i suoi disturbi bipolari non le impedirono una ricca produzione letteraria, sia narrativa che saggistica, spesso innervata da un’appassionata attenzione alla condizione femminile, priva però di indulgenza. Come lei stessa ebbe a scrivere: «È disastroso essere un uomo o una donna punto e basta: bisogna essere una donna virilmente, o un uomo femminilmente».

Nata con il Sole in Acquario, ne possedeva tratti caratteristici come l’autonomia di pensiero, l’indipendenza, il bisogno di sviluppare ed elaborare le proprie idee nel confronto con l’altro, l’originalità, l’amore per la scrittura e per i viaggi. Del segno di nascita manifestava anche una certa difficoltà a scendere nel mondo reale, da cui si distaccava creandone uno interiore con la fantasia e l’immaginazione, tendenza questa accresciuta dalla presenza della Luna in Ariete nel cielo di nascita, che tuttavia rendeva la Woolf anche attiva, estroversa e combattiva. L’Ascendente Gemelli le conferiva capacità comunicativa, curiosità, ironia, Giove in Toro il senso per l’armonia e la bellezza, e l’inclinazione per le arti. Lo spirito vivace, l’alto livello intellettuale e il temperamento battagliero della Woolf erano dovuti a Marte in Gemelli; Mercurio in Acquario la rendeva una donna anticonformista, moderna ed emancipata per i suoi tempi.

Purtroppo la Seconda Guerra Mondiale e la minaccia tedesca che incombeva su tutta l’Europa aggravarono le tendenze depressive della Woolf, specie dopo che in un raid della Luftwaffe la sua casa londinese fu distrutta sotto le bombe. I Woolf, anche a causa della religione di Leonard, vedevano il possibile trionfo del nazismo come la catastrofe definitiva, e in vista di esso mantenevano in casa una riserva di carburante sufficiente a suicidarsi con i gas di scarico dell’automobile. Nel cupo scenario del 1941, Virginia Woolf sentì non riuscire più a tenere a bada i tentacoli della depressione, e il 28 marzo si allontanò da casa per immergersi nelle acque del vicino fiume Ouse, dopo aver riempito di pietre le tasche del suo soprabito. Al marito lasciò una lunga lettera nella quale confessa di sentirsi perdere la salute mentale senza più speranza di recuperarla, e di aver deciso di «fare quello che sembra la cosa migliore», ringraziando Leonard per la sua dedizione, alla quale sente di «dovere tutta la felicità» che ha avuto in vita.

Il corpo di Virginia Woolf fu cremato e le ceneri riposano sotto un olmo, nel parco della casa di campagna dei Woolf nel Sussex, dove la scrittrice aveva creato molte delle sue opere maggiori come La signora Dalloway e Gita al faro, grazie alla tranquillità del luogo, e alla sua stanza tutta per sé.




 

 

 

 





 

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