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Dal foro romano ai monumenti del Novecento


di Luisa Sodano

 

Veduta delle cupole del Duomo Vecchio e di quello Nuovo. (foto Bruga) La facciata e la cupola di Giovanni Battista Lantana del Duomo Nuovo. (foto Bruga) Veduta del Foro Romano in primo piano il Tempio di Giove Capitolino. (foto Bruga)

Veduta notturna del Foro Romano. (foto Bruga) La gelateria Bedussi. (foto Bruga) La Loggia dell'omonimo Palazzo, sede della giunta comunale. (foto Bruga)

Stazione della Metropolitana leggera, BresciaDue. (foto Bruga) Veduta notturna di Piazza della Loggia. (foto Bruga) Veduta del Torrione, progettato da Marcello Piacentini, primo grattacielo costruito in Italia. (foto Bruga)

Piazza della Vittoria con il Palazzo delle Poste e la Torre della Rivoluzione. (foto Bruga) L'arengario, decorato da un ciclo di nove lastre marmoree  raffiguranti ognuna, un momento o un personaggio nella storia di Brescia. Sullo sfondo Il Torrione. (foto Bruga) Veduta del palazzo Broletto, sede medioevale delle signorie regnanti sulla città, oggi sede dell'amministrazione provinciale, (foto Bruga)

Nella mia recente riscoperta di Brescia sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla possibilità di fare un viaggio lungo la storia millenaria della città attraverso le sue piazze, spostandomi solo di qualche centinaio di metri.

In questo breve racconto mi piace andare a ritroso nel tempo; incomincio perciò dalla Piazza della Vittoria, ampio spazio creato durante il ventennio fascista dove si possono apprezzare alcuni notevoli edifici razionalisti di Marcello Piacentini, architetto dell’EUR a Roma. La prima volta sono capitata in questa piazza di sera e ho avuto un’impressione di straniamento: mi sembrava di essere in uno degli scenari che fanno da sfondo alle figure prive di espressione della pittura metafisica di Giorgio de Chirico. Imponente è il Torrione rivestito di cotto alto 60 metri, affrontato al Quadriportico accanto al quale si eleva la Torre della Rivoluzione con l’orologio; di lato, verso Piazza della Loggia, si erge il Palazzo delle Poste rivestito in travertino, ancora in uso, come i tanti della stessa epoca sparsi in Italia, a ricordare un periodo storico che nell’architettura ha lasciato un segno indelebile.

Ho prima citato Piazza della Loggia, luogo in cui i veneziani hanno impresso il segno della loro presenza, per me indissolubilmente legato alla memoria di una delle stragi che insanguinarono l’Italia negli anni ’70 del secolo scorso. Dal Novecento al Quattrocento la distanza nello spazio è solo di una manciata di metri, tanto basta per immergerci nelle architetture rinascimentali di questa piazza sulle quali domina la Loggia (cui lavorò anche Andrea Palladio), oggi sede del Comune. L’antico palazzo comunale (il Broletto), quello medievale per intenderci, prospetta su un altro importante luogo di ritrovo dei bresciani: si tratta della Piazza Paolo VI, dedicata a quel Giovanni Battista Montini, originario della provincia di Brescia, cui toccò la difficile eredità del Concilio Vaticano II. Qui, l’uno dietro l’altro, troviamo il Duomo Nuovo e quello Vecchio; imponente, ma non bello, il primo, semplice e suggestivo nel suo stile romanico il secondo, di forma circolare.

Il nostro viaggio indietro nella storia si srotola velocemente per portarci al centro nevralgico dell’antica Brixia: ecco i resti del foro romano con a destra quelli del teatro, dominati dal Capitolium di epoca imperiale che, in parte ricostruito, svetta sulle pendici del colle Cidneo. La grande sorpresa deve ancora arrivare, con un altro piccolo salto all’indietro nel tempo: a sinistra del Capitolium, non più in vista perché poste a un livello inferiore, ci attendono le splendide pitture murali del santuario repubblicano del I secolo prima di Cristo, rese più attrattive da un ottimo allestimento e da un’affascinante ricostruzione virtuale.

C’è però un’ultima sorpresa che voglio segnalare; questa volta è attualissima e la si trova fuori dal centro storico. In Via Crocifissa di Rosa 113, vicino alla fermata Marconi della metropolitana (solo due stazioni da Piazza della Vittoria), è imperdibile una sosta alla Gelateria Bedussi (www.bedussi.it), che è molto di più di una semplice gelateria, anche se i gelati sono, come dire, il piatto forte. Qui, dal design al cibo, è tutto molto innovativo: io ho mangiato una pizza a lunghissima lievitazione, leggera come una piuma. Nulla da invidiare, anche se di fattura diversa, alla tradizionale pizza napoletana, credetemi!

www.turismobrescia.it




 

 

 

 

 

 

 

 

 





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