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Un libro una città: Roma
“Angoli di Roma - Guida inconsueta alla città antica”
di Andrea Carandini (Laterza)

Tappa al Museo Nazionale Romano (Palazzo Massimo)

di Bruga

Angoli di Roma, guida inconsueta dell'archeologo Andrea Carandini, Laterza 2016. La lettura di questo bel libro dell’archeologo Carandini, presidente del FAI, è il perfetto complemento alla visita di una delle gallerie più importanti della capitale, il Museo Nazionale Romano ospitato nell’edificio ottocentesco di Palazzo Massimo, fra la stazione Termini e piazza della Repubblica (o piazza Esedra).

La zona ha il vantaggio di essere facilmente raggiungibile, anche se non è purtroppo fra le migliori di Roma: caotica e assediata dal traffico, benché vicina ad altri monumenti di pregio come le Terme di Diocleziano. In compenso, il museo ospita una delle più importanti collezioni di arte classica a livello mondiale. Essendo nel cuore di Roma, non potrebbe essere altrimenti!

Il museo ha quattro piani, che richiedono come minimo un paio d’ore di visita. 

Affreschi del ninfeo sotterraneo della villa di Livia a Prima Porta (Roma). (foto Bruga) Augusto di via Labicana, ritratto dell'imperatore Augusto in veste di pontefice massimo. (foto Bruga) Statua di Dioniso in bronzo dall'alveo del Tevere. (foto Bruga) Discobolo Lancellotti, copia in marmo dell'originale in bronzo di Mirone. (foto Bruga)

Mosaico pavimentale con testa di Medusa centrale. (foto Bruga) Panoramica della Sala V, sullo sfondo la Sala VI. (foto Bruga)  Niobide degli Horti Sallustiani, raffigura una delle figlie di Niobe nell'atto di cadere a terra. (foto Bruga) Statua di un principe della dinastia seleucide, ritrae un giovane uomo, completamente nudo, appoggiato ad una lancia impugnata nella sinistra. (foto Bruga) Pugile in riposo, la statua bronzea è una scultura greca, datata alla seconda metà del IV secolo a.C. e attribuita a Lisippo. (foto Bruga)

Sarcofago della Mummia di Grottarossa, trovato nel 1964, a nord di Roma, in località Grottarossa, sulla via Cassia, durante alcuni lavori. (foto Bruga) Bambolina di avorio alta 16,5 cm snodabile trovata accanto alla mummia di Grottarossa. (foto Bruga) Sarcofago di Portonaccio, rinvenuto nel 1931 in via delle Cave di Pietralata, nei pressi di Portonaccio, quartiere di Roma lungo la Via Tiburtina. (foto Bruga) Sarcofago di Portonaccio (particolare), il sarcofago doveva essere la tomba di un generale romano impegnato nelle campagne germano-sarmatiche di Marco Aurelio degli anni 172-175. (foto Bruga)

Fra sculture e affreschi, mosaici e monete, c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma alcune opere sono talmente spettacolari da richiedere una visione attenta e, direi, una muta ammirazione non solo per la loro qualità, ma in qualche caso per le vicende storiche che le hanno portate alla nostra attenzione. Penso a un ritrovamento eccezionale e inaspettato come quello del Pugilatore in riposo: una statua meravigliosa, di tarda età ellenistica (II o I secolo AC), ispirata allo scultore greco classico Lisippo, che fu ritrovata alla fine dell’Ottocento nelle fondazioni dell’ex-convento di San Silvestro dalle parti del Quirinale. Immaginate il lento scorrere di quasi due millenni, durante i quali questa magnifica figura di atleta è rimasta sepolta sotto edifici che si sovrapponevano l’uno all’altro ignorandola, e la sorpresa del ritrovamento proprio nel periodo che vide il completo rifacimento di quella zona della neoproclamata capitale del Regno d’Italia!

Ma non è tutto: in rapida successione trovate anche il Principe ellenistico, la Niobide, la grande statua di Augusto, Dioniso, e poi il Discobolo Lancellotti o l’Ermafrodito dormiente, senza dimenticare i sarcofagi, i mosaici, gli affreschi, la ricostruzione della Villa di Livia a Prima Porta o la mummia di Grottarossa, del II secolo DC.

Una collezione, insomma, in grado di competere con quella del Museo Nazionale di Napoli o con l’analogo contenitore di Atene, del quale abbiamo scritto nella puntata di un paio d’anni fa.

Una curiosità che potrebbe lasciare indifferenti i più, ma entusiasmerà certamente gli appassionati di monete antiche: il piano interrato custodisce un’ampia collezione numismatica, che parte dall’età classica e prosegue fino ai primi vagiti dell’euro.

A proposito di Europa, fino alla fine di aprile è aperta – sempre all’interno di Palazzo Massimo – la mostra temporanea “Archaeology & ME – Pensare l’archeologia nell’Europa contemporanea”, piena di spunti di riflessione sul significato di questa disciplina al giorno d’oggi.

archeoroma.beniculturali.it

 

 

 









 

 

 

 

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