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di Eugenia Sciorilli


Sono offerti in primavera, ma proseguiranno fin verso l'autunno i tre appuntamenti con l'arte che vi proponiamo in questo numero: una mostra di "cose d'altri mondi" a Torino (Palazzo Madama), una retrospettiva di Mondrian a L'Aia (Gemeentemuseum), un'antologia dei ritratti di Cézanne a Parigi (Musée d'Orsay).

COSE D’ALTRI MONDI
Raccolte di viaggiatori tra Otto e Novecento
Torino, Palazzo Madama,
dal 6 aprile all'11 settembre 2017

Statuetta africana proveniente dalla collezione del marchese Ainardo di Cavour. (foto Palazzo Madama Torino) Buddha in parinirvana (particolare), Myanmar 1800-1885. (foto Palazzo Madama Torino) Urne funerarie, Messico secoli III-VII. (foto Palazzo Madama Torino) Ventaglio in carta dipinta, Corea 1880 circa. (foto Palazzo Madama Torino)

Si tratta di un viaggio attraverso quattro continenti, illustrato da opere d’arte provenienti dalle ricche collezioni etnografiche del museo e da prestiti di altri musei piemontesi: più di 130 oggetti, in gran parte mai esposti prima d’ora al pubblico. Da reperti archeologici dell’America pre-colombiana a strumenti musicali del continente africano, da pagaie cerimoniali, clave e tessuti in corteccia d’albero provenienti dalle isole dell’Oceania a testi sacri e sculture buddhiste, tutto riconduce a un’epoca in cui con sguardo positivista si studiavano i mondi lontani dall’Occidente e quindi esotici.  Con questa mostra, infatti, si rende omaggio a un periodo storico quasi rivoluzionario, in cui i maggiori musei europei si aprirono ad accogliere reperti e manufatti di popoli e continenti diversi alla ricerca di nuove chiavi di lettura per la propria storia e cultura.

Il percorso espositivo si articola in quattro principali sezioni: Africa, Asia, America e Oceania, e nel suo articolarsi è carico di sorprese e suggestioni, consentendo ai visitatori di scoprire opere esteticamente insolite, e talmente stupefacenti da sembrare oggetti attinenti a certa illustrazione fantasy contemporanea o persino progettati da culture extraterrestri.
www.palazzomadamatorino.it

 

LA SCOPERTA DI MONDRIAN
L'Aia, Gemeentemuseum,
dal 3 giugno al 24 settembre 2017

Piet Mondrian, Broadway Boogie-Woogie  (1942-1943). (foto Museum of Modern Art,  New York) Piet Mondrian, Composizione con Piano Rosso Grande, 1921. (foto Haags Gemeentemuseum) Piet Mondrian, Lily, 1921. (foto Haags Gemeentemuseum)

Piet Mondrian, Victory  Boogie-Woogie (1943-1944). (foto Collezione Tremaine) Piet Mondrian, Mulino al sole, 1908. (foto Haags Gemeentemuseum) Piet Mondrian, La nuvola rossa, 1907. (foto Haags Gemeentemuseum)

Questo importante tributo all'arte di Piet Mondrian equivale a un grande viaggio che coinvolge quattro città: Amsterdam, Parigi, Londra e New York, ovvero le città in cui l’artista ha dato libero sfogo al proprio genio e che gli hanno permesso di scoprire come rivoluzionare l’arte del ventesimo secolo. Amsterdam lo ospita negli anni giovanili, quando studia alla Rijksakademie (Accademia delle Belle Arti) di Amsterdam, dove si diploma nel 1895.

Parigi, invece, è la città che lo accoglie nel 1911. All'età di 39 anni, per immergersi nella vita parigina Mondrian rompe drasticamente con il passato, lasciando il lavoro e rompendo il fidanzamento. L’incontro con il cubismo di Pablo Picasso lo spinge a continuare nella propria direzione e ad osare ulteriormente con l’astrazione. Nel 1938 Mondrian si trova a dover lasciare Parigi per Londra, minacciato dal regime nazista che definisce le sue opere "arte degenerata". Durante il suo soggiorno londinese mantiene le sue abitudini: lavoro intenso, ma altrettanto intensa vita sociale. Nei jazz club che frequenta, a fargli compagnia nelle serate di musica e ballo è spesso Peggy Guggenheim.

Anche a Londra, però, il nazismo si fa pericoloso con l'avvento della seconda guerra mondiale, tanto che Mondrian si trova costretto a fuggire a New York nel 1940. A 68 anni, l'artista olandese scopre una nuova metropoli con altrettanta nuova musica (il Boogie Woogie) e una vita notturna scintillante. Riesce a gustare anche questa sua nuova esperienza, e l’energia che ne ricava lo porta alla realizzazione del suo capolavoro "Victory Boogie Woogie", un’opera ritrovata ancora incompiuta sul cavalletto al momento della sua scomparsa nel 1944. Oltre a 300 opere di Mondrian, la mostra presenterà al pubblico lettere, fotografie ed effetti personali (come la collezione di dischi) e una ricostruzione a grandezza naturale del suo studio parigino.
www.gemeentemuseum.nl

 

RITRATTI DI CÉZANNE
Parigi, Musée d'Orsay,
dal 13 giugno al 24 settembre 2017

Paul Cezanne, Autoritratto, 1882-1885. (foto Musée d'Orsay / Sophie Boegly) Paul Cezanne, Ragazzo in gilet rosso, 1888-1890. (foto National Gallery of Art / National Portrait Gallery London) Paul Cezanne, Ritratto della signora Cezanne, 1885-1890. (foto Musée d'Orsay / Hervé Lewandowski) Paul Cezanne, Donna nella caffetteria, 1895. (foto Musée d'Orsay / Hervé Lewandowski) Paul Cezanne, Madame Cezanne sulla sedia gialla, 1888-1890. (foto Art Institue of Chicago)

A ridosso dell'estate, questa mostra (organizzata dal Museo d'Orsay, dalla National Portrait  Gallery di Londra e dalla National Gallery of Art di Washington) verrà accolta da uno dei musei più belli della capitale francese e accoglierà uno dei pittori più emblematici dell'era moderna, capace d'ispirare e influenzare le generazioni successive, soprattutto grazie alla sua abilità di costruire le forme a partire dal colore e al suo approccio analitico alla natura. Non è un caso che sia Matisse che Picasso indicavano Cézanne come  “il nostro padre comune”. Indubbiamente, i suoi ritratti ci presentano l’aspetto più personale e quindi più umano della sua opera.

Paul Cézanne ha dipinto quasi 200 ritratti nel corso della sua carriera, di cui 26 autoritratti e 29 raffiguranti la moglie, Hortense Fiquet. L'esposizione esplora le caratteristiche estetiche e tematiche di Cézanne in questo esercizio specifico, in particolare come egli abbia instaurato un dialogo tra opere complementari e realizzato molteplici versioni di uno stesso soggetto. Un approccio cronologico al Cézanne ritrattista permette di studiarne l’evoluzione, soffermandosi sulle variazioni che emergono nella continuità del suo stile e del suo metodo. “Ritratti di Cézanne” si interroga inoltre sul suo concetto di somiglianza e identità dei modelli, oltre che sulla possibile influenza degli stessi nelle scelte e nello sviluppo della sua pratica artistica.

Le opere qui presentate, provenienti da collezioni private e da prestigiosi musei in tutto il mondo, spaziano dal notevole ritratto dello zio Dominique risalente agli anni 1860, fino alle ultime rappresentazioni di Vallier, il giardiniere di Cézanne a Aix-en-Provence, realizzate poco prima della morte dell’artista nel 1906.
www.musee-orsay.fr