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Protagoniste

La vita straordinaria di una geniale pittrice e scienziata,
di cui ricorre quest'anno il terzo centenario della morte

 

di Inge E. Blumenthal 

È impressionante pensare che esattamente trecento anni fa, nel 1717, mentre alle donne veniva generalmente negato il diritto all'istruzione si spegneva una grande naturalista tedesca che aveva saputo riprodurre su carta, con eccezionale talento artistico, i tesori del mondo vegetale e animale. Una donna vissuta tra arte e scienza, Maria Sibylla Merian: nata a Francoforte sul Meno il 2 aprile 1647, grazie al suo spirito d'avventura e alla sua indole anticonformista e intraprendente riuscì a raggiungere nel corso della sua vita un altissimo standard artistico nell'illustrare fiori e piante, oltre a dedicarsi con perizia all'entomologia, lo studio degli insetti.

Il padre di Maria Sibylla era un famoso incisore ed editore di origini svizzere, Matthäus Merian il Vecchio, autore di alcuni dei testi più influenti di storia naturale del diciassettesimo secolo, ma la giovane venne introdotta dal patrigno, il pittore Jakob Marrel, e contro il volere della madre, all'arte di dipingere i fiori, mescolando vernici e creando dipinti ad acquerello. Contemporaneamente, cominciò a osservare bruchi, falene e farfalle (in quell'epoca era fiorente il commercio della seta nella sua città natale) e ad appena 13 anni aveva già osservato la metamorfosi di un baco da seta.

Ritratto di Maria Sybilla Merian in un'incisione conservata negli archivi dell'Università di Lipsia. (foto Università di Lipsia) Veduta di Francoforte sul Meno, luogo natale di Maria Sybilla Merian, Atlante topografico XVII secolo. Fiori, foglie e frutti di Passiflora caerulea dal volume Nuovo Libro dei Fiori. (foto Royal Collection Trust) Amaranthus tricolor, pianta originaria dell'America del Sud. (foto Royal Collection Trust)

Rose con farfalle, tavola XXI del volume Metamorphosis insectorum Surinamensium. (foto Royal Collection Trust) Peperoncino, tavola VI del volume Metamorphosis insectorum Surinamensium. (foto Royal Collection Trust) Kim Todd firma il libro dedicato alla vita di Maria Sybilla Merian e ai suoi studi sulla metamorfosi degli insetti, Harcourt 2007. Raccolta di disegni di Maria Merian provenienti dalla Royal Collection Trust, Arcturus Publishing Ltd 2017.

All'età di 18 anni, Maria Sibylla Merian sposa l'allievo prediletto del patrigno, Johann Andreas Graff, e lo segue a Norimberga, dove si dedica a istruire su ricamo e pittura le figlie della buona borghesia. Questo impegno, tuttavia, non la distoglie a impegnarsi nelle sue ricerche sugli insetti. Nel 1686, dopo aver lasciato il marito (il matrimonio non si era affatto rivelato felice), si trasferisce con le due figlie e la madre anziana in una comunità religiosa a nord di Amsterdam, ma quando, tre anni più tardi, si verifica il crollo finanziario della comunità religiosa che la ospita, Maria Sibylla decide di andare ad abitare proprio nella capitale olandese, che a quel tempo era il centro del commercio mondiale e una delle maggiori città d'Europa. In quella fiorente metropoli, scopre che le donne possono condurre una vita indipendente e guadagnare denaro con il proprio lavoro. In breve tempo le figlie, Johanna Helena e Dorothea Maria, diventano sue allieve nella riproduzione artistica di fiori, uccelli e insetti, alla quale si dedica ormai instancabilmente, con esiti eccezionali per la perfezione dei dettagli.

Nel 1699, dopo aver venduto la maggior parte dei suoi averi, Maria Sibylla si mette a capo di una spedizione scientifica e affronta un viaggio lungo e rischioso: decide, infatti, di salpare per la colonia olandese del Suriname con la figlia più giovane, la ventunenne Dorothea Maria. Le foreste vergini del Sud America ispirano alla Merian la sua pubblicazione più importante, "La metamorfosi degli insetti del Suriname", straordinaria miniera di notizie su quella lontana colonia ai confini del mondo civilizzato.

Nel 1701, le cattive condizioni di salute e il clima caldo e umido del Suriname costringono Maria Sibylla Merian a tornare ad Amsterdam, dove muore il 13 gennaio 1717. Poco prima della sua morte, una selezione di suoi acquerelli trova un prestigioso acquirente, lo zar Pietro il Grande di Russia. Quasi tre secoli dopo la sua scomparsa, nel 2005, viene dato il suo nome a una nave inviata dal prestigioso Istituto Leibniz nel Mar Baltico, per una missione di ricerche scientifiche. Un giusto omaggio a una pioniera dell'ecologia, che ha saputo dare alla natura un primato di bellezza e di splendore.


 

 

 




 



 



 

 

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