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Un libro un territorio: Arzachena e Costa Smeralda
“Sardegna archeologica dal cielo.
Dai circoli megalitici alle torri nuragiche”
di Alberto Moravetti e Gianni Alvito (Delfino Editore)

Alla scoperta della civiltà nuragica e di un festival enogastronomico

di Bruga

Il volume di Alberto Moravetti e Gianni Alvito, Delfino Editore 2010. Questo bel libro illustrato ci porta alla scoperta della Sardegna megalitica, con i suoi monumenti che punteggiano tutta l’isola rendendola un unicum dal punto di vista archeologico e storico. Anche a ridosso della Costa Smeralda, dunque nel comune di Arzachena, il turista attento in cerca di qualcos’altro oltre alle spiagge e ai locali, può trovare un piccolo ma significativo numero di monumenti, eccellente meta di escursioni durante una giornata di vento o di pioggerella (www.comunearzachena.gov.it).

La “tomba dei giganti” di Coddu Vecchiu o Capichera è assolutamente imperdibile: risale al 2500 AC ed è stata rimaneggiata o ricostruita nei secoli successivi, ma resta fra le più imponenti e meglio conservate della Sardegna, col suo corridoio di una decina di metri, la sua altezza massima di oltre 4 metri e la posizione affascinante, in mezzo a una splendida vigna tuttora coltivata.

Il complesso nuragico de La Prisgiona ad Arzachena. (foto Bruga) La torre centrale del villaggio La Prisgiona. (foto Bruga) L'esedra della Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu. (foto Bruga) La stele centrale della Tomba dei Giganti. (foto Bruga)

L'accesso alla camera sepolcrale della Tomba dei Giganti. (foto Bruga) La camera sepolcrale della Tomba dei Giganti. (foto Bruga) Il complesso nuragico di Barumini. (foto Fondazione Barumini)

Di recente apertura, ma scoperto inizialmente 60 anni fa, è il vicino Nuraghe della Prisgiona, un complesso con una torre, un bastione trilobato, pozzi e una decina di capanne. Questo insediamento è un po’ più recente e viene fatto risalire al 1400 – 1000 AC.

Nei dintorni, dunque sempre nel vasto comune di Arzachena, ci sono un altro paio di “tombe dei giganti”, altrettante necropoli e un tempietto: un ottimo … antipasto prima di affrontare un’analisi più ampia della cultura nuragica, che richiede spostamenti verso il centro dell’isola, quantomeno al grande “castello” di Barumini, cioè il villaggio nuragico Su Baruxi che da venti anni è inserito nel Patrimonio mondiale Unesco (www.fondazionebarumini.it).

Il porto turistico di Porto Cervo. (foto Bruga) Scorcio del porticciolo di Porto Cervo dalla Piazzetta. (foto Bruga) Il banco degustazione della Cantina Surrau di Porto Cervo. (foto Bruga)

L'area espositiva della Cantina Surrau. (foto Bruga) Stand di degustazione vini al Porto Cervo Wine Festival. (foto Porto Cervo Wine and Food Festival) Offerta di formaggi sardi al Porto Cervo Food Festival. (foto Porto Cervo Wine and Food Festival)

Restando in Costa Smeralda, dove in questo periodo i prezzi sono molto più interessanti anche per i comuni mortali, a metà maggio c’è anche un’opportunità interessante: scoprire in un solo posto e al livello migliore possibile le ricchezze enogastronomiche della Sardegna. L’occasione è offerta dal Porto Cervo Wine and Food Festival (www.portocervowinefestival.com), che torna per l’ottavo anno e propone, dal pomeriggio di venerdì 12 maggio alla serata di domenica 14, degustazioni dei migliori vini sardi e non solo, assaggi di prodotti tipici dell’isola e incontri di altissimi livello con autori quali Eliana Liotta (“La dieta smartfood”), Marcello Coronini (“La cucina del senza”), Luigi Moio (“Il respiro del vino”) e Gigi Padovani (“L’arte di bere il vino e vivere felici”). In programma anche una chiacchierata con il curatore della “Guida ai vini” dell’Espresso, Antonio Paolini, e la lezione di cucina a quattro mani con lo chef giapponese Hiro e l’emergente sardo Alberto Sanna.  


www.sardegnaturismo.it


 

 

 









 

 

 

 

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