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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

Frida Kahlo ritratta dal padre Guillermo nel 1932. (foto Archivo Diego Rivera y Frida Khalo, Banco de Mexico) La giovane Frida in compagnia del marito Diego Rivera. (foto Carl Van Vechten/Library of Congress) Lo studio della Casa Azul a Coyoacàn, all'epoca sobborgo di Città del Messico. (foto Archivo Diego Rivera y Frida Kahlo, Banco de Mexico) Frida lavora al ritratto di Guillermo Kahlo. (foto Archivo Diego Rivera y Frida Kahlo, Banco de Mexico) Ritratto di Marta Patricia Procel, 1951. (foto Museo Frida Kahlo Mexico City)

Ritratto di mio padre, 1952. (foto Museo Frida Kahlo Mexico City) Viva la vida, 1954. (foto Museo Frida Kahlo Mexico City) Il marxismo darà salute agli infermi, 1954. (foto Museo Frida Kahlo Mexico City) Il patio della Casa Azul oggi Museo Frida Kahlo. (foto Museo Frida Kahlo Mexico City)

Salma Hayek e Alfred Molina nel film Frida diretto da Julie Taymor nel 2002, dvd Buena Vista International. Il libro-diario Viva la vida! Curato da Pino Cacucci, Feltrinelli 2014. La graphic novel di Anna Vinci dedicata a Frida, 24 Ore Cultura 2016. Cancro, segno zodiacale di Frida Khalo.

Un'arte capace di superare una tragica esperienza giovanile è il prezioso lascito che ci ha lasciato una grande pittrice messicana, nata sotto il segno del Cancro: Frida Kahlo.

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Quando, nel grigio pomeriggio di quel piovoso 17 settembre 1925, i soccorritori giunsero sul luogo dell’incidente, lo spettacolo era sconvolgente. Un tram a due carrozze aveva investito un autobus che aveva tentato un azzardato sorpasso, e lo aveva aperto come una scatola di sardine, travolgendo decine di passeggeri. Diversi di essi erano morti sul colpo, e quasi tutti coloro che erano a bordo dell’autobus erano rimasti feriti, tra cui una ragazza trafitta all’altezza del ventre da un mancorrente tranciato nell’urto. Ai medici sembrava impossibile che potesse sopravvivere, e quando in ospedale constatarono le terribili lesioni interne che la barra di metallo le aveva provocato pensarono che la diciottenne, studentessa di scienze e desiderosa di diventare a sua volta medico, non avrebbe superato il delicato intervento chirurgico cui stava per essere sottoposta. Eppure, la resistenza della giovane le consentì di superare una lunga e dolorosissima convalescenza, al termine della quale del terribile incidente le sarebbe rimasta una serie interminabile di penose conseguenze e il dono di una nuova vocazione artistica che l’avrebbe resa celebre in vita e dopo la morte, traducendo in originalissime opere la travagliata vita di Frida Kahlo.

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón era nata il 6 luglio 1907 a Coyoacàn, cittadina oggi incorporata in Città del Messico; figlia di un fotografo di origine tedesca e di una messicana, ebbe un rapporto strettissimo col padre, che l’avviò a interessi e attività allora tipiche dei maschi, nonostante la fragilità fisica che Frida patì fin da piccola a causa di una poliomielite. Iscrittasi come pochissime altre ragazze all’esclusiva Escuela Nacional Preparatoria, una sorta di liceo preuniversitario, dovette abbandonarla a causa dell’incidente, ma anziché agli studi accademici si dedicò appassionatamente alla pittura, che cominciò a praticare con serietà fin dal suo letto di ospedale, sul quale fu montato una specie di cavalletto e uno specchio per consentirle di esercitarsi a ritrarre le proprie sembianze. E in effetti l’autoritratto, quasi sempre associato a immagini di un surrealismo magico spesso venato di elementi etnici, divenne la sua cifra artistica più caratteristica, facendone un’artista apprezzata e riconosciuta nonostante fosse sostanzialmente autodidatta e fuori dalle principali scuole d’avanguardia.

In effetti, a consolidare e al tempo stesso almeno inizialmente condizionare la formazione artistica di Frida fu il burrascoso rapporto con il muralista Diego Rivera, che Frida sposò due volte e amò appassionatamente, nonostante le infedeltà di cui entrambi costellarono la loro storia. Rivera, maggiore di Frida di oltre vent’anni e già al terzo matrimonio, la introdusse all’arte e alla cultura tradizionale messicana, elementi che la Kahlo assorbì e rielaborò in uno stile personale e inconfondibile. Inoltre, accanto a Rivera, artista noto internazionalmente e fortemente impegnato in politica, Frida poté viaggiare all’estero e inserirsi definitivamente nell’ambiente artistico, nel quale finì per oscurare la fama del marito.

Passione e dolore, che così fortemente segnarono la vita di Frida, sono anche i temi centrali della sua opera, così indissolubilmente legata alla sua biografia. Dal capolavoro "Henry Ford Hospital", in cui l’artista raffigura attraverso l'uso di immagini simboliche l'esperienza di una delle sue numerose gravidanze fallite, anche questa probabilmente eredità dell’incidente dell’autobus, ai numerosi quadri come "Diego e io" dedicati al travagliato amore per Rivera, che lei una volta definì il suo “secondo incidente”, agli autoritratti in cui mostra la sua fragilità e sofferenza fisica, come "La colonna spezzata" o "La cerva ferita", fino alle opere in cui si rappresenta in armonia e fusione con la sua terra, come "Autoritratto con collana di spine" o "Autoritratto con scimmia", la vita di Frida è continuamente al centro della sua arte. Generosa, vitale, volitiva e anticonformista, Frida Kahlo seppe imporre la sua personalità artistica e umana a dispetto delle menomazioni e dei pregiudizi che all’epoca in un paese come il Messico si nutrivano verso una donna con ambizioni artistiche. Anche con il peggiorare delle sue condizioni fisiche, Frida continuò a dedicarsi all’arte, diventando dal 1943 popolarissima insegnante nella Scuola Nazionale di Pittura, Scultura e Stampa, e guadagnando in reputazione e riconoscimenti man mano che la sua salute declinante ne limitava i movimenti e l’attività.

Nata in Cancro con ascendente Leone, Frida attingeva da questo aspetto astrale il suo essere generosa, energica, accogliente, appassionata all'arte e originale nei gusti; ne traeva altresì la capacità di non rimanere a lungo all'ombra delle forti personalità con cui entrava in contatto e dalle quali rischiava altrimenti di farsi soggiogare.

Luna in Toro nel tema natale rendeva Frida affettuosa, materna e protettiva, ma anche molto sensuale, possessiva e gelosa; inoltre, ne esaltava l'amore per la natura e il bisogno di vivere in un ambiente piacevole e confortevole. Giove in Cancro le garantiva un'immaginazione fertile e vivace, e l'ambizione destinata al successo e alla riuscita.

L'intelligenza creativa e costruttiva, l'apertura mentale e l'ironia erano caratteristiche derivanti dalla presenza di Mercurio in Leone nel cielo di nascita di Frida; Marte in Capricorno le conferiva grande forza di carattere, tenacia, determinazione vincente, mentre Venere in Gemelli le concedeva popolarità ottenuta grazie all'arte e alla creatività, e una straordinaria abilità nel conquistare uomini e donne grazie a un fascino e una vivacità di spirito fuori dal comune. La fantasia e l'immaginazione, unite a una profonda sensibilità e attitudine introspettiva erano favorite da Nettuno in Cancro, lo spirito di sacrificio, l'intuizione, ma anche la lunaticità e la tendenza alla depressione erano dovute a Saturno in Pesci.

Ormai logorata dalla sofferenza, Frida Kahlo morì di embolia polmonare il 12 luglio 1954, pochi giorni dopo aver apposto a una delle sue ultime nature morte l’emblematico titolo "Viva la vida", negli stessi momenti in cui scriveva nel suo diario “Aspetto con gioia la partenza – e spero di non tornare mai”. La fortuna della sua opera e la fama della sua vita straordinaria sono cresciute negli anni, tanto che nel 1984 il Messico dichiarò le sue opere patrimonio culturale nazionale, vietandone l’esportazione, mentre non si contano libri, documentari e film dedicati a lei, la cui popolarità ha raggiunto tutto il mondo, per quanto lei amasse la sua casa azzurra, dove trascorse tutta la vita e dove restò confinata negli ultimi tempi. D’altronde, lei stessa scrisse una volta: “A che mi servono i piedi, se ho ali per volare?”.





 

 

 

 





 

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